Bce alza i tassi di 0,75 punti: quello principale sale a 1,25%

Economia

Nelle prossime riunioni il Consiglio della Bce si aspetta "ulteriori rialzi dei tassi". Riviste "significativamente al rialzo" le stime sull'inflazione che ora si attende all'8,1% in 2022, al 5,5% nel 2023 e al 2,3% in 2024. Tagliate le stime del Pil dell'Eurozona: +3,1% nel 2022, +0,9% nel 2023

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Il Consiglio Direttivo della Bce ha deciso di rialzare di 75 punti i tassi di riferimento con una mossa che non sorprende più di tanto i mercati ma che conferma la prevalenza dei 'falchi' che premevano per un incremento superiore ai 50 punti stimati inizialmente. Con il ritocco deciso oggi - per via di una l'Eurotower porta i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente all’1,25%, all’1,50% e allo 0,75%, con effetto dal 14 settembre 2022.

"Rialzi anche in futuro, obiettivo è inflazione al 2%"

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Si tratta - si legge nella nota diffusa al termine del Consiglio - di una "importante misura che anticipa la transizione dal livello attualmente molto accomodante dei tassi di interesse di riferimento a livelli che assicureranno un ritorno tempestivo dell’inflazione al nostro obiettivo del 2%". l consiglio della Bce continuerà a prendere le decisioni sui tassi con un approccio 'riunione per riunione' e dipendendo dai dati. 

Alzate le stime dell'inflazione: +8,1% nel 2022

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Alla base della scelta odierna una inflazione che "seguita a essere di gran lunga troppo elevata ed è probabile che si mantenga su un livello superiore all’obiettivo per un prolungato periodo di tempo". La Bce ha rivisto in modo significativo anche le proprie proiezioni di inflazione e ora prevede che dovrebbe raggiungere una media dell'8,1% nel 2022, del 5,5% nel 2023 e del 2,3% nel 2024. 

 

Bce taglia stime Pil Eurozona: +3,1% nel 2022, +0,9% nel 2023 

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La Bce ha tagliato le stime del Pil dell'Eurozona. Secondo la banca centrale, l'economia crescerà del 3,1% nel 2022, dello 0,9% nel 2023 e dell'1,9% nel 2024. Come si legge nel comunicato, "dopo un rimbalzo nella prima metà del 2022, dati recenti indicano un sostanziale rallentamento della crescita economica dell'area euro, con un'economia che dovrebbe ristagnare nel corso dell'anno e nel primo trimestre del 2023". Tra le cause, i prezzi molto elevati dell'energia che "stanno riducendo il potere d'acquisto dei redditi delle persone e, sebbene le strozzature dell'offerta si stiano attenuando, continuano a limitare l'attività economica". Inoltre, la guerra "pesa sulla fiducia di imprese e dei consumatori". 

"Scudo anti-spread contro disordini mercato"

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Il Consiglio direttivo, si legge nella nota della Bce, è pronto "ad adeguare tutti i suoi strumenti nell'ambito del suo mandato per garantire che l'inflazione si stabilizzi al suo obiettivo del 2% nel medio termine. Il Tpi (o scudo anti-spread, ndr) è disponibile per contrastare dinamiche di mercato ingiustificate e disordinate che rappresentano una seria minaccia per la trasmissione della politica monetaria in tutti i Paesi dell'area dell'euro, consentendo così al Consiglio direttivo di adempiere più efficacemente al proprio mandato di preservare la stabilità dei prezzi".

Bce continuerà a reinvestire titoli in scadenza App e Pepp

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Il Consiglio direttivo della Bce intende continuare a reinvestire integralmente i pagamenti in linea capitale dei titoli in scadenza acquistati nell'ambito del programma App per un periodo di tempo prolungato oltre la data in cui ha iniziato ad aumentare i tassi di interesse di riferimento della Bce e, comunque, per tutto il tempo necessario mantenere ampie condizioni di liquidità e un adeguato orientamento di politica monetaria. Per quanto riguarda il Pepp, il Consiglio direttivo intende reinvestire i pagamenti principali dei titoli in scadenza acquistati nell'ambito del programma almeno fino alla fine del 2024. In ogni caso, il futuro esaurimento del portafoglio Pepp sarà gestito per evitare interferenze con il adeguato orientamento di politica monetaria. I rimborsi in scadenza nel portafoglio Pepp vengono reinvestiti in modo flessibile, nell'ottica di contrastare i rischi per il meccanismo di trasmissione della politica monetaria legati alla pandemia.

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