
10 anni dal “Whatever it takes” di Draghi, cos’è cambiato da quel 26 luglio 2012
Quel giorno l’allora presidente della Bce dichiarava che si sarebbe difeso l’Euro “costi quel che costi”. Sarebbe poi arrivato il Quantative Easing, l’acquisto dei debiti degli Stati membri, per combattere l’inflazione. Nel 2019 arriva alla guida della Banca Christine Lagarde, che deve fare i conti con la pandemia da Covid-19 e poi con le conseguenze della guerra in Ucraina. Il 22 luglio 2022 la Bce annuncia il Tpi, un nuovo programma contro l’aumento degli spread

Era il 26 luglio 2012. L’Eurozona rischiava di implodere: i livelli dello spread erano alle stelle, in Grecia soffiavano forte i venti di crisi, la moneta unica finiva sotto attacco dei mercati esteri. L’allora presidente della Banca centrale europea Mario Draghi si presentò in conferenza stampa e annunciò che per salvare la valuta si sarebbe fatto “Whatever it takes”, cioè “tutto il necessario” o “costi quel che costi”
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La frase entrò nella storia e nella cultura popolare: in Italia, dal 2020, è tra i neologismi Treccani. Da quel giorno a oggi, molto è cambiato nella difesa della moneta europea
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WHATEVER IT TAKES – “Entro il suo mandato la Bce preserverà l’euro, costi quel che costi (whatever it takes). E, credetemi, sarà abbastanza”. Poche, semplici e incisive le parole di Draghi. L’obiettivo primario era quello di far crollare gli spread nell’Eurozona, compreso quello italiano. Quella risoluzione dialettica che portò Draghi a essere ribattezzato “SuperMario” trovò espressione nella presentazione del programma Outright Monetary Transactions (Omt)
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L'ANNUNCIO DEL PROGRAMMA OMT – L’Omt fu presentato nel settembre 2012. Per salvare l’Eurozona, secondo Draghi, era fondamentale aiutare i Paesi europei più in difficoltà. Per farlo, fu proposto un piano di acquisto da parte della Bce dei titoli di Stato emessi proprio dagli Stati più colpiti dalla crisi finanziaria - Italia, Spagna, Grecia, Portogallo – in cambio di un serio programma di riforme strutturali
Il "Whatever it takes" di Mario Draghi compie 10 anni: cosa significa
IL QUANTITATIVE EASING – L’Omt, alla fine, fu accantonato. Sempre sotto Draghi si passa così al Quantitative Easing, annunciato il 22 gennaio 2015. In pratica, la Bce si impegnava a un massiccio piano di acquisti dei debiti degli Stati membri nel loro insieme, per combattere l’inflazione
Che cos'è il Tpi annunciato dalla Bce
Si inizia con 80 miliardi di euro al mese da marzo 2016. La scadenza del programma era prevista per il settembre dello stesso anno, ma fu poi prorogato a più riprese negli anni successivi, intervenendo di volta in volta sull’ammontare d’acquisto in relazione alla situazione finanziaria europea

CHRISTINE LAGARDE – Nell’ottobre 2019 Draghi lascia la Bce. Gli succede l’attuale presidente, Christine Lagarde

LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS – L’emergenza Covid-19 impone alla Bce di ripensare alle sue manovre. Lagarde, nel primo consiglio dopo lo scoppio della pandemia, dice che la Bce non ha la funzione di “ridurre gli spread”. Ai mercati non piace e i valori tornano ad alzarsi

Il quantitative easing però continua e viene varato un piano di acquisti netti aggiuntivi di 120 miliardi di euro fino alla fine del 2020. Parallelamente viene lanciato il PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme)

IL PEPP – Il nuovo programma prevedeva l’acquisto di titoli, pubblici e privati, per 750 miliardi di euro fino alla fine del 2020. I fondi aumentano fino a 1850 miliardi di euro

Nel marzo 2022, il consiglio della Bce annuncia lo stop all’acquisto netto dei titoli nell’ambito del PEPP. Continueranno fino al 2024, dentro lo stesso programma, i reinvestimenti netti

LA GUERRA IN UCRAINA – Intanto, il 24 febbraio 2022 la Russia invade l’Ucraina. Le prospettive di crescita dell’Eurozona crollano sotto le conseguenze economiche del conflitto, l’inflazione schizza. Ad aprile, Lagarde annuncia che la Bce sta lavorando a uno scudo anti-spread. Il 22 luglio la Banca annuncia il primo rialzo dei tassi di interesse da luglio 2011, allo 0,50%

IL TPI – Contestualmente, Lagarde annuncia lo scudo anti-spread che aveva anticipato. È il TPI, Transmission Protection Instrument. Si tratta di uno strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria che prevede la possibilità da parte della Bce di acquistare sempre i titoli di Stato dei Paesi Ue in difficoltà

Gli Stati devono però rispettare una serie di vincoli per poter essere finanziati attraverso il TPI: non devono essere sotto procedura per un deficit troppo alto, le tappe dei programmi nazionali per attuare il Recovery Fund devono essere rispettate, il bilancio non deve essere squilibrato e il debito pubblico deve essere comunque sostenibile