"Whatever it takes", 10 anni fa Mario Draghi pronunciava la storica frase: cosa significa

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Il 26 luglio 2012, l'allora presidente della Banca centrale europea, in riferimento al salvataggio dell'euro usava l'espressione che vuol dire "costi quel che costi" o comunque "tutto ciò che è necessario". Rispolverata durante la prima fase dell'emergenza Covid, è tornata poi in auge nei 17 mesi in cui Draghi ha governato l'Italia

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“Whatever it takes” ovvero “costi quel che costi” oppure “tutto ciò che è necessario”. Sono passati 10 anni da quando Mario Draghi, all'epoca presidente della Bce, pronunciava questa frase diventata a suo modo storica. In quel caso si riferiva al salvataggio dell'euro ma l’espressione, che ha trovato spazio perfino sulla Treccani, è poi riemersa durante i primi mesi dell’emergenza coronavirus, citata a più riprese da politici, economisti e media. Ed è tornata in auge quando Draghi è diventato presidente del Consiglio nel 2021 (fino alle dimissioni nel luglio 2022).

Come nasce la frase “Whatever it takes” di Draghi

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“Whatever it takes”, la frase di Mario Draghi entra nella Treccani

Proprio la Treccani, nella pagina dedicata al neologismo, introdotto nel 2020, descrive la genesi del “Whatever it takes” di Draghi con queste parole: “È il 26 luglio del 2012. L’Europa dell’euro è in grande difficoltà. Sale lo spread in molti Paesi. In Grecia tornano a soffiare pesanti venti di crisi. L’euroscetticismo inglese si gonfia. Draghi, da meno di un anno Presidente della Banca centrale europea, sale sul palco della conferenza di Londra e, senza troppi preamboli, dopo una manciata di minuti di introduzione, pronuncia la frase che cambia la storia della crisi: ‘Entro il suo mandato la Bce preserverà l’euro, costi quel che costi (whatever it takes). E, credetemi, sarà abbastanza’”.

Whatever it takes durante l’emergenza Covid

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La frase-motto è stata ripescata durante l’emergenza Covid, quando Draghi sul Financial Times ha suggerito una possibile reazione economica alla crisi causata dalla pandemia: “Le banche devono rapidamente prestare fondi a costo zero alle aziende preparate a salvare posti di lavoro. Poiché in tal modo esse diventano veicoli di politica pubblica, il capitale di cui necessitano per eseguire questo compito deve essere fornito dallo Stato sotto forma di garanzie pubbliche su tutti gli sconfinamenti aggiuntivi di conto o sui prestiti”. Ripreso da vari giornali, quel ragionamento è diventato il “Whatever it takes contro il Covid”. Come da titolo del Foglio del 26 marzo 2020.

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