L’economia accelera, ma il carrello della spesa costa di più. I dati Istat

Economia

Simone Spina

Nel secondo trimestre il Pil è cresciuto dell’1%. L'inflazione a luglio è leggermente scesa però sono aumentati, tornando ai livelli del 1984, i prezzi del cibo e dei prodotti più acquistati dagli italiani

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L’economia accelera ma l’inflazione continua a mordere, rosicchiando stipendi e pensioni e portando il costo del "carrello della spesa" a livelli che non si vedevano da 38 anni. Il nostro Paese fra aprile e giugno è cresciuto dell’1 per cento rispetto ai tre mesi precedenti, quando il prodotto interno lordo era rimasto quasi invariato (+0,1%). Il rialzo nei confronti dello stesso periodo del 2021 è molto più corposo (+4,6) ma all’epoca viaggiamo col turbo perché ci riprendevamo dalla batosta inflitta dalla prima fase della pandemia.

Con crescita Pil obiettivi più vicini

Il buon andamento di questa primavera fa ben sperare per gli obiettivi per l’intero 2022, per il quale il governo si aspetta che il Pil salga del 3,1 per cento, grazie soprattutto alla spinta ereditata dal 2021. Nel resto d’Europa c’è chi sta peggio: la Germania è rimasta ferma, la Francia è cresciuta di mezzo punto e, in media, l’Eurozona (+0,7%) viaggia a un ritmo più lento. Preoccupa la recessione negli Stati Uniti e si moltiplicano previsioni fosche. Tra le cause, le incognite sulla guerra in Ucraina e il carovita.

I prezzi continuano a mordere

Nel nostro Paese a luglio l’inflazione ha lievemente rallentato, attestandosi al 7,9 per cento dall’8 di giugno (+0,4% mensile). Spiega l’Istat che ha influito il leggero rallentamento dei beni energetici, che restano però a quote stellari con bollette e carburanti che salassano famiglie e imprese nonostante gli aiuti pubblici. E non c’è solo luce, gas e benzina. Il “carrello della spesa”, cioè cibo, prodotti per la casa e la cura della persona fra i più acquistati, costa il 9,1 per cento in più rispetto a un anno fa, tornando a un livello che non si registrava dal 1984.

Inflazione più alta nell’Eurozona

Per una coppia con due figli tutto questo si traduce, secondo le associazioni dei consumatori, in un esborso di oltre 2500 euro l'anno. Nell'Eurozona il carovita è nella maggior parte dei casi ancora più alto (in media all’8,9%) e, per tentare di mettere un freno, la Bce ha alzato il costo del denaro, ma si tratta di una magra consolazione.

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