Acquistata la seconda nave rigassificatrice per fare a meno della Russia

Economia

Lorenzo Borga

Snam acquista una nuova nave per rigassificare il gas liquefatto in arrivo via mare. Tempi lunghi però per renderla operativa. LO SKYWALL

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È arrivato l'annuncio del secondo acquisto di una nuova rigassificatrice da parte di Snam: si tratta della BW Singapore, costruita nel 2015, che servirà per rigassificare il gas liquefatto in arrivo nel nostro paese. L'acquisto da parte della partecipata pubblica permetterà di portare in Italia la nave tra circa due anni. La capacità di rigassificazione sarà di circa 5 miliardi di metri cubi di gas all'anno, circa il 7 per cento del consumo italiano.

Nave destinata a Ravenna

Snam comunica che si prevede che "possa essere ubicata nell’Alto Adriatico, in prossimità della costa di Ravenna, e iniziare la propria attività nel terzo trimestre del 2024, a valle della conclusione dell’iter autorizzativo e regolatorio e della realizzazione delle opere necessarie all’ormeggio e al collegamento alla rete di trasporto".

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La prima nave, acquistata a inizio giugno, è invece la Golar Tundra, per altri 5 miliardi di metri cubi in arrivo nella primavera dell'anno prossimo. Questa dovrebbe trovare spazio per almeno tre anni a Piombino, nonostante la contrarietà del sindaco della città.

Tempi lunghi per l'indipendenza da Mosca

I due rigassificatori galleggianti accompagneranno i tre rigassificatori stabili - a Livorno, Ravenna e La Spezia - nel processo di riduzione della dipendenza del nostro paese dal metano russo. Le infrastrutture permettono infatti di importare il gas trasportato via mare in particolare da Stati Uniti e Qatar, i maggiori esportatori di gnl, ma anche da altri paesi con cui l'Italia ha stretto accordi negli ultimi mesi.

 

I tempi però saranno lunghi, nonostante le semplificazioni burocratiche: la SW Singapore sarà operativa solo nel terzo trimestre del 2024. Di questo passo - anche attraverso il potenziamento delle infrastrutture fisse - si potranno raggiungere i 29 miliardi di metri cubi di gas importati l'anno scorso dalla Russia solo nel 2026.

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Anche perché per ora la rigassificazione non sta procedendo alla massima velocità. I tre impianti attivi infatti ancora non operano a pieno regime, per diverse ragioni, e nel 2022 si sono già persi 2 miliardi di metri cubi di gas con cui avremmo potuto sostituire il metano di Mosca.

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