
Incentivi per le auto: le ipotesi su cui discute il governo
I rappresentanti dei vari ministeri sono a lavoro per capire come ripartire i fondi stanziati. Una bozza c'è già, ma si starebbe continuando a discutere sia sui possibili aiuti per l'acquisto di alcuni tipi di veicoli che sulla quota da destinare agli interventi per la filiera produttiva

I Ministeri dello Sviluppo economico, dell’Economia, delle Infrastrutture e della Transizione ecologica sono a lavoro per definire il quadro degli incentivi al settore dell’automotive. Il decreto attuativo si attende entro il mese di marzo, ma secondo alcune indiscrezioni, delle novità potrebbero arrivare già questa settimana
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Nei giorni scorsi, il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha detto che gli incentivi saranno pensati per l’acquisto “di auto ecologicamente compatibili, non solo elettriche”. Questo perché nella fase di transizione "dobbiamo considerare anche altre fonti, come l'ibrido" e “investire tutto sull’elettrico significa emettere una condanna a morte per la nostra industria”
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"Il compito del governo”, ha aggiunto Giorgetti, “è quello di affiancare le nostre imprese in questo percorso di riconversione della filiera, garantendo dunque sia il rifinanziamento per l'acquisto di veicoli non inquinanti che la formazione necessaria in termini di strumenti e competenze nuove per affrontare le prossime sfide"
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I fondi per l’automotive sono già stati stanziati. Ci sono 700 milioni di euro per il 2022 e un miliardo all’anno dal 2023 al 2030. Il problema è capire come ripartirli e trovare una quadra tra le richieste del Mise e quelle del Ministero della Transizione ecologica
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Come spiega Il Sole 24 Ore, il primo “punta ad assegnare all’eco-bonus 600 milioni di euro su 700 nel primo anno, e 700 milioni negli anni seguenti, lasciando solo la quota restante a interventi per la filiera produttiva”. Il secondo però non sarebbe d’accordo e avrebbe perplessità anche su altre scelte
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L’intesa sembra quindi ancora lontana anche se una bozza c’è. Secondo quanto anticipa il Sole 24 Ore, gli incentivi più alti sarebbero riservati all’acquisto delle auto “full electric” ed equivarrebbero a seimila euro con rottamazione di un veicolo di categoria inferiore a Euro5, e a quattromila euro senza rottamazione, " ma con un tetto al prezzo di listino di 35mila euro Iva esclusa"

L’aiuto scenderebbe a 2.500 euro - o mille senza rottamazione - per le ibride plug-in con prezzo fissato a 45mila euro Iva esclusa, e si attesterebbe a 1.250 euro per l’acquisto di auto con emissioni di CO2 comprese tra 61-135 g/km solo in caso di rottamazione e con un tetto di listino pari a 35mila euro più Iva

Quest’ultimo tipo di incentivo, spiega il Sole, è uno degli aspetti più discussi, ma sta particolarmente a cuore al Mise perché includerebbe anche alcuni modelli Fca e potrebbe quindi avere un impatto positivo su alcuni impianti come quello della Panda a Pomigliano d’Arco

Secondo il ministro della Transizione ecologica Cingolani “mancano due pezzi per favorire la mobilità alla spina. Uno riguarda lo smaltimento delle batterie. In secondo luogo, abbiamo bisogno di una rete di distribuzione elettrica intelligente”

Non bisogna quindi perdere tempo ma nemmeno avere troppa fretta. “Forzare troppo la mano sull’elettrico crea sbilanciamenti anche del punto di vista delle materie prime o dell’autosufficienza industriale. Sono temi su cui dobbiamo riflettere e che non vanno ideologizzati”, aveva detto