Guerra in Ucraina, gli effetti delle sanzioni sull’economia della Russia
La Borsa di Mosca è rimasta chiusa nei giorni scorsi, mentre la Banca centrale cerca di contenere il crollo del rublo. Intanto nella capitale risulta difficile prelevare denaro dai bancomat. Le restrizioni però hanno effetti anche sull’Occidente: ecco che cosa sta succedendo
“I dittatori devono pagare, altrimenti seminano ancora più caos”: a parlare in questi termini di Vladimir Putin è stato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. L’ex vice di Obama, in occasione del discorso sullo stato dell’Unione, ha rivendicato anche i risultati delle sanzioni occidentali contro Mosca: “L’economia russa è alla rovina" e "Putin non riuscirà a indebolire il mondo libero"
GUARDA IL VIDEO: Guerra in Ucraina, accordo Ue: 7 banche russe fuori da Swift
Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, i paesi occidentali hanno imposto sanzioni sempre più severe contro Mosca: dal blocco del sistema Swift per alcuni istituti finanziari, al divieto di accesso ai mercati occidentali fino al congelamento dei beni della Banca centrale russa detenuti fuori dai confini in valuta estera
Guerra in Ucraina, Abramovich pronto a vendere il Chelsea
Alcune sanzioni impattano direttamente anche sulla vita dei cittadini russi, ad esempio il blocco dei voli verso i 27 paesi dell’Unione europea seguito dal contro-divieto di arrivo imposto da Mosca. Ue e Regno Unito hanno anche limitato le operazioni bancarie per i cittadini russi
Guerra in Ucraina, il racconto degli inviati di Sky TG24
L’obiettivo dichiarato delle sanzioni imposte contro Mosca da Usa e Ue, a cui si è aggiunta con una mossa storica anche la Svizzera, è “far crollare l’economia russa”, come detto dal ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire
Cosa significa "no fly zone" in Ucraina
Per arginare gli effetti più immediati delle sanzioni la Banca centrale russa ha ordinato la sospensione delle contrattazioni per la Borsa: ieri è rimasta chiusa per la terza volta di fila. Secondo quanto riporta Reuters, sono state permesse solo alcune “limitate operazioni” per la prima volta questa settimana
L'Ucraina può davvero entrare nell'Unione europea?
La decisione è arrivata per evitare il cosiddetto “panic selling”, cioè la vendita su larga scala di strumenti finanziari spinta dal timore di crollo del loro valore. Spesso le conseguenze del “panic selling” sono catastrofiche per il valore dei titoli, e la Banca centra russa sta cercando di evitare proprio questo
Questo però non ha frenato la caduta del rublo, la moneta russa, che dall’imposizione delle sanzioni ha visto precipitare il suo valore: a fine 2021 per un dollaro occorrevano circa 73 rubli, una cifra che adesso è salita stabilmente oltre quota 100
Per arginare il crollo della moneta la Banca centrale ha innalzato il costo del denaro dal 9,5 al 20%: una misura necessaria per contrastare il "drastico aumento delle aspettative di svalutazione" del rublo e per mantenere la stabilità finanziaria, ha spiegato la governatrice dell’istituto Elvira Nabiullina (In foto: Elvira Nabiullina)
La stessa Nabiullina ha spiegato che le condizioni dell'economia russa sono "cambiate drammaticamente" e ha promesso che la banca centrale utilizzerà tutti gli strumenti del caso "in modo molto flessibile" per affrontare una "situazione del tutto anomala"
Le misure decise dalla Banca centrale russa non hanno però impedito il crollo dei titoli delle aziende russe quotate sulle Borse estere: esemplare il caso della banca Sberbank, costretta a chiudere tutte le sue attività in Europa a seguito delle perdite registrate nei giorni scorsi. La Bce l’ha dichiarata fallita in Austria
Le conseguenze delle sanzioni però iniziano a pesare anche sulla popolazione: come riporta il Corriere della Sera, da qualche giorno ritirare contante presso i bancomat a Mosca è diventato molto difficile. Spesso il prelievo verrebbe negato anche per basse cifre, ma ciononostante si sono formate lunghe code per ritirare il denaro nel timore di un collasso del sistema bancario
La somma di queste conseguenze spinge anche a proteste di piazza, alimentate dal malcontento per la decisione di invadere l’Ucraina: nei giorni scorsi sono arrivate notizie di manifestazioni in molte città della Russia, spesso represse dalle forze di sicurezza
Secondo Carlo Altomonte, associato di Politica economica europea alla Bocconi intervistato da Il Fatto Quotidiano, nel giro di qualche settimana gli interventi già decisi “provocheranno default selettivi di tutto il debito in valuta estera dei grandi gruppi come Gazprom, bloccheranno gli investimenti e faranno schizzare l’inflazione“
Inoltre secondo gli analisti citati da Il Post, la chiusura della borsa a Mosca, il blocco delle banche e le limitazioni alle transazioni finanziarie stanno rendendo praticamente impossibili gli investimenti in Russia, aumentando ulteriormente la pressione sul sistema economico
Le sanzioni hanno però effetti anche in Occidente: alcune grandi aziende hanno deciso di vendere le loro partecipazioni in società russe, spesso al prezzo di una grave perdita rispetto al valore del pacchetto azionario. Altre invece hanno annunciato la sospensione delle attività nel Paese, che peserà sui loro bilanci
Ma le conseguenze rischiano di pesare anche sui cittadini degli Stati europei fortemente dipendenti dalle importazioni di gas russo: il prezzo è infatti schizzato ieri fino oltre quota 150 euro per megawattora, con un aumento del 67% rispetto a soltanto una settimana fa. Le tensioni sul prezzo del gas rischiano di tramutarsi in nuovi aumenti del costo delle bollette