
Manovra 2022, da gennaio bonus per medici e infermieri che lavorano in pronto soccorso
L'indennità dovrebbe entrare direttamente in busta paga e sarà parametrata alle ore di lavoro svolto nelle unità di emergenza. Il Ministero della Salute punta a premiare lo sforzo fatto durante l'emergenza Covid ed evitare che gli operatori scelgano di trasferirsi nei reparti ordinari. Stanziati 90 milioni di euro da prelevare dal Fondo sanitario nazionale. Intanto il 17 novembre Simeu - Società italiana della medicina di emergenza e urgenza - scende in piazza a Roma: "È il momento di far sentire le nostre ragioni"

Presto potrebbe arrivare una nuova indennità per i medici e gli infermieri che lavorano nei pronto soccorso, pensata per riconoscere il lavoro svolto durante l’emergenza sanitaria da coronavirus
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Si dovrebbe partire da gennaio 2022 e i fondi stanziati per la misura, riporta Repubblica, dovrebbero essere di circa 90 milioni di euro: 27 milioni per i medici e 60 per gli infermieri
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L’intenzione è quella di inserire l’incentivo, proposto dal Ministero della Salute, nel testo della Legge di Bilancio 2022 che dovrà essere approvato dal Parlamento entro fine anno. Si punta a disincentivare gli operatori sanitari a lasciare il lavoro in pronto soccorso, più stancante e gravoso di quello nei reparti ordinari
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L’indennità accessoria allo stipendio entrerebbe direttamente in busta paga e verrebbe calcolata sulle ore di lavoro svolte nei pronto soccorso
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A finanziare il bonus sarebbe il Fondo Sanitario Nazionale, che nel progetto della Manovra vede gli stanziamenti aumentare di 2 miliardi di euro ogni anno per i prossimi tre anni. Le indennità verrebbero gestite dalle singole Regioni
Dalle maestre ai magazzinieri: le nuove categorie di lavori gravosi
A denunciare le pesanti condizioni in cui lavorano i medici e gli infermieri impiegati nei pronto soccorso è Simeu, Società italiana della medicina di emergenza-urgenza, che il prossimo 17 novembre scenderà in piazza a Roma, in luogo ancora da stabilirsi

“Sono passati due anni dall’inizio della pandemia e quel che è accaduto ha dimostrato al Paese quanto fossero sacrosante le nostre affermazioni e fondati i nostri allarmi”, scrive la società in un comunicato stampa, riferendosi alla carenza di personale e alle condizioni di lavoro dei pronto soccorso

"È arrivato il momento di provare a far sentire le nostre ragioni in maniera diversa, di mostrare il volto dei professionisti dell’Emergenza Urgenza”, continua Simeu, invitando “medici e infermieri, giovani e meno giovani, specializzandi e professori” a unirsi all'evento

La società esorta tutti i lavoratori dell’emergenza medica a partecipare perché “ognuno di noi può fare la differenza” e specifica che la manifestazione sarà priva di “alcuna connotazione politica o sindacale”

Si stima che siano circa 4mila i medici e 10mila gli infermieri che mancano ai pronto soccorso. Simeu critica anche la scelta del governo di non inserire la categoria degli operatori sanitari d’urgenza ed emergenza nei lavori gravosi, con conseguenti benefici di tipo previdenziale, come invece è successo con chi lavora nei reparti di terapia intensiva e di radiologia