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Concorrenza, fisco, giustizia: la roadmap delle riforme per incassare i soldi del Recovery

Economia

Lorenzo Borga

Quattro grandi riforme, decreti attuativi, regolamenti: sono molti gli impegni che attendono l'esecutivo Draghi entro dicembre. Il difficile sarà trovare un accordo politico su tutto in così poco tempo. Perché le riforme, se sono vere, scontentano sempre qualcuno. Lo Skywall

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Sono 36 i provvedimenti - tra vere e proprie riforme, ma anche decreti attuativi, legislativi, regolamenti e leggi quadro - che saranno necessari entro dicembre per incassare i rimborsi europei del Recovery Fund (LO SPECIALE DI SKY TG24).

 

Anche lo stesso Mario Draghi nella conferenza stampa del 2 settembre ha elencato i provvedimenti più impegnativi per la maggioranza: fisco, concorrenza, giustizia e ammortizzatori sociali. Sono le riforme che andranno approvate entro fine anno. I più di 190 miliardi europei - finanziati soprattutto da tedeschi, francesi, austriaci e olandesi - arriveranno infatti sotto forma di rimborsi, erogati dopo una verifica semestrale del rispetto degli accordi scritti nel Pnrr.

Settembre

Nelle prossime settimane il governo dovrà approvare due provvedimenti rilevanti, previsti inizialmente all'inizio dell'estate ma poi rimandati. Si tratta della riforma del fisco, prevista sotto forma di legge delega con l'obiettivo di semplificare il regime fiscale e sostenere la crescita, e della legge annuale sulla concorrenza, per eliminare rendite di posizione e blocchi al libero mercato. Una legge che in realtà annuale non è sostanzialmente mai stata, perché approvata solo una volta, nel 2017, dopo un iter di due anni.

 

E poi servirà approvare altri decreti attuativi molto specifici previsti nel Pnrr, su cui il governo ha già in parte lavorato. Si tratta per esempio del decreto ministeriale per la costruzione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e quello per l'istituzione del fondo Impresa Donna, previsti entro fine settembre dalle carte europee.

Ottobre e novembre

Ottobre sarà il mese chiave della sessione di bilancio: entro il 20 ottobre l'esecutivo dovrà inviare a Bruxelles la legge di bilancio 2022, che conterrà gli stanziamenti per l'anno prossimo (in buona parte finanziati con i fondi europei) ma anche tutte le norme necessarie per sveltire le procedure burocratiche.

 

Seguirà poi il vertice finale del G20 a Roma, con tutti i capi di Stato e di governo, che concluderà l'anno di presidenza italiana.

 

E poi sarà il turno della riforma degli ammortizzatori sociali, per estendere le tutele alle categorie di lavoratori oggi in buona parte esclusi, come giovani e partite Iva. E anche per mettere a punto un sistema funzionante di politiche attive del lavoro, dopo il fallimento da questo punto di vista del reddito di cittadinanza.

Dicembre

Ma sarà l'ultimo mese dell'anno il più impegnativo. Il Parlamento dovrà portare a termine la legge di bilancio, la riforma della giustizia penale (che è già stata approvata dalla Camera), quella della giustizia civile, e finalizzare i provvedimenti sul fisco e sulla concorrenza. Assieme a tutti gli altri i regolamenti e decreti attuativi necessari per portare a casa il risultato.