Introduzione
In campo 300 milioni di euro annui per gli aumenti di stipendio e una serie di novità sul piano economico, organizzativo e normativo. Con il via libera definitivo della Conferenza Stato-Regioni entra in vigore il nuovo Accordo collettivo nazionale (Acn) 2022-2024, che rinnova la convenzione tra il Servizio sanitario nazionale e oltre 60mila medici di medicina generale e convenzionati. Il contratto riconosce un aumento medio delle retribuzioni pari al 5,78% rispetto ai valori del 2021 e il recupero degli arretrati relativi al triennio 2022-2024. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Il provvedimento
L’approvazione dell’Acn arriva dopo il via libera dell’ipotesi di accordo in Sisac lo scorso 5 novembre e il benestare della Corte dei conti, sancendo un passaggio definito “importante” dalla categoria. Il rinnovo si affianca al dibattito politico avviato da Forza Italia con una proposta di legge che mira a superare il regime di incompatibilità per i medici di famiglia e ospedalieri, introducendo maggiore flessibilità lavorativa.
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I fondi
Per gli aumenti retributivi sono stati stanziati complessivamente 300 milioni di euro annui. Gli incrementi variano in base al carico assistenziale: per un medico di famiglia con 1.500 assistiti l’aumento medio stimato è di circa 609 euro lordi mensili. L’Acn consente inoltre di recuperare gli arretrati 2022-2024 e include risorse per la contribuzione previdenziale riferita al biennio 2024-2025. Nel complesso, l’incremento economico riconosciuto dal contratto si colloca poco sotto il 6%.
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Platea interessata e integrazione territoriale
Il rinnovo non riguarda solo i medici di famiglia, ma anche i professionisti della continuità assistenziale, dell’emergenza sanitaria territoriale e quelli operanti negli istituti penitenziari. Sul piano organizzativo, il contratto rafforza il percorso di integrazione dei medici convenzionati nelle Case di Comunità, con adeguamenti coerenti con il ruolo della medicina generale all’interno delle nuove strutture territoriali previste dal Pnrr.
Le correzioni normative
L’accordo introduce interventi mirati in attesa di una revisione più ampia nel prossimo rinnovo. Tra le priorità figurano una maggiore flessibilità per i medici neogenitori e misure di supporto per i professionisti in formazione titolari di incarichi temporanei. Il testo richiama inoltre la responsabilità nella prescrizione di esami e visite appropriate e istituisce un fondo economico dedicato alle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), che consentono agli assistiti di rivolgersi a un altro medico della rete quando lo studio del referente non è disponibile.
L’obiettivo e il nodo delle incompatibilità
Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio che punta a consentire ai medici ospedalieri e convenzionati di svolgere, al di fuori dell’orario ordinario, attività aggiuntive retribuite anche in altre strutture pubbliche o private convenzionate. L’obiettivo è ampliare l’offerta sanitaria e contribuire alla riduzione delle liste d’attesa. Secondo Forza Italia, il regime di incompatibilità introdotto nel 1991 limita il numero di professionisti disponibili nel Ssn, mentre una maggiore flessibilità potrebbe generare milioni di prestazioni aggiuntive.
Schillaci: "38 ore lavoro settimanale in ospedale è anacronistico"
"Rivendico una maggiore flessibilità e un maggior ruolo del ministero della Salute nell'ambito contrattuale. Ad esempio, avere solo un contratto fisso di 38 ore settimanali nella sanità pubblica oggi è anacronistico, perché sono mutate le esigenze di cittadini e professionisti", ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo alla presentazione del testo di legge promosso da Forza Italia che prevede l'eliminazione dell'incompatibilità dei medici del Ssn, con l'obiettivo di ridurre le liste di attesa e rafforzare il Servizio sanitario nazionale. "Dobbiamo salvaguardare le esigenze dei cittadini ma anche valorizzare i medici. Questo provvedimento - ha detto Schillaci - soprattutto nell'ottica delle nuove Case di comunità, sarà fondamentale. Avremo infatti personale più motivato". Oggi, ha aggiunto il ministro, "abbiamo bisogno di medici che siano fidelizzati al Ssn e che abbiano giuste condizioni per lavorare". Quanto all'attività intramoenia dei medici, ovvero l'attività libero professionale intramuraria specialistica a pagamento, svolta dai medici dipendenti dalle strutture pubbliche al di fuori del loro orario di lavoro, utilizzando le stesse strutture ospedaliere, secondo Schillaci non va comunque "demonizzata": "In Italia i cittadini spendono in media 21 euro a testa per l'intramoenia ed il suo utilizzo tale è in ogni caso limitato, non superando il 10%".
Medici famiglia: "Soddisfatti per via libera all'accordo collettivo"
Ha espresso "profonda soddisfazione" il segretario generale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Silvestro Scotti, per la definitiva approvazione dell'Accordo collettivo nazionale (Acn) 2022-2024, per il rinnovo della convenzione dei medici di medicina generale, avvenuta in Conferenza Stato-Regioni. Come ha ricordato Scotti, "avevamo chiesto che la questione venisse affrontata in questa prima seduta della Conferenza Stato-Regioni perché era indispensabile rendere esigibili le nuove regole e i nuovi strumenti previsti dall'Acn; strumenti che incidono sull'organizzazione dell'assistenza territoriale e sulla capacità del Servizio sanitario di rispondere ai bisogni dei cittadini". Dalla Fimmg è arrivato poi un richiamo al passaggio immediatamente successivo e non meno importante: emanare subito il nuovo Atto di indirizzo per poi puntare alla definizione e all'approvazione, entro giugno 2026, dell'Acn 2025-2027. Ha poi aggiunto Scotti che "l'Atto di indirizzo deve portare a soluzioni definitive su questioni quali l'evoluzione della medicina generale, il ruolo unico, Pnrr e Case di Comunità". Senza dimenticare che la corresponsione della retribuzione "deve finalmente essere legata al tempo vigente". Non meno importante, per la Fimmg, l'Atto di indirizzo deve chiarire le quote incrementali dei fondi stanziati dalla legge di Bilancio per il 2022, a oggi contrattualizzate e utilizzate per incentivare lo svolgimento delle attività orarie all'interno delle Case di comunità dei medici di medicina generale, ma ferme, appunto, al 2022.
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