Bonus vacanze, Unioncamere: "Il 30,8% delle strutture alberghiere non lo accetta"

Economia

Il dato emerge da un'indagine sull'impatto dell'emergenza Covid-19 realizzato con Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche), su un campione rappresentativo di oltre 2000 imprese ricettive, interpellate attraverso le Camere di Commercio.  Il 15% delle aziende non ha ancora riaperto i battenti per la stagione estiva e il 98,4% ritiene di dover ridurre gli addetti

Il 30,8% delle strutture alberghiere non accetta il bonus vacanze (COME RICHIEDERLO) e il 57,6% dichiara di non avere ricevuto prenotazioni con questa modalità. È quanto emerge da un'indagine sull'impatto dell'emergenza Covid realizzato da Unioncamere e Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche), su un campione rappresentativo di oltre 2000 imprese ricettive, interpellate attraverso le Camere di Commercio (CORONAVIRUS, AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE).

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Secondo l'indagine, inoltre, il 15% delle strutture alberghiere ed extralberghiere non ha ancora riaperto i battenti per la stagione estiva. Che si prospetta critica anche sotto il profilo occupazionale, con il 98,4% delle imprese che ritiene di dover ridurre gli addetti - fissi e stagionali - rispetto allo scorso anno.

Ad agosto prenotato solo il 36,6% delle camere

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A determinare la scelta di restare ancora chiusi sono gli elevati costi di adeguamento imposti dalle linee guida del Comitato Tecnico Scientifico (segnalati dal 46% delle realtà che non hanno riaperto in Italia), e le scarse prenotazioni (indicate dal 34% delle imprese ancora non operative). Nel mese di agosto, infatti, solo il 36,6% delle camere disponibili nelle strutture ricettive del Paese è al momento prenotato, con una marcata differenziazione a livello territoriale: nelle regioni centrali la percentuale si attesta intorno al 40%, mentre nel Nord Ovest scende al 29,3%. Il Sud e le isole vedono quasi il 34% delle camere prenotate.

Cresce solo il turismo di prossimità

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Oltre l'80% delle strutture intervistate dichiara che chiuderà l'anno in perdita, in considerazione dei costi sostenuti e delle prenotazioni attualmente ricevute. Questa estate le strutture ricettive ospiteranno una quota pari al 21,7% di turisti stranieri, con punte del 28,4% nel Nord Ovest del Paese, mentre pare affermarsi la tendenza del turismo "di prossimità", visto che il 23% delle prenotazioni sono di clienti italiani che non si sposteranno al di fuori della propria regione di residenza. Il 35% delle prenotazioni è avvenuto tramite OTA (portali on line). Le strutture registrano anche un leggero aumento delle prenotazioni telefoniche, dettato probabilmente dalla necessità del cliente di sincerarsi delle misure sanitarie adottate.

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