Recovery Fund, Lagarde: “È decisivo, è importante adottarlo velocemente”

Economia

La presidente della Bce al Parlamento Ue: “È la più grande emissione sovranazionale in euro mai fatta. Qualsiasi ritardo rischia di generare effetti negativi e far salire i costi di questa crisi”. Sulle misure della Banca centrale europea: “Fondamentali per eliminare il rischio di coda della pandemia. Si può deviare dalla capital key”. La Banca mondiale: nel 2020 contrazione della produzione economica globale del 5,2%

"La proposta della Commissione europea per una revisione del Budget pluriennale e il Next Generation Eu sono decisivi". A dirlo è la presidente della Bce Christine Lagarde che, parlando durante un'audizione virtuale alla Commissione Affari economici del Parlamento europeo, ha spiegato: “Sarà importante adottare velocemente questo pacchetto" perché "qualsiasi ritardo rischia di generare effetti negativi e far salire i costi, e quindi le necessità di finanziamento, di questa crisi". Poi ha aggiunto: “Le misure di politica monetaria adottate dalla Bce a marzo sono state fondamentali per eliminare il rischio di coda della pandemia di Covid-19” (CORONAVIRUS: GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE - GRAFICHE).

"Rischio diffusi default fra famiglie e imprese"

"Il grave shock economico potrebbe innescare diffusi default nell'economia reale, specialmente fra le famiglie e imprese che erano gia' troppo indebitate", ha ammonito poi Lagarde. Elencando i principali rischi, si è anche soffermata sul fatto che "i timori per i livelli di debito pubblico potrebbero riemergere, come risultato delle misure di sostegno all'economia prese dai governi". Fra i rischi anche un'alta volatilita' dei prezzi degli asset finanziari e "le sfide significative poste alle istituzioni finanziarie".

“La più grande emissione sovranazionale in euro mai fatta”

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Parlando ancora del Recovery Fund, Lagarde ha spiegato che è "la più grande emissione sovranazionale in euro mai fatta, che associata a questa proposta (della Commissione Ue, ndr), può anche avere un impatto positivo sul ruolo internazionale dell'euro". Poi, parlando degli effetti delle misure della Bce ha ammesso: “Le condizioni finanziarie sono ancora più rigide oggi rispetto all'inizio della pandemia di COVID-19".

“Pepp è il programma più adeguato”

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La presidente della Bce ha poi ribadito che il Pepp, il programma di acquisto titoli della Bce per l'emergenza pandemica, è "lo strumento più adeguato nel nostro arsenale per rafforzare l'impulso di politica monetaria". "La Bce può deviare dalla capital key, ha deviato dalla capital key e devierà", ha assicurato Lagarde riferendosi alla facoltà del Pepp di acquistare debito dei Paesi in misura diversa rispetto alla quota di ciascun Paese nel capitale della Bce e rispondendo a una domanda sugli acquisti di debito italiano, superiori al 30% del totale nonostante una quota del 17% dell'Italia. "La capital key - ha spiegato - fornisce un'indicazione generale per gli acquisti, ma non deve essere applicata ogni volta, possono esserci deviazioni".

"La spesa europea punti a sostenere i più colpiti dalla crisi"

Infine, in merito alla proposta di riforma del Bilancio pluriennale europeo e al Next Generation Eu della Commissione europea ha spiegato: "Perché il mercato unico funzioni come motore per la convergenza, le aziende europee devono competere su condizioni simili. A beneficio di tutti, la spesa europea dovrebbe puntare a ristabilire parità di condizioni e sostenere i più colpiti dalla crisi".

La Banca mondiale: nel 2020 contrazione della produzione economica globale del 5,2%

Intanto la Banca mondiale fa sapere che la pandemia di coronavirus causerà una contrazione della produzione economica globale del 5,2% nel 2020. Nell’ultimo Global Economic Prospects, la Banca mondiale ha affermato che le economie avanzate dovrebbero contrarsi del 7% nel 2020, mentre le economie emergenti del 2,5%. Sulla base del Pil pro capite, la contrazione globale sarà la più profonda dal 1945-1946. Le previsioni aggiornate parlano di danni maggiori all'economia rispetto alle stime rilasciate ad aprile dal Fondo monetario internazionale, che ha previsto una contrazione globale del 3,0% nel 2020.

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