Pensioni, quota 100 e quota 41: cosa sono e come funzionano

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Nella manovra di bilancio è previsto l’anticipo pensionistico a fronte di almeno 62 anni di età e 38 di contributi. In piano anche la proroga della cosiddetta "opzione donna”. Il governo nel documento inviato a Bruxelles: accesso a pensionamento attraverso 4 finestre

Stabilire un limite minimo di età per l’uscita dal lavoro e superare la legge Fornero. Sono questi gli obiettivi previsti nel contratto di governo Lega-Movimento 5 stelle e inseriti nella manovra di bilancio, anche se mancano ancora i dettagli su come le nuove regole si applicheranno. Previsto l'intervento sulle pensioni superiori a 4.500 euro, quando non supportate da contributi adeguati, anticipo pensionistico con quota 100, a fronte di almeno 62 anni di età e 38 di contributi, e proroga della cosiddetta "opzione donna". Ecco come funzionano questi meccanismi di accesso all’assegno pensionistico.

Quota 100 e quota 41

"La soglia minima per il pensionamento anticipato è di 62 anni di età e 38 anni di contributi, a cui si potrà accedere durante quattro finestre l'anno", fa sapere l'esecutivo. La quota 100 (62+38), quindi, vale solo nel caso di 62 anni di età e 38 di contributi, mentre cresce a fronte di età più elevate. I più avvantaggiati sono proprio coloro che hanno appena maturato questi due requisiti dato che rispetto alle regole attuali (67 anni per la vecchiaia e 43 anni e tre mesi di contributi per l'uscita anticipata, a prescindere dall'età nel 2019) anticipano la pensione di cinque anni. Per le pensioni alte si lavora a una rimodulazione ma non si chiarisce in che modo dovrebbe essere fatto il ricalcolo. Il governo fa sapere anche che l'accesso al pensionamento sarà possibile attraverso quattro finestre, il che rimanda a una decorrenza almeno trimestrale rispetto al momento nel quale si maturano i nuovi requisiti. Ad esempio: se le finestre dovessero essere simili a quelle trimestrali in vigore fino al 2007, a fronte di requisiti maturati entro il 31 dicembre, si uscirebbe l’1 aprile. Ma nel caso di requisiti maturati il 3 gennaio, si uscirebbe il primo luglio dello stesso anno. Al momento, però, non ci sono dettagli sulle modalità di uscita. Il sistema della “quota 41”, invece, prevede 41 anni e mezzo di contributi a prescindere dall’età e a non più di due o tre anni di contributi figurativi. 

La proroga dell' "opzione donna"

Il governo, nel presentare la manovra, ha anche annunciato la proroga dell’”opzione donna”, sottolineando che si permetterà alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, con 35 anni di contributi, di andare in pensione. Non si chiarisce però se l'età annunciata contiene anche la decorrenza (la cosiddetta finestra mobile di un anno) utilizzata finora (ma a partire da 57 anni) e gli incrementi dell'aspettativa di vita (12 mesi in totale nel 2019) che porterebbero nel complesso l'età effettiva nella quale si percepisce la pensione a 60 anni per le dipendenti e 61 per le autonome. In questo caso basterebbero 35 anni di contributi ma si avrebbe l'assegno calcolato interamente con il metodo contributivo.

Salvini: "Iniziamo con quota 100, obiettivo è azzerare Fornero"

"È l'inizio di un percorso che vale 7 miliardi di euro per l'anno prossimo e a crescere per gli anni successivi. L'obiettivo finale è azzerare tout court la legge Fornero con quota 41, soprattutto per i lavoratori precoci", ha detto il vicepremier Matteo Salvini al termine del Cdm in cui si è confermata la strategia pensionistica. Intanto, ha poi precisato, "quest'anno diamo un po' di ossigeno perché riacquisteranno il diritto ad andare in pensione 400mila italiani. Se tutti, dipenderà da loro, alcuni o molti potranno scegliere se continuare a lavorare".

Data ultima modifica 17 ottobre 2018 ore 09:35

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