Sciopero autotrasportatori in Campania, caselli chiusi e scaffali nei supermercati vuoti

Cronaca
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Camion e tir continuano la loro protesta contro il caro carburante. Ferme le operazioni di carico e scarico delle derrate alimentari dai magazzini di catene della grande distribuzione nel Casertano. Bloccato anche il varco Bausan del porto commerciale di Napoli. La conseguenza sono gli scaffali dei supermercati sempre più vuoti: mancano frutta, verdura e prodotti freschi. Il presidente di Confagricoltura Campania: “Capiamo le ragioni ma si rischia di buttare il cibo”

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Camion e tir si fermano contro il caro carburante (COSA SUCCEDE). Non si placa la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori che sta provocando problemi di approvvigionamento nei supermercati tra Caserta e Napoli, ma anche nelle altre province della Campania. Da giorni, gli scaffali dei negozi di alimentari sono sempre più vuoti: a mancare sono soprattutto i prodotti freschi che, a causa dei ritardi nelle consegne e delle difficoltà nella conservazione, rischiano di andare a male provocando ingenti perdite per i produttori.  

Scaffali vuoti in un supermercato a Caserta
Scaffali vuoti in un supermercato a Caserta - ©Ansa

Bloccato porto commerciale di Napoli

La mobilitazione va avanti già da qualche giorno: i camionisti hanno bloccato le operazioni di carico e scarico delle derrate alimentari dai magazzini di catene della grande distribuzione alimentare situati nell'area industriale di Carinaro, nel Casertano. La protesta ha raggiunto anche il porto commerciale di Napoli: alcuni tir hanno bloccato il varco Bausan creando disagi al traffico anche sull'A1, in particolare nell'area di accesso al capoluogo campano. La situazione al momento è pacifica: i manifestanti impediscono il transito dei camion diretti agli imbarchi, lasciando invece passare regolarmente le autovetture. A confermare la situazione è Eliseo Cuccaro, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale: "Tutti i varchi portuali sono attualmente liberi e sino a poco fa la logistica funzionava regolarmente. Abbiamo però ricevuto segnalazioni circa un blocco, all'esterno dell'area portuale, lungo la strada di accesso al varco Bausan, che coinvolge i mezzi pesanti e che sta ora progressivamente limitando il traffico delle merci". 

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Tir bloccano varco al porto di Napoli
Tir bloccano varco al porto di Napoli - ©Ansa

A rischio le isole

Le prime a subire le ripercussioni dello sciopero sono le isole campane. Dopo il blocco del porto commerciale di Napoli, i prossimi collegamenti interrotti potrebbero essere quelli con le isole di Ischia, Capri e Procida. Il rischio, poi, è che possano essere sbarrati anche gli imbarchi destinati ai traghetti in partenza questa sera da Napoli per Palermo. Per aggirare il blocco, diversi autotrasportatori starebbero tentando di raggiungere gli imbarchi attraverso la viabilità cittadina, utilizzando gli accessi allo scalo lungo via Marina. Altri, diretti a Ischia e Procida, stanno invece ripiegando sulle corse in partenza dal porto di Pozzuoli.

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Confcooperative: "Garantire passaggio prodotti deperibili"

“Le difficoltà nei trasporti colpiscono aziende già provate dai rincari e dal clima”, ha commentato Mariano Rago, presidente Confcooperative agroalimentare e pesca della Campania. “Le tensioni geopolitiche e i conflitti hanno contribuito all'instabilità degli approvvigionamenti e all'aumento dei costi di carburanti, concimi, materie prime chimiche, plastiche e materiali da imballaggio. Spese che accompagnano il prodotto dal campo fino alla consegna e che le imprese faticano a recuperare attraverso i prezzi di vendita”. Il presidente Confcooperative agroalimentare e pesca ha sottolineato di comprendere “le ragioni della protesta, ma occorre garantire il passaggio dei prodotti deperibili, come ha già chiesto il nostro presidente nazionale Raffaele Drei. Frutta, verdura e ortaggi seguono i tempi della natura quando arriva il momento della raccolta, non si può aspettare che ripartano i trasporti. Anche il pescato deve raggiungere rapidamente i mercati. Il fermo dei trasporti può così vanificare mesi di lavoro e investimenti, lasciando alle imprese tutti i costi sostenuti. Il blocco dei trasporti può impedire anche l'arrivo delle materie prime necessarie a lavorare, mettendo a rischio la continuità delle attività. Intanto gli incassi si fermano, ma stipendi, fornitori e rate restano da pagare”.

Confagricoltura: "Si rischia di buttare il cibo"

Di parere simile il presidente di Confagricoltura Campania, Fabrizio Marzano: "Siamo al fianco dei trasportatori e riconosciamo le ragioni delle loro proteste, ma non possiamo ignorare le pesanti conseguenze che questa situazione sta causando alle aziende agricole. Dopo una stagione già difficile sul fronte climatico, oggi migliaia di prodotti rischiano di rimanere bloccati nelle aziende e andare perduti, mentre gli scaffali dei supermercati rischiano di restare vuoti". Il presidente ha quindi richiamato l'attenzione soprattutto sulle produzioni ortofrutticole, "frutto di mesi di lavoro e investimenti, che rischiano di finire sprecate a causa dell'impossibilità di raggiungere i mercati. È una situazione paradossale, si rischia di buttare cibo mentre i consumatori potrebbero non trovarlo sugli scaffali. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le aziende del Sud Italia”.

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