Proteste tir Sud Italia, distributori di benzina e supermercati a rischio: cosa succede
EconomiaIntroduzione
Continua la mobilitazione di autotrasportatori e agricoltori contro il rincaro dei carburanti. Camion e trattori continuano a presidiare diversi snodi stradali in Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia mentre a Napoli i tir hanno bloccato il varco Bausan al porto. Le proteste stanno provocando ripercussioni sempre più evidenti sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci: alcune stazioni di servizio sono rimaste senza carburante, mentre nei supermercati cominciano a scarseggiare diversi prodotti, soprattutto quelli freschi.
Quello che devi sapere
La situazione
La mobilitazione sta coinvolgendo diversi comparti dell'economia, con effetti che vanno oltre il trasporto delle merci. Le interruzioni e i rallentamenti nella circolazione dei mezzi pesanti possono compromettere le consegne di carburante, generi alimentari e materie prime, mettendo in difficoltà sia i punti vendita sia le imprese che dipendono dalle forniture su gomma. Nella giornata di oggi il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro incontra una delegazione degli autotrasportatori, in protesta da giorni. I prodotti freschi sono particolarmente esposti ai disagi, perché eventuali ritardi possono compromettere la conservazione delle merci e provocare perdite per i produttori. Intanto, in Molise la protesta ha già costretto il pastificio La Molisana di Campobasso a ridurre drasticamente i ritmi produttivi. L'azienda ha spiegato di non aver interrotto completamente la produzione, ma di essere ricorsa alle scorte di materie prime disponibili nei magazzini per far fronte alle difficoltà negli approvvigionamenti.
Per approfondire: Proteste tir contro caro carburanti al Sud, continuano presidi dalla Calabria alla Sicilia
Rischio cantieri fermi in Molise
Le conseguenze riguardano anche il settore delle costruzioni. L'Associazione nazionale costruttori edili del Molise ha lanciato l'allarme sui rincari dei carburanti e dei trasporti, avvertendo che diversi cantieri rischiano di fermarsi nel giro di poche ore. Secondo l'associazione, l'aumento dei costi sta compromettendo la sostenibilità economica dei contratti già in corso e rende più difficile programmare nuovi interventi. Il presidente di Ance Molise, Corrado Di Niro, ha chiesto misure emergenziali per evitare che la situazione provochi conseguenze ancora più pesanti per le imprese.
Per approfondire: Proteste per il caro carburanti, sciopero dei tir nel Sud Italia. Cosa sta succedendo
L’incontro
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha anticipato a domani, 20 ottobre, il confronto con le rappresentanze degli autotrasportatori, convocando anche le sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia. All'incontro, fissato per le 15 a Milano, è prevista la partecipazione del viceministro Edoardo Rixi. L'apertura del tavolo, tuttavia, non ha convinto i manifestanti a interrompere anticipatamente la mobilitazione: la prosecuzione del fermo dipenderà anche dall'esito del confronto con l'esecutivo.
L'attesa dell'incontro in Sicilia
In Sicilia, il Comitato trasportatori siciliani ha precisato che l'eventuale accordo potrebbe portare alla revoca immediata del fermo dei porti dell'Isola. Il coordinatore del Cts, Salvatore Bella, ha spiegato che i mezzi delle aziende aderenti resteranno parcheggiati fino a martedì, in attesa dei risultati della riunione. Se le proposte presentate dai trasportatori saranno accolte integralmente, la protesta verrà sospesa. Il comitato ha inoltre precisato che nessuna azienda è obbligata ad aderire al fermo. Le imprese che intendono continuare a viaggiare e a consegnare le proprie merci, in particolare i prodotti ortofrutticoli, possono farlo liberamente.
Sicilia, rischio emergenza per autobus e distributori
Proprio la Sicilia resta tra le regioni più esposte alle conseguenze della protesta. Il perdurare del fermo dei mezzi pesanti potrebbe compromettere il regolare funzionamento di diversi comparti, a partire dal trasporto pubblico e privato su gomma, dalle stazioni di servizio e dalla grande distribuzione. Se la situazione non dovesse sbloccarsi, nei giorni successivi le difficoltà potrebbero estendersi alle industrie di trasformazione, prive delle materie prime necessarie alla produzione, e al settore agricolo, con mezzi fermi e raccolti difficili da commercializzare.
A preoccupare sono soprattutto le aziende di trasporto passeggeri, che dipendono dalle forniture di gasolio per garantire i collegamenti quotidiani. Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia, l'associazione che rappresenta le imprese del trasporto viaggiatori, ha segnalato che già venerdì alcune autobotti non avevano effettuato le consegne programmate nei depositi, portando le riserve disponibili vicino al limite.
In assenza di nuovi rifornimenti tra lunedì 19 e martedì 20 ottobre, il servizio potrebbe subire una drastica riduzione delle corse. Le conseguenze ricadrebbero soprattutto su studenti e lavoratori che utilizzano gli autobus per raggiungere scuole e luoghi di lavoro. In caso di mancati approvvigionamenti, le aziende concentreranno il carburante residuo sulle tratte indispensabili nelle fasce orarie di maggiore necessità, sacrificando gli altri collegamenti.
La situazione nei porti
Situazione difficile anche nei porti dell'isola. Il Comitato trasportatori siciliani ha chiarito che il fermo dei servizi da esso indetto è attivo in tutti i porti dell'Isola, ma non prevede blocchi stradali né presidi sulle arterie di collegamento. Il transito via terra dei prodotti ortofrutticoli attraverso lo Stretto di Messina rimane quindi libero.
Cosa succede sulle strade
La protesta degli autotrasportatori sta provocando disagi anche lungo l'autostrada A1 Milano-Napoli, soprattutto in Campania, dove i tir hanno bloccato l'accesso al varco Bausan del porto di Napoli aumentando i disagi per gli automobilisti.
Secondo gli aggiornamenti pubblicati sul sito di Autostrade per l'Italia, si registrano 6 chilometri di coda tra Villa Literno-Pomigliano e Caserta Nord, in direzione Roma, mentre sulla A30 Caserta-Salerno sono segnalati 2 chilometri di rallentamenti tra Maddaloni e il bivio con la A1, verso Caserta. Resta inoltre chiuso il collegamento tra la A1 e la A30 per chi proviene da Napoli ed è diretto a Salerno. Per raggiungere quest'ultima destinazione, Autostrade consiglia di proseguire sulla A1, immettersi sulla A16 Napoli-Canosa e seguire le indicazioni per Caserta-Salerno prima di entrare sulla A30. Per chi viaggia sulla A1 verso Roma, è suggerita l'uscita a Caserta Sud o Maddaloni, con percorrenza della statale 700 e successivo rientro in autostrada a Santa Maria Capua Vetere.
Anche in Sicilia gli automobilisti temono di rimanere senza possibilità di rifornimento. Dopo le ultime consegne effettuate giovedì mattina in diversi impianti, numerosi cittadini hanno deciso di anticipare il pieno. La corsa alle pompe ha provocato code nelle stazioni di servizio più convenienti, soprattutto a Palermo. I gestori possono continuare a vendere carburante soltanto fino all'esaurimento delle scorte presenti nelle cisterne, in attesa che venga raggiunto un accordo.
Le scorte ridotte ai supermercati e timori dei consumatori
Un'altra questione importante riguarda la distribuzione alimentare. La domenica di apertura ha consentito a molti supermercati di continuare a servire i clienti, ma le disponibilità nei magazzini potrebbero bastare soltanto fino a stasera. In mancanza di una soluzione alla vertenza, il rischio è quello di assistere a nuove carenze sugli scaffali, soprattutto nei reparti di frutta, verdura, latte e carne.
La situazione potrebbe aggravarsi rapidamente se i camion non riprenderanno a circolare regolarmente. I prodotti freschi sono infatti particolarmente esposti alle interruzioni della catena logistica: oltre ai problemi per i punti vendita, le merci che rimangono ferme nei luoghi di produzione rischiano di deteriorarsi prima di raggiungere i consumatori.
Per ora non si sono registrati assalti generalizzati ai supermercati, ma tra i cittadini cresce la preoccupazione per la disponibilità dei beni essenziali. Alcuni hanno cercato rassicurazioni anche nelle farmacie, temendo possibili ripercussioni sulle forniture di medicinali. Per questo settore, tuttavia, il quadro appare al momento meno critico: secondo gli operatori interpellati, i farmaci rientrano tra le merci escluse dal blocco e i depositi continuano a effettuare le consegne.
Presidi in crescita in Calabria
Nella giornata di domenica erano stati segnalati presidi in 15 zone, senza blocchi completi della circolazione nei punti interessati. Tra i luoghi in cui prosegue la mobilitazione figurano la statale 534, nei pressi dello svincolo autostradale Firmo-Sibari, e la statale 106, nella zona del Sybaris Motel, nel territorio di Cassano. Altri presidi sono attivi nel comprensorio del Pollino, nella Sibaritide e nell'Alto Jonio cosentino.
Nella mattinata di lunedì è stato invece rimosso il blocco che da domenica interessava lo svincolo dell'autostrada A2 a Falerna, nel Lametino, in provincia di Catanzaro. Gli autotrasportatori e gli agricoltori che avevano ostruito le rampe in entrata e in uscita hanno spostato i mezzi pesanti, consentendo il ripristino della normale circolazione. Nelle vicinanze dello svincolo resta comunque attivo il presidio dei manifestanti, che continuano a contestare il caro carburanti e l'aumento dei costi di gestione delle aziende, a cui si sono aggiunti anche gli studenti che lamentano il caro affitti e la scarsità dei servizi di trasporto.
“Se non avremo risposte certe e concrete, andremo avanti"
Gli autotrasportatori calabresi hanno confermato che una propria delegazione prenderà parte all'incontro convocato da Salvini per martedì 20 ottobre. La fine del fermo resta prevista per la mezzanotte dello stesso giorno, ma l'esito del confronto potrebbe incidere sulle iniziative successive. “Se non avremo risposte certe e concrete, andremo avanti, intensificheremo la mobilitazione e niente è escluso”, ha dichiarato uno dei manifestanti presenti ai presidi calabresi. Fedralog considera la convocazione un passaggio significativo, senza però ritenerla sufficiente a risolvere le ragioni alla base della protesta. L'associazione ha ribadito che il confronto con il governo non modifica, per il momento, il calendario del fermo e che i partecipanti continueranno a presidiare il territorio in modo pacifico e ordinato fino alla conclusione programmata.
Agricoltori, solidarietà dai territori
Accanto agli autotrasportatori prosegue la mobilitazione degli agricoltori, che denunciano costi sempre più difficili da sostenere e chiedono interventi capaci di garantire la sopravvivenza delle aziende.
Dal presidio di contrada Bianchino, a Castrovillari, i manifestanti hanno riferito di una partecipazione crescente, con il coinvolgimento di produttori provenienti da Cassano, Castrovillari, Cerchiara e Firmo. Secondo gli organizzatori, la protesta sta superando i confini della singola categoria professionale, raccogliendo adesioni e solidarietà da una parte della comunità locale.
Ai presidi si sono presentati sindaci e consiglieri dei comuni vicini, alcuni rappresentanti del Consiglio regionale e consiglieri di minoranza del Comune di Castrovillari. Gli agricoltori hanno inoltre sottolineato la presenza di studenti e studentesse del liceo scientifico, interpretandola come un segnale di attenzione verso le prospettive economiche e sociali del territorio.
Non sono mancate, tuttavia, le critiche rivolte alle istituzioni locali. I promotori del presidio di Castrovillari hanno contestato l'assenza del sindaco e dell'amministrazione comunale di maggioranza, ritenendola particolarmente significativa alla luce del sostegno ricevuto da altri esponenti politici e dalla cittadinanza.
Basilicata, presidi agli ingressi di Potenza
La mobilitazione degli autotrasportatori si è estesa anche alla Basilicata, dove nella mattinata di lunedì sono stati segnalati presidi di mezzi pesanti agli ingressi di Potenza. I camion si sono concentrati soprattutto nei pressi degli svincoli di Potenza Est e Potenza Ovest e nella zona industriale di Tito, lungo il raccordo autostradale che collega il capoluogo lucano a Sicignano degli Alburni, in provincia di Salerno.
Disagi, ma senza blocchi della circolazione stradale, sono stati segnalati anche lungo il tratto lucano della statale Jonica, nel Metapontino, al confine con Puglia e Calabria.
Dopo alcuni giorni caratterizzati da difficoltà nei rifornimenti, la situazione nelle stazioni di servizio della Basilicata è invece tornata quasi alla normalità. Resta da capire se il proseguimento della protesta e l'eventuale rallentamento delle consegne potranno provocare nuovi problemi nei prossimi giorni.
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