Si tratta per lo più di ragazzi giovanissimi, in gran parte minorenni, non inquadrati in gruppi conosciuti e con cui quindi è difficile dialogare. Incappucciati, spesso si vestono di nero e se, da una parte c'è chi è mosso dalla rabbia, dall'altra capita che a motivare le rivolte ci sia la noia. Ben documentata tra video e social network
Li si è visti correre veloci per le strade, non hanno bandiera, padroneggiano i social anche come strumento di organizzazione. E non rinunciano ad immortalarsi nemmeno quando saccheggiano un negozio o un supermercato oppure mentre rompono una vetrina per poi, appunto, vantarsi della loro azione criminale sui social. Questo, senza comunque generalizzare, un identikit dei giovani che sono scesi in piazza nelle scorse ore nelle città italiane, tra cui Milano, provocando danni e devastazione.
Chi sono
La tipologia di partecipante presente ai cortei di protesta di questi giorni, con l'intento di saccheggiare e distruggere tutto ciò che si trova sul proprio cammino, è caratterizzata innanzitutto dalla giovane età. Imberbe, sempre vestito di nero, un cappuccio a coprire il volto e spesso un passamontagna: questo l'abbigliamento di molti dei giovanissmi presenti sulle strade italiane nelle ultime ore. C'è chi li chiama "maranza", spesso si tratta italiani di seconda generazione i quali più che a urlare slogan e a rivendicare diritti, erano intenti a fare video per i social mentre il centro di città come Milano veniva messo a ferro e fuoco.
Il ruolo di TikTok
La dinamica delle azioni è un altro aspetto da tenere in considerazione, sebbene non sia stato ancora decodificato del tutto. TikTok, la piattaforma che usano maggiormente, dimostra con numeri piuttosto evidenti l'attenzione per gli assalti urbani. Ma non è l'unica. Si danno appuntamento in maniera estemporanea attraverso i commenti sotto i post di vari social. Anche i gruppi Discord, Telegram e Signal hanno un ruolo nell'organizzazione. Durante gli assalti sembrano affidarsi a dirette per dirigere spostamenti, fughe e attacchi, coordinandosi così in tempo reale. Addirittura c'è chi, pur di apparire in video, non esita ad abbassarsi il passamontagna. Come detto, per lo più, si tratta di ragazzi giovanissimi, in gran parte minorenni, non inquadrati in gruppi conosciuti quindi con cui è anche difficile dialogare. Da una parte esiste anche chi è mosso dalla rabbia ma spesso capita che alla base delle rivolte ci sia la noia. Il fatto che abbiano agito a margine dei cortei e delle manifestazioni ha portato in un primo momento ad associarli alla protesta, ma con il passare delle ore è emerso più chiaramente che si tratti di un fenomeno scollegato dalle rivendicazioni sociali che stanno portando avanti i Gen Z in giro per l'Europa con varie forme di mobilitazione. Hanno la capacità di muoversi in gruppi molto piccoli e di dissolversi subito dopo aver colpito.
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Nelle scorse ore oltre 200 fermati
Anche nella giornata di ieri, 18 ottobre, nel centro di Milano è andata nuovamente in scena una vera e propria guerriglia urbana con gruppi di ragazzini incappucciati che hanno compiuto saccheggi e devastazioni a pochi metri da piazza Duomo. Sono stati oltre 200 i fermati, l'80% era rappresentato da minorenni e si stimano almeno 500mila euro di danni. La premier Meloni ha convocato per la giornata odierna una riunione e ha promesso "nuovi strumenti" per arginare "chi semina il caos". L'ipotesi è un intervento come il decreto Caivano.