Banda minicar Roma, da aggressione a Iacopini alla confessione dei minori: cos’è successo
CronacaIntroduzione
L’aggressione a Davide Iacopini, la scoperta di altri casi, poi le indagini e la ricerca di una ‘banda’ della minicar nera che ha colpito diverse persone nella zona di Monteverde Vecchio a Roma, fino all’individuazione di due minorenni come i responsabili di quanto avvenuto: è questa la traiettoria seguita dal caso che ha tenuto in apprensione la Capitale nei giorni scorsi, facendo registrare diverse vittime e il grave ferimento dell’attore tutt’ora ricoverato al San Camillo.
Quello che devi sapere
L’aggressione a Davide Iacopini
Il 7 ottobre viene diffusa la notizia che l’attore Davide Iacopini è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale San Camillo. L’uomo risulta essere stato colpito due giorni prima con un calcio sferrato da una persona che viaggiava sul lato passeggero di una minicar, nel quartiere Monteverde Vecchio di Roma. Fin da subito sembra emergere come non si tratti di un caso isolato: il giorno seguente infatti una donna si è presentata ai carabinieri per denunciare un'aggressione avvenuta nella stessa zona intorno alle 23 di domenica, 4 ottobre.
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L’indagine per tentato omicidio
Nelle ore seguenti la Procura di Roma apre un’indagine per tentato omicidio, dopo quanto avvenuto a Davide Iacopini. In base alla ricostruzione degli inquirenti emerge come l’attore, che viaggiava su un monopattino, sia caduto andando ad urtare violentemente contro un'auto in sosta. E gli inquirenti cerano subito un collegamento con altre due azioni simili, sempre nella stessa zona, il giorno precedente: ad essere presi di mira sono stati una donna che camminava a piedi e un'altra persona a bordo di un monopattino.
La caccia alla minicar nera
Il giorno seguente, l’8 ottobre, emerge un altro importante dettaglio: gli inquirenti sono a caccia di una minicar elettrica di colore nero per individuare gli autori. Intanto gli episodi finiti sotto la lente della Procura salgono a quattro. E si scopre che gli autori delle aggressioni potrebbero essere minorenni. I testimoni ascoltati dalla Procura raccontano che l'auto con a bordo i due "non faceva rumore". Per chi indaga i due erano "a caccia di vittime”.
Il cerchio si stringe
Intanto nei giorni successivi, mentre Davide Iacopini rimane ricoverato in gravi condizioni all'Ospedale San Camillo di Roma, proseguono le indagini per risalire ai responsabili. "Stiamo visionando le molte telecamere presenti nel quadrante delle aggressioni, ci vuole tempo ma arriveremo agli autori”, fanno sapere gli inquirenti. Particolare attenzione viene riservata ai filmati registrati nelle aree interessate dagli episodi e nelle vie di accesso al quartiere. Gli investigatori inoltre si mettono alla ricerca di eventuali testimoni che possano aver notato dettagli utili nelle ore delle aggressioni.
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L’individuazione dei responsabili
Si arriva così al 14 ottobre, quando viene diffusa la notizia che nella notte carabinieri e polizia locale hanno sequestrato una minicar che corrisponderebbe a quella utilizzata per le aggressioni del 4 e 5 ottobre a Roma. E due persone vengono denunciate, accusate di essere a bordo del veicolo come conducente e passeggero: si tratta di due minorenni, di 16 e 17 anni. I due, sentiti in caserma dal pm della Procura di Roma, hanno confessato e ammesso i fatti.
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“Ci siamo divertiti così”
Sentiti dagli inquirenti, in base a quanto trapelato i due minorenni avrebbero detto: "Ci siamo divertiti così”. Uno dei giovani avrebbe aggiunto: “Sicuramente abbiamo fatto qualcosa, ma erano scherzi”. I due, accusati per tentato omicidio, avrebbero anche detto che di essersi fermati "quando abbiamo saputo dell'attore ferito”.
Le parole della madre
Il giorno seguente la madre di uno dei due ragazzi, quello seduto sul lato del passeggero, ha detto in un’intervista: “Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa". Poi, riferendosi alla madre dell'altro ragazzo, ha aggiunto: "Siamo andate in caserma, siamo state noi a farli ammettere. Ho passato tutta la notte con lui, a parlargli, a capire”.
Le indagini proseguono
Intanto, le attività giudiziarie proseguono: gli atti dell'indagine relativa alle aggressioni all'attore Davide Iacopini e ad altre cinque persone sono stati inviati alla Procura dei minori di Roma. Il 16enne e il 17enne al momento risultano essere denunciati a piede libero per tentato omicidio e lesioni. La Procura minorile, dopo la formale apertura di un fascicolo, potrebbe convocare gli indagati reo confessi per ascoltarli o, alla luce di quanto raccolto a piazzale Clodio, disporre un'eventuale misura cautelare a loro carico. Intanto sono stati sequestrati i cellulari dei due ragazzi minorenni e dei loro genitori: potranno essere analizzate chat, video e foto all'interno dei dispositivi. Sequestrata dai carabinieri anche una dash cam, una telecamera che si posiziona in auto.
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