Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Manifestazioni pro Gaza, cortei in 50 città italiane. Greta Thunberg sfila a Napoli

Cronaca
©Ansa

La mobilitazione "La fine del genocidio" - promossa da Movimenti Studenti Palestinesi, Giovani Palestinesi d'Italia, Associazione dei Palestinesi in Italia e Unione Democratica Arabo-Palestinese - chiede "lo sblocco degli aiuti a Gaza e il ritiro dell'esercito di occupazione". All'iniziativa hanno aderito associazioni, sindacati, collettivi studenteschi, Movimento Cinque Stelle Milano e Potere al Popolo con cortei nelle principali città, da Roma a Milano, Napoli e Bologna. A Torino stretta della Prefettura

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Giornata di cortei oggi 10 ottobre in Italia per "La fine del genocidio", la manifestazione nazionale promossa da Movimenti Studenti Palestinesi, Giovani Palestinesi d'Italia, Associazione dei Palestinesi in Italia e Unione Democratica Arabo-Palestinese per esprimere solidarietà al popolo palestinese nella Striscia di Gaza. Nel pomeriggio hanno sfilato i serpentoni in diverse città da Roma a Milano, Napoli, Bologna e Torino, dove la Prefettura ha disposto divieti su vetro e fumogeni. Nella Capitale un corteo partito dal Colosseo si è diretto verso piazzale Aldo Moro, sede dell'università "La Sapienza". A Milano la manifestazione ha preso avvio da piazza Repubblica verso San Babila. A Napoli presente per la prima volta l'attivista svedese Greta Thunberg. Decine di iniziative pro Gaza si sono tenute in contemporanea in altre città europee con cortei anche a Londra, Parigi e Zurigo.

Le richieste dei promotori

Dalla "fine immediata del genocidio" allo "sblocco degli aiuti a Gaza" e il "ritiro dell'esercito di occupazione": sono state diverse le richieste dei promotori dell'iniziativa che ha incassato il sostegno di centinaia di associazioni, tra cui sigle sindacali, collettivi studenteschi e partiti, come Movimento 5 Stelle Milano e Potere al Popolo. Le manifestazioni si sono tenute all'indomani dell'assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla giurista sudafricana Navy Pillay che, da capo della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente dell'Onu sul territorio palestinese occupato, l'anno scorso aveva accusato Israele di genocidio a Gaza. 

A Torino il corteo cerca di entrare a piazza Castello

Sul fronte della sicurezza gli occhi erano puntati su Torino, dove il corteo pro Gaza da viale I Maggio ha sfilato verso piazza della Repubblica, passando per rondò Rivella, corso Regio Parco, corso Palermo, corso Novara e corso Giulio Cesare. La Prefettura ha disposto il divieto di vendita per asporto di bevande in bottiglie di vetro e lattine, ma anche di detenere senza giustificato motivo caschi, maschere, fumogeni e materiale esplodente. Il provvedimento, firmato dal prefetto Donato Cafagna, riguardava esercizi pubblici, negozi e ambulanti e si estendeva anche al consumo e la detenzione in luogo pubblico di bevande in contenitori che possano costituire un pericolo per l'incolumità. La testa del corteo, partito poco dopo le 14:30, si è avvicinata immediatamente al cordone di forze dell'ordine in piazza Castello, con spinte, pugni e calci. Dopo un primo respingimento con qualche manganellata, la tensione è stata smorzata facendo parzialmente entrare quasi un migliaio di manifestanti nella piazza sotto i portici non distanti dal Teatro Regio. Al corteo hanno aderito, tra gli altri, sindacati, il movimento No Tav e l'Anpi. "Siamo in 10mila", è stato l'urlo dei manifestanti con lo slogan: "Siamo un popolo libero e vogliamo la Palestina libera".

Approfondimento

Gaza, le promesse disattese del piano Trump

A Torino spuntano messaggi sul 7 ottobre: "Giornata di resistenza"

Nel capoluogo piemontese la manifestazione si è conclusa con i cartonati raffiguranti il presidente Usa Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima colpiti con lanci di pomodori, poi calpestati e infine dati alle fiamme. Raggiunta piazza Vittorio, alcuni manifestanti in cerchio hanno posizionato al centro i cartonati che avevano portato lungo l’intero percorso del corteo e, tra slogan e applausi, li hanno distrutti. Durante il corteo non sono mancati messaggi sul 7 ottobre nei giorni del terzo anniversario dell'attacco di Hamas. "Per noi il 7 ottobre rappresenta una giornata di resistenza. Non vogliamo che venga inteso come una giustificazione o come una giornata che viene manipolata dall'informazione pubblica senza riconoscere la storicità del colonialismo sionista sulla Palestina, che ha prodotto diversi momenti di resistenza da parte del popolo palestinese", ha detto Sara, una delle portavoci del coordinamento "Torino per Gaza". E ha aggiunto: "Dentro la storia della resistenza palestinese, oltre alle diverse intifade, va inserito anche il 7 ottobre come una giornata nella quale il popolo palestinese ha rotto un muro che da vent'anni lo teneva imprigionato in uno stato di apartheid e ha dato vita a un movimento di rivoluzione e di resistenza globali". Alessandra Binzoni, consigliera regionale Fdi in Piemonte, ha affermato che "ancora una volta, le strade della nostra città sono state teatro di una manifestazione in cui, dietro la facciata della solidarietà al popolo palestinese si è scelto deliberatamente di sdoganare l'odio, la violenza e la giustificazione del terrorismo. Inneggiare al brutale massacro del 7 ottobre è inaccettabile".

Approfondimento

Napoli, Greta Thunberg in corteo per Gaza

People participate in a protest organized by the Pro-Palestinian Movement for Palestine in Turin, Italy, 10 October 2026.  ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
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Greta Thunberg per la prima volta in corteo a Napoli

A Napoli si è unita - come detto - Greta Thunberg, che ha partecipato al corteo solidale per Gaza. L'attivista svedese ha raggiunto i manifestanti nell'area intorno alla stazione ferroviaria, percorrendo insieme a loro la piazza e intrattenendosi brevemente con alcune delle persone presenti. Per Thunberg, conosciuta a livello internazionale per il suo impegno ambientalista e per le successive iniziative a sostegno della causa palestinese, è stata la prima visita nel capoluogo campano. "Il mio messaggio ai giovani è di non avere paura di essere arrabbiati, bisogna canalizzare la propria rabbia e il proprio disappunto e utilizzare quella rabbia per riprendersi ciò che di diritto spetta alle nuove generazioni", ha detto in conferenza stampa a Napoli a margine di un appuntamento dal titolo "Contro militarismo e genocidio, per un manifesto di resistenza e libertà nel Mediterraneo". "Anche se la popolazione italiana ha dimostrato di essere dalla parte della Palestina, dalla parte dei palestinesi e contro il genocidio, sappiamo che ancora oggi questo Governo, fascista, continua a essere complice diretto, autore diretto, di politiche sistemiche volte alla completa deumanizzazione delle persone che provano ad attraversare il Mediterraneo: questa deumanizzazione passa attraverso la costruzione dei Cpr che sono dei veri e propri campi di concentramento", ha aggiunto. 

Roma, in corteo: "No ddl salva-sionismo, 30/10 sciopero generale"

Dal corteo nel centro di Roma, gli organizzatori della manifestazione per Gaza hanno annunciato nuove proteste contro il disegno di legge sull'antisemitismo in vista del voto finale alla Camera entro fine mese. “Il ddl antisemitismo è il ddl ‘salva sionismo’ ma Il governo Meloni deve capire che non può reprimere i movimenti", hanno scandito gli attivisti annunciando uno sciopero generale per il 30 ottobre. I manifestanti, in transito per via Cavour, hanno intonato "Bella Ciao" e slogan come "Palestina libera dal fiume fino al mare" e "siamo tutti antifascisti, siamo tutti antisionisti". Come a Torino, anche nella Capitale non sono mancati messaggi sul 7 ottobre. "Viva la resistenza del 7 ottobre, quella di Iran e di Hezbollah. I sionisti piangono il 7 ottobre come i fascisti piangono il 25 aprile. Dobbiamo fare piazza pulita dei sionisti”, ha detto uno dei manifestanti intervenuti a fine corteo in piazzale Aldo Moro. In testa al corteo - composto da alcune migliaia di persone - uno striscione con la scritta "La fine del genocidio è la fine del sionismo". Subito dietro, un altro con la frase "7 ottobre giornata della Resistenza". Oltre a decine di bandiere palestinesi, tra i manifestanti sono state notate anche alcune bandiere di Hezbollah.

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Gaza, a un anno dalla tregua continuano raid israeliani

Cinquemila persone a Milano

Circa cinquemila persone hanno partecipato a Milano al corteo per chiedere lo stop agli accordi con Israele e l'embargo nei confronti del paese. Durante il percorso non si sono registrate tensioni con le Forze dell'Ordine. Ad aprire la manifestazione, uno striscione con la scritta "From the river to the sea Palestine will be free. Contro il genocidio, la guerra, il sionismo e ogni complicità. Palestina libera dal fiume fino al mare". Avvicinandosi alla piazza i manifestanti hanno intonato "Bella ciao", mentre lungo il percorso si sono levati cori "Netanyahu assassino". Dal camion che apriva il corteo, gli organizzatori hanno detto che "noi non siamo antisemiti, siamo antisionisti". Sui detenuti palestinesi hanno detto che sono "prigionieri politici. Ieri la Corte di Cassazione ha rifiutato la loro scarcerazione. Ma noi non ci arrenderemo e continueremo a parlare di loro, continueremo le loro battaglie". E ancora: "Il nostro governo è complice di quello che sta facendo Israele. I nostri compagni rimarranno in carcere, noi dobbiamo urlare che devono smetterla di perseguitare i palestinesi". Nel corso degli interventi è stata criticata anche la copertura mediatica del conflitto: "Siamo in un Paese dove l'informazione è da una sola parte". Gli organizzatori hanno denunciato nuovi morti nella Striscia, sostenendo che quanto accade a Gaza non trovi spazio sui media italiani.

I cortei ad Alessandria e a Bologna

Ad Alessandria hanno portato in corteo un telo bianco, lungo 25 metri, su cui sono stati scritti a mano i nomi di 18.457 minori (da 0 a 18 anni) uccisi a Gaza tra ottobre 2023 e luglio 2025. Si tratta del Sudario "vuol dar voce al principio costituzionale: L'Italia ripudia la guerra", hanno detto gli organizzatori della manifestazione. Il Sudario - sorretto dagli alfieri - ha sfilato dalla periferia del quartiere Cristo a piazza Garibaldi, dove è stato poi ripiegato. Il silenzio del corteo è stato interrotto solo dalla lettura parziale dei nomi. Dalla piazza la marcia ha attraversato corso Roma fino alla centralissima piazzetta della Lega. Qui è stata recitata - in italiano e in arabo - la poesia 'Cosa significa essere poeti in tempo di guerra' di Hend Joudah. Striscioni con slogan "Basta complicità con il genocidio" a Bologna dove sono comparsi cartelli con la caricatura di Trump e Netanyahu e la scritta "Murderers", e tante bandiere della Palestina. Intonando i cori "Intifada fino alla vittoria", "ci servono più aule e non più bombe" e "non ci arruoliamo" sono confluiti in piazza Nettuno i collettivi che hanno aderito alla manifestazione chiamata dai Giovani Palestinesi a Bologna, per protestare "contro il sionismo" e per "la fine del genocidio a Gaza".

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