Navi Pillay vince Premio Nobel per la Pace 2026: “Diritti umani sono sotto attacco”. Chi è

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Navanethem “Navi” Pillay, 85enne attivista e giurista sudafricana, ha vinto il Premio Nobel per la pace 2026. Ha dimostrato "eccezionale coraggio e integrità" nel suo lavoro contro "i crimini di guerra", è stato spiegato durante la proclamazione a Oslo. L'anno scorso ha accusato Israele di genocidio a Gaza. La sua prima reazione: "Se applaudite un po' più forte, forse dividerò il premio con Trump". Poi la dedica “ai sopravvissuti a crimini internazionali”

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Navanethem “Navi” Pillay, 85 anni, attivista e giurista sudafricana, ha vinto il Premio Nobel per la pace 2026. Ha dimostrato "eccezionale coraggio e integrità" nel suo lavoro contro "i crimini di guerra", è stato spiegato durante la proclamazione a Oslo. Il Comitato del Nobel per la pace, in un primo momento, aveva fatto sapere di non riuscire a contattarla. "Se vede un numero norvegese, per favore risponda", era stato l'appello del presidente Jorgen Watne Frydnes, secondo quanto riportato dal Guardian. Poi, da Norimberga, è arrivata la prima reazione di Navi Pillay: "Se applaudite un po' più forte, forse dividerò il premio con Trump", ha scherzato. In una conferenza, poi, ha dedicato il Premio “ai sopravvissuti a crimini internazionali” e ha aggiunto: “I diritti umani sono sotto attacco politico, dobbiamo essere uniti nel difendere lo stato di diritto”. Infine, il messaggio ai leader mondiali: "Avete l'obbligo legale di proteggere i diritti umani e di astenervi dal fare la guerra".

Chi è Navi Pillay

Nata il 23 settembre 1941, Navi Pillay ha ricoperto la carica di Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014. Sudafricana di origini indiane tamil, è stata la prima donna non bianca a ricoprire il ruolo di giudice presso l'Alta Corte del Sudafrica. Ha anche prestato servizio come giudice della Corte penale internazionale e come presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Ha adottato il documento Born Free and Equal sull'orientamento sessuale e l'identità di genere nel diritto internazionale del settembre 2012. Nell'aprile del 2015, Pillay è diventata la sedicesima commissaria della Commissione internazionale contro la pena di morte. Inoltre, è stata nominata presidente della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente sul territorio palestinese occupato, istituita dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite dopo la crisi israelo-palestinese del 2021.

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La motivazione

Il Comitato norvegese per il Nobel ha spiegato di aver scelto di conferire il riconoscimento a Navi Pillay, paladina sudafricana dei diritti umani, in un momento in cui il diritto e le istituzioni internazionali sono sotto attacco. "Il sistema del diritto internazionale è sottoposto a una pressione enorme e le sue istituzioni sono sotto attacco", ha detto in conferenza stampa Jorgen Watne Frydnes, presidente del Comitato norvegese per il Nobel a Oslo. Ha aggiunto di osservare uno spostamento "verso la politica di potenza a scapito dei quadri giuridici e del rispetto globale per la legge e la giustizia".

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L'anno scorso aveva accusato Israele di genocidio a Gaza

Tra le altre cose, l'anno scorso Navi Pillay ha accusato Israele di genocidio a Gaza. L'ha fatto nella sua veste di presidente della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati. La Commissione, organismo che non parla a nome dell'intera istituzione Onu, ha concluso che a Gaza fosse in corso un genocidio. "La Commissione stabilisce che Israele è responsabile di commettere un genocidio a Gaza. È evidente che sussiste l'intento di distruggere i palestinesi di Gaza attraverso atti che soddisfano i criteri stabiliti nella Convenzione sul genocidio", ha dichiarato Pillay in quella occasione. Israele ha respinto le conclusioni del rapporto, definendole "distorte e false".

"Coraggiosa? Ho detto la verità"

Nel suo primo discorso dopo la proclamazione, la neo-Nobel per la Pace è tornata su quelle dichiarazioni. "L'ultima cosa che ho fatto è stato il rapporto su Gaza, in cui definisco ciò che sta accadendo lì come un genocidio. Una delle reazioni principali a quel rapporto è stata quella di rendermi omaggio per il mio coraggio. E potete immaginare quanto fossi sorpresa. Perché ci vorrebbe coraggio per dire la verità?", ha detto Navi Pillay. "Si interpreta la legge, si esaminano tutti i fatti, quindi si tratta di un processo decisionale imparziale...", ha aggiunto. "Assegnare il premio a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l'odio e i pregiudizi contro Israele. Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno", ha commentato il ministero degli Esteri israeliano in una nota.

Netanyahu attacca 

"Il comitato per il Premio Nobel ha perso il suo bussola morale. Ha conferito il suo più alto onore a una bigotta che ha costruito la sua carriera inventando e diffondendo libelli di sangue contro l'unico Stato ebraico". È il duro commento del premier israeliano Benyamin Netanyahu al Nobel assegnato a Navi Pillay. Una "donna che diffuso la demonizzazione degli ebrei e una parodia della giustizia", si legge sull'account ufficiale del primo ministro israeliano. 

La posizione del Comitato per il Nobel per la Pace

Il Comitato per il Nobel per la Pace ha fatto sapere di non voler prendere posizione in merito all'accusa secondo cui Israele starebbe commettendo un genocidio a Gaza. "Si tratta del suo rapporto, del rapporto della Commissione; naturalmente nutriamo grande fiducia nella sua professionalità e integrità, ma quel lavoro è frutto di una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite", ha detto Jorgen Watne Frydnes, presidente del Comitato norvegese, riferendosi a Pillay e sottolineando che spetta ai tribunali internazionali pronunciarsi sulla questione e che il Comitato Nobel "non è un tribunale". Nell'annunciare il premio, Frydnes ha ricordato che Pillay ha presieduto la commissione senza menzionare né Gaza né Israele. Ha invece evidenziato il suo operato presso il Tribunale penale internazionale per il Ruanda e il suo attuale ruolo di giudice della Corte internazionale di giustizia nel procedimento che vede il Myanmar accusato di genocidio. "La vincitrice di quest'anno ha svolto un ruolo fondamentale nel garantire che i crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e il genocidio venissero perseguiti", ha dichiarato Frydnes durante la conferenza stampa.

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La battuta su Trump

Dopo aver saputo di aver vinto il Nobel, Navi Pillay ha scherzato: “Se applaudite un po' più forte, forse dividerò il premio con Trump". A filmare la reazione, a Norimberga, è stata la segretaria generale di Amnesty International Agnès Callamard, che ha pubblicato il filmato su X. "Ci troviamo al Tribunale di Norimberga, non riesco a immaginare un simbolo più forte per il suo premio Nobel", ha scritto Callamard postando il video. L'anno scorso il Nobel per la Pace era stato vinto da María Corina Machado, leader dell'opposizione venezuelana: dopo che gli Stati Uniti avevano estromesso l'allora presidente venezuelano Nicolás Maduro, Machado aveva consegnato la sua medaglia al leader Usa Donald Trump. Si era trattato di un gesto simbolico: il Comitato per il Nobel, infatti, si era affrettato a sottolineare che il Premio in sé non è trasferibile.

La reazione di Navi Pillay

Tornando a Navi Pillay, ha raccontato che quando le è stata data la notizia del Nobel il primo commento che ha fatto è stato: "Dev'essere uno scherzo". "In questo contesto, i vostri applausi significano davvero molto. Sapete, non si vuole ricevere un premio se il pubblico non concorda sul fatto che lo si meriti. Quindi apprezzo i vostri applausi di oggi. Ma, essendo avvocato e giudice, desidero comunque verificare le vostre affermazioni...", ha aggiunto. "Al momento - ha detto ancora - sono ancora presidente del collegio giudicante nel caso intentato dal Gambia contro il Myanmar. Tutti mi chiedono: 'Quando smetterai?' Ho compiuto 85 anni il mese scorso. Non posso smettere, ovviamente".

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La dedica ai "sopravvissuti a crimini internazionali"

Qualche ora dopo, Navi Pillay ha tenuto una conferenza stampa nella storica aula del tribunale di Norimberga, in Germania, dove si sono svolti i processi contro i gerarchi nazisti dopo la Seconda guerra mondiale. La vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2026 ha dedicato il riconoscimento ai "sopravvissuti a crimini internazionali". "Vorrei dedicare questo premio a tutti i sopravvissuti a crimini internazionali", ha dichiarato. La giurista sudafricana ha poi denunciato gli attacchi contro la Corte penale internazionale (Cpi), finita nel mirino in particolare di Donald Trump dal suo ritorno alla Casa Bianca. "Stiamo attraversando un'epoca in cui il diritto internazionale e i diritti umani sono oggetto di pesanti attacchi politici", ha detto. E ancora: "Questo deterioramento è particolarmente evidente negli attacchi rivolti alla Corte penale internazionale". Poi ha ricordato come il mese scorso Trump abbia definito l'istituzione "malvagia" e "fuorilegge", invitando gli Stati membri ad abbandonarla. Pillay si è poi rivolta ai leader mondiali: "Il mio messaggio ai leader, ai responsabili politici, è questo: siete soggetti a un obbligo giuridico. Qualunque siano gli altri obblighi morali che vi incombono, avete l'obbligo legale di proteggere i diritti umani e di astenervi dal fare la guerra".

Parolin: "Bene chi si batte per i diritti umani"

"Finché ci si batte per i diritti umani credo sia una cosa positiva", ha detto il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin commentando, a margine di un evento su John Henry Newman, l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Navanethem 'Navi' Pillay.

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