Il Nobel per la Fisica 2026 è stato assegnato a Francis Halzen, nato in Belgio nel 1944, per la scoperta dei neutrini ad alta energia che arrivano dal cosmo. Professore ordinario all'Università del Wisconsin-Madison, è Principal investigator dell'Osservatorio di neutrini IceCube presso la stazione Amundsen-Scott South Pole in Antartide: si tratta del più grande rivelatore di neutrini al mondo, operativo dal 2010
Il Nobel per la Fisica 2026 è stato assegnato al belga Francis Halzen, 82 anni, per la scoperta dei neutrini ad alta energia che arrivano dal cosmo. Halzen è Professore ordinario presso l'Università del Wisconsin-Madison e Principal investigator dell'Osservatorio di neutrini IceCube presso la stazione Amundsen-Scott South Pole in Antartide, il più grande rivelatore di neutrini al mondo, operativo dal 2010.
Chi è Francis Halzen
Francis Halzen, quindi, è l'unico vincitore del Nobel per la Fisica 2026. Nato a Tienen, in Belgio, nel 1944, si è laureato in Fisica all'Università di Lovanio nel 1966. Tra il 1969 e il 1971 ha lavorato come collaboratore scientifico al Cern. Dal 1972 è professore alla University of Wisconsin-Madison e Principal Investigator dei progetti Amanda e IceCube. Il premier Nobel gli è stato assegnato proprio per "i suoi contributi decisivi all'esperimento IceCube", il più grande osservatorio per i neutrini del mondo: si trova tra i ghiacci dell'Antartide e nel 2018 è riuscito a catturare le particelle inafferrabili che arrivano dal cosmo e che attraversano la materia senza lasciare traccia. Gli esperti hanno spiegato che grazie a questa scoperta, inseguita in tutto il mondo per decenni, le ricerche di Halzen hanno gettato le basi per un tipo di astronomia completamente nuovo.
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Le motivazione del Nobel
L'Accademia Reale Svedese delle Scienze ha spiegato di aver deciso di assegnare il Nobel per la Fisica 2026 a Francis Halzen “per il contributo decisivo all’Osservatorio di Neutrini IceCube e per la scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica”. Nelle motivazioni del Premio, poi, si legge ancora: “Francis Halzen ha posto le basi per un tipo di astronomia completamente nuovo. La sua idea era quella di utilizzare il ghiaccio glaciale del Polo Sud per catturare le particelle elusive chiamate neutrini. Il risultato è stato l’Osservatorio di Neutrini IceCube, che è in grado di tracciare i neutrini provenienti dal cosmo più distante”.
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Zoccoli (Infn): “Halzen ideatore di una tecnica innovativa”
Anche l’Italia plaude al vincitore del Nobel per la Fisica. “È stato l'ideatore di una tecnica innovativa per studiare i neutrini”, ha detto all’Ansa Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), riferendosi a Francis Halzen. Senza di lui, ha aggiunto, l'osservatorio IceCube non sarebbe esistito. Zoccoli ha spiegato che Halzen è atteso domani a Torino per la riunione del Comitato di valutazione internazionale dell'Infn, del quale fanno parte esperti di tutto il mondo. “Ho chiesto ad Halzen di farne parte e spero di averlo domani a Torino”, ha detto Zoccoli.
Lo studio dei neutrini cosmici
Studiare i neutrini cosmici - ha aggiunto Zoccoli - è importante perché, "se vogliamo avere informazioni su come è nato l'universo e i meccanismi cosmici che entrano in azione, abbiamo bisogno di diverse fonti". La tecnica proposta da Halzen per riuscire a catturare questi messaggeri dell'universo, hanno spiegato gli esperti, consiste nel costruire i rivelatori nel ghiaccio in modo da utilizzate chilometri cubi di ghiaccio come un enorme rivelatore naturale, che fa da schermo contro le interferenze. La candidatura di Halzen al Nobel, ha spiegato Zoccoli, era sostenuta anche dall’Infn. L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare aveva presentato anche quella di Gianpaolo Bellini: il fisico - che ha progettato l'esperimento Borexino che dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso ha permesso di studiare un'altra famiglia di neutrini, cioè quelli provenienti dal Sole - è morto lo scorso 12 agosto e quindi, secondo le regole della Fondazione Nobel, non poteva più essere premiato.