Scuola, per alcuni riapre il 31 agosto: cosa sappiamo sull’esperimento dell’Emilia-Romagna

Cronaca
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Le vacanze estive stanno per finire per milioni di studenti e genitori ed è già partito il conto alla rovescia per il ritorno sui banchi. In Italia il calendario scolastico non prevede una data unica per tutto il territorio, ma sono le Regioni a decidere quando inizia il nuovo anno: la prima campanella suonerà ufficialmente il 7 settembre nella provincia autonoma di Bolzano e l’ultima il 17 dello stesso mese in Puglia. In mezzo, torneranno in classe gli alunni di tutte le altre regioni. Quest’anno, però, per alcuni studenti la scuola riapre già domani, lunedì 31 agosto. È il caso dell’Emilia-Romagna, che ha avviato una sperimentazione con l’obiettivo di andare incontro alle esigenze dei genitori. Ma non mancano le critiche all’iniziativa.

Quello che devi sapere

Quando comincia la scuola?

I primi a tornare in classe, quindi, sono gli studenti della provincia autonoma di Bolzano: si parte il 7 settembre. Il 10 tocca agli alunni della provincia di Trento, della Valle d'Aosta e del Veneto. Il 14 settembre tornano in classe le ragazze e i ragazzi di Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria. Il giorno successivo, il 15, è la volta degli studenti di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia, Toscana. Il 16 settembre si riparte in Abruzzo, Basilicata e Sardegna. Il 17 settembre, infine, gli ultimi a tornare tra i banchi sono gli studenti della Puglia.

 

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L’esperimento in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna, quindi, ufficialmente le scuole riaprono il 15 settembre. Tuttavia, la Regione ha avviato una sperimentazione che prevede l'apertura anticipata degli istituti: si torna in classe già domani, lunedì 31 agosto, con la proposta di attività extra-scolastiche non obbligatorie. Il progetto riguarda le scuole primarie e coinvolge i piccoli tra i 6 e gli 11 anni. Il progetto sperimentale, finanziato per il primo anno con 3 milioni di euro di risorse regionali, si rivolge a una platea potenziale di 100mila bambini della scuola primaria.

 

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“Risposta straordinaria”

Il progetto della Regione, quindi, prevede di aprire le scuole elementari il 31 agosto, due settimane prima dell'inizio della scuola, per organizzare attività sportive, culturali e ricreative per venire incontro alle esigenze delle famiglie. “Abbiamo ricevuto una risposta straordinaria”, ha raccontato nelle scorse settimane Isabella Conti, assessora regionale alla scuola e al welfare. Parlando dei numeri, ha spiegato che quelli ufficiali verranno comunicati a inizio settembre. Ma a fine luglio ha dato qualche anticipazione. “Già ora abbiamo più di 8mila bambini che partecipano al progetto, quindi sono 8mila famiglie in Emilia-Romagna che possono beneficiare della possibilità di far fare ai propri figli delle attività ricreative culturali integrative, nella loro scuola primaria, tra i 6 e gli 11 anni gratuitamente”, ha detto.

Coinvolti per ora 42 comuni

La sperimentazione, quindi, coinvolge quest’anno 42 comuni del territorio, tra cui tutti i capoluoghi e diverse unioni montane e interne. Poi la misura sarà inserita nella nuova legge regionale, con l'obiettivo di estenderla a tutti i comuni della regione il prossimo anno. Per rendere il progetto strutturale, l'investimento stimato è di circa 10 milioni di euro all'anno. La sperimentazione, ha confermato Conti, parte quest’anno e coinvolge “complessivamente 42 comuni”. L’assessora è ottimista per il futuro: la misura, ha detto, "se tutto va nella direzione per cui stiamo lavorando entrerà in legge di sostegno alla genitorialità e contrasto alla denatalità già nel dicembre 2026, per fare in modo che rimanga strutturale dal settembre 2027”.

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Le attività extra-scolastiche

Le attività extra-scolastiche saranno condotte da educatori professionali esterni e dal terzo settore, sul modello già sperimentato del pre-post scuola, e saranno incentrate su compiti e supporto alla didattica. Il servizio è a totale adesione volontaria e gli orari e i costi vengono decisi dai Comuni.

L’obiettivo

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di andare incontro alle esigenze delle famiglie che, tornate dalle vacanze estive, devono trovare il modo e i fondi per intrattenere e gestire i figli fino all’inizio della scuola. È per questo che l’Emilia-Romagna ha deciso di aprire gli istituti in anticipo. La strada che è stata scelta è quella di proporre delle attività extrascolastiche dal 31 agosto fino al 14 settembre ai bambini dai 6 agli 11 anni. L'obiettivo è coprire "il periodo più critico per molte famiglie anche in termini economici”, ha sottolineato Michele de Pascale, presidente della Regione. “I genitori fanno gli equilibristi, soprattutto nel periodo estivo. Con questa misura, le famiglie potranno avere la certezza che nelle prime due settimane di settembre troveranno conforto nelle proprie scuole e nei propri territori”, ha aggiunto Conti.

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L’ipotesi della modifica del calendario

In un primo momento si era discussa anche la possibilità di modificare il calendario scolastico, ma poi quell’ipotesi è stata accantonata perché – ha spiegato Conti – intervenire sui giorni di lezione obbligatori "avrebbe scontentato una parte sia di genitori sia del mondo della scuola”. Così, ha aggiunto, “dopo esserci interrogati per oltre un anno abbiamo deciso di inventare una nuova soluzione”. La soluzione, come detto, è questa: nelle prime due settimane di settembre - a partire da lunedì 31 agosto e in attesa delle prima campanella del 15 settembre - le scuole saranno aperte, non con il programma didattico normale, ma con attività sportive e culturali gestita da educatori e con la partecipazione che non è obbligatoria.

 

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Le critiche

Non mancano, comunque, le polemiche. Gli operatori del turismo hanno criticato l’iniziativa, temendo ripercussioni sulle presenze nelle località balneari. Anche i Comuni hanno espresso perplessità, soprattutto sulle risorse e sui tempi per organizzare il servizio: l'Anci ha inviato una lettera all'assessora per spiegare come, pur condividendo il senso dell'iniziativa, restino dei nodi.

 

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