Femminicidio Tania Terrin, il ministero valuta l’invio di ispettori in procura a Venezia

Cronaca
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La vittima, 39 anni, è stata soffocata a morte dall’ex compagno, il 43enne Dino Keber, che poi si è tolto la vita. Tania Terrin già ad aprile aveva denunciato l’uomo: in quel caso, il Questore di Venezia aveva emesso un ammonimento. Keber, però, era stato querelato altre tre volte da precedenti compagne: la prima denuncia risale al 2002, le successive al 2010 e al 2021. Bisogna "capire cosa non abbia funzionato", afferma il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni

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"Il femminicidio di Tania Terrin è una sconfitta per lo Stato", dice il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni. Sì perché la vittima, uccisa a Ferragosto dall’ex compagno, lo aveva già denunciato in passato. E lo stesso uomo, Dino Keber, era stato querelato altre tre volte in passato da precedenti compagne. La domanda che ha sollevato le polemiche, a livello politico e non solo, è perché a una persona con tali precedenti non fossero state applicate misure restrittive, come il braccialetto elettronico o la custodia cautelare. Per questo il sottosegretario Balboni ha annunciato che, insieme al ministro Carlo Nordio, valuteranno "l'invio di ispettori del ministero della Giustizia in Procura a Venezia per capire cosa non abbia funzionato".

Il femminicidio

Tania Terrin è stata uccisa la sera di Ferragosto, soffocata nel suo appartamento a Camponogara, in provincia di Venezia. A ucciderla è stato l’ex compagno Dino Keber che poi è tornato a casa e si è tolto la vita. Il corpo della donna è stato trovato il 16 agosto. A dare l’allarme è stata la madre della vittima che, dopo aver provato a lungo a chiamarla al telefono e a bussare alla porta senza ricevere risposta, ha chiamato la polizia. L’uomo è stato trovato poco dopo, impiccato nella sua abitazione a Dolo.

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Le precedenti aggressioni

Dalle indagini è emerso che quella sfociata nel femminicidio non era la prima aggressione di Keber ai danni di Terrin. L’uomo, meccanico e gestore di un'officina a Sambruson di Dolo, era noto alle forze dell'ordine per una violenza fisica risalente ad aprile: la donna aveva raccontato alle forze dell’ordine di essere stata presa per il collo alle spalle fino a perdere i sensi. Tania Terrin in quel caso aveva fatto denuncia e la Procura di Venezia aveva aperto un procedimento per maltrattamenti e lesioni. Poi, a giugno, il Questore di Venezia aveva emesso un ammonimento come forma di misura preventiva usata in caso di violenza domestica. Le aggressioni però non si erano fermate, al punto che la donna scriveva ai vicini spaventata, dicendo di trovare Keber spesso sotto casa.

Tania Terrin non è stata la prima vittima delle aggressioni violente di Keber. L’uomo in passato era già stato querelato altre tre volte da precedenti compagne: la prima denuncia risale al 2002, le successive al 2010 e al 2021. Le tre querele erano state tutte ritirate e, quindi, archiviate ma compaiono nero su bianco nelle carte dell’ammonimaneto firmato a giugno dal Questore di Venezia.

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Manifestazione “per fare rumore”

Questa sera a Camponogara, paese di Tania Terrin, alle 20.30 si terrà una manifestazione "per fare rumore" in ricordo dell’ennesima vittima di femminicidio. "Tania non è solo un nome su un manifesto”, ricorda sui social il Comune in cui la donna viveva. “È una vita spezzata, una persona che aveva sogni, affetti, progetti e il diritto di vivere libera dalla violenza. Il femminicidio non è un destino, non è una 'tragedia d'amore' e non è un fatto privato. È violenza, è una responsabilità, è una ferita che riguarda tutta la comunità". Per questo la manifestazione "per tutte le donne che non ci sono più", per "chi subisce violenza e ha bisogno di sapere che non è sola", perché "è ora di dire basta".

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