Il 43enne Dino Keber ha ucciso soffocandola la sua ex compagna, Tania Terrin, 39 anni, il cui corpo è stato rinvenuto nella sua abitazione di Camponogara (Venezia). Poi si è tolto la vita. Da quanto emerso, l'uomo aveva già provato a strangolarla e lei lo aveva denunciato
Ha ucciso l’ex fidanzata la sera di Ferragosto, soffocandola nel suo appartamento a Camponogara, in provincia di Venezia. Poi è tornato a casa e si è tolto la vita. La 39enne Tania Terrin è la vittima del femminicidio avvenuto sabato sera, per mano (secondo gli investigatori) dell’ex compagno Dino Keber, 43 anni. Il corpo della donna è stato trovato il 16 agosto, dopo che la madre aveva provato a lungo a bussare alla sua porta, cercando anche di chiamarla al telefono senza ricevere risposta. Intanto a poca distanza, a Dolo, il suo assassino veniva ritrovato impiccato nella sua abitazione.
Chi era l’assassino
Dino Keber, meccanico e gestore di un'officina a Sambruson di Dolo, era noto alle forze dell'ordine e aveva anche un precedente specifico, un'aggressione nei confronti della ex compagna risalente ad aprile, su cui la Procura aveva aperto un procedimento per maltrattamenti e lesioni dopo la denuncia di lei. Sull'entità di quell'aggressione, alcune fonti parlano di un vero e proprio tentativo di strangolamento: la donna aveva perso i sensi, era andata in ospedale e lo aveva denunciato. Il Questore di Venezia, a giugno, aveva emesso un ammonimento, una misura preventiva usata per varie fattispecie, tra cui condotte sintomatiche di violenza domestica. Dopo quell'episodio di aprile, lei aveva mandato un messaggio ai vicini: "Se viene questa persona non apritegli", con tanto di foto per rendere chiaro di chi parlasse. Aveva raccontato a qualche altra condomina: "Me lo trovo spesso sotto casa”. Poi però non si erano registrati altri episodi di violenza e, recentemente, la vittima aveva affermato che con l'ex si erano visti e avevano parlato tranquillamente.
Le precedenti aggressioni
Quella di aprile era almeno la terza aggressione. Le prime due volte era successo a casa di lui. In una circostanza le aveva fatto male a un timpano, l'aveva graffiata, solo casualmente senza conseguenze. La madre della vittima, Marinella Forner, ha raccontato: "Sette o otto volte siamo state dai carabinieri. Mia figlia l'ha anche querelato. Doveva starle distante ma poi al massimo dopo un mese ritornava a farsi vivo”.
Il passato violento di Keber
Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, Keber avrebbe aggredito anche altre donne in passato. Le precedenti compagne dell’uomo hanno raccontato di relazioni con episodi di violenza: alcune lo avrebbero lasciato dopo aver subito aggressioni, altre lo avrebbero segnalato alle forze dell’ordine.