Ospite di Sky TG24 dal palco del Teatro Lirico Giorgio Gaber c’è la vicepresidente della Fondazione Giulia Cecchettin. "È importante per le donne essere consapevoli, perché le forme di controllo via via si evolvono in violenza”, ha ribadito Tarantola
"Il femminicidio è un fenomeno inaccettabile”. A parlare, sul palco di Live In Milano dal Teatro Lirico Giorgio Gaber, è Anna Maria Tarantola, vicepresidente Fondazione Giulia Cecchettin (SEGUI LA DIRETTA). “Le donne vengono uccise perché non vogliono essere sottomesse a una serie di controlli che impediscono la loro libertà e realizzazione. In Italia a fine 2025 è stata introdotta una specifica fattispecie di reato, ma non abbiamo una rilevazione unitaria quindi è difficile individuare esattamente quanti siano i femminicidi", ha spiegato Tarantola.
Alcuni femminicidi non vengono sottolineati come tali, mentre altri rientrano nella categoria. “Bisogna avere l’umiltà e la volontà di poter rilevare questi fenomeni. Avere molto chiari quali sono le caratteristiche e avviare un’indagine quantitativa. I numeri non sono solo numeri, sono persone”. La violenza è fisica ma anche psicologica ed economica. "È importante per le donne essere consapevoli, perché le forme di controllo via via si evolvono in violenza. Per questo l’indipendenza economica, dice l’Onu, è un elemento fondamentale per evitare ogni forma di violenza”, ha ribadito la vicepresidente Fondazione Giulia Cecchettin.
Cosa deve fare una ragazza per tutelarsi? “Una ragazza da sola qualcosa può fare ma devono intervenire società, politica, comunicazione. Deve - ha sottolineato Tarantola - avere l’orgoglio di sentirsi una persona importante. Come lo è un uomo: non stiamo parlando di uno meglio dell’altro. Sono entrambi esseri umani importanti per la società. Ma le donne devono avere uguali possibilità degli uomini perché insieme, con il nostro diverso pensiero, possiamo essere di aiuto al benessere complessivo della società. Il senso di sé e il coraggio di proporsi”.
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