Scontri No Tav in Val di Susa, Piantedosi: "Forze democratiche prendano le distanze"

Cronaca

Sono oltre 400 gli identificati, quattro antagonisti stranieri sono stati fermati. I feriti tra le forze dell'ordine sono 126, ingenti i danni al cantiere di Chiomonte. Ul ministro Matteo Piantedosi denuncia un'"internazionale della violenza" e ribadisce che "attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato". Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani parla di attacchi "premeditati e organizzati a livello internazionale" e richiama alla necessità di una risposta dura contro comportamenti violenti

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Sono oltre 400 le persone identificate dopo gli scontri di sabato in Val di Susa durante la protesta No Tav, alcune provenienti da Francia, Germania e Belgio. Tra questi, nelle scorse ore gli investigatori della polizia di Stato della Questura di Torinosono hanno fermato quattro antagonisti di nazionalità straniera, probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero. Le posizioni di tutti i fermati sono al vaglio degli inquirenti e al momento non si conoscono le accuse. Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano al momento il reato di devastazione, ma non si esclude che ai singoli possano essere contestati successivamente anche altri reati. Le forze dell'ordine hanno sequestrato materiale esplosivo, bottiglie molotov, maschere antigas, ordigni artigianali, caschi e passamontagna utilizzati dagli incappucciati durante la protesta contro la Tav Torino-Lione. 

La conta dei feriti e dei danni

Sono 126 i feriti tra poliziotti, carabinieri e militari della Guardia di finanza. La società Telt stima un milione di euro di danni al solo cantiere di Chiomonte. "Da valutare i tempi per rimuovere i detriti e ripristinare spazi di lavoro e servizi in galleria". Il movimento No Tav, in un post, parla di una "grande giornata di lotta per la Val di Susa" al Festival dell'Alta felicità con "20mila partecipanti". Intanto, il capo della polizia, Vittorio Pisani, è arrivato questa mattina all'aeroporto di Caselle Torinese e si sta dirigendo in Val di Susa. Pisani è accompagnato dal questore di Torino, Massimo Gambino, e dal prefetto, Donato Cafagna. Faranno insieme un sopralluogo sul posto. 

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"Ormai è chiaro a tutti che esiste un'internazionale della violenza e del disordine che utilizza ogni tema per mettere in pratica teppismo e violenza allo stato puro. È inutile girarci intorno. Ecco perché, al di là di ogni altra analisi, sarebbe quanto mai opportuno che tutte le forze che si dichiarano democratiche prendano le distanze senza tentennamenti o infingimenti". Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al Corriere della Sera, commentando la guerriglia No Tav in Val di Susa, che ha fatto seguito agli scontri di Bologna. Secondo il ministro, l'obiettivo dei violenti sono le forze dell'ordine: "Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato. Lo dimostrano i fatti". A Bologna, ha ricordato, "si è verificata una tragedia molto dolorosa. Il rispetto per il dolore che stanno vivendo i familiari impone anche di evitare strumentalizzazioni inopportune". Perché, aggiunge, "le forze di polizia in Italia dimostrano ogni giorno equilibrio e professionalità, compiendo innumerevoli atti di generosità e non di rado di vero e proprio eroismo. È da irresponsabili alimentare un odio nei loro confronti". Il ministro ha espresso solidarietà al sindaco Matteo Lepore, finito sotto scorta dopo le minacce ricevute. In vista del voto del 2027, Piantedosi sottolinea che le elezioni devono essere "l'occasione per confrontare persone, programmi, idee". Il voto, quindi, a suo parere, "non deve essere lo scontro finale tra due eserciti che si fronteggiano in cagnesco". 

Tajani: "Tra Chiomonte e Bologna probabili collegamenti"

Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, in un'intervista a Libero, parla di "attacchi premeditati, organizzati anche a livello internazionale. Da Chiomonte a Bologna è probabile che ci siano collegamenti. Queste manifestazioni vanno stroncate perché siamo di fronte a delinquenti". "Questo - aggiunge - non è il diritto di manifestare e lo Stato non può che essere durissimo contro chi si comporta in modo violento ed eversivo". Poi sull'attentato di due giorni fa a Berlino il ministro degli Esteri sostiene che "c'è oggettivamente un pericolo legato al terrorismo islamico, perché ci sono lupi solitari che si collegano poi tra loro via social, ma non solo. Teniamo presente che nell'Africa sub-sahariana il terrorismo islamico è molto forte e si collega con l'immigrazione irregolare. Dobbiamo vigilare attentamente su chi arriva. Così come sulle seconde generazioni che si radicalizzano. Le spese per la sicurezza tanto contestate - conclude il leader di FI - servono anche a questo, non solo a comprare armi".

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