Val di Susa, scontri alla marcia No Tav. Assaltato cantiere di Chiomonte. FOTO
Alcune centinaia di persone appartenenti all'area più antagonista e oltranzista del movimento hanno attaccato le forze dell’ordine schierate a protezione dei cantieri del San Didero e di Chiomonte, che a loro volta hanno risposto lanciando alcuni lacrimogeni e usando gli idranti. Due camionette dei carabinieri sono state incendiate e gli antagonisti hanno utilizzato numerose bottiglie incendiarie oltre a pietre, bombe carta e razzi sparati con mortai artigianali
PIETRE, BOMBE CARTA E LACRIMOGENI
- Tensioni e scontri durante la marcia No Tav in Val di Susa: alcune centinaia di persone appartenenti all'area più antagonista e oltranzista del movimento hanno lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell'ordine schierate a protezione dei cantieri di San Didero e Chiomonte. In risposta, c'è stato un lancio di lacrimogeni e uso di idranti per allontanare gli antagonisti.
LA MARCIA
- "La marcia verso i cantieri della devastazione", come è stata denominata dagli organizzatori, è partita nel primo pomeriggio di oggi da Venaus. Secondo gli stessi promotori, i partecipanti sono ventimila. In apertura del corteo, lo striscione "C'eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav".
GLI ANTAGONISTI A CHIOMONTE
- Per quanto riguarda l'assalto a Chiomonte, un gruppo di un centinaio di persone travisate è stato bloccato dalla polizia tra due rivi, mentre un altro più numeroso è stato fermato a Bruzolo, tra San Didero e Bussoleno, per impedire che arrivasse a ridosso del cantiere.
INCENDIATE DUE CAMIONETTE DEI CARABINIERI
- A Chiomonte durante gli assalti due camionette dei carabinieri sono state incendiate. Un folto gruppo di incappucciati vestiti di nero è riuscito a entrare in un'area del cantiere e ha lanciato pietre, bombe carte e fuochi d'artificio contro i reparti di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Tra gli incappucciati, a quanto si apprende, sarebbero stati presenti anche degli stranieri, in particolare francesi. Gli antagonisti erano tutti vestiti di nero e indossavano caschi e maschere antigas.
ASSALTO RESPINTO DOPO UN'ORA
- Dopo oltre un'ora le forze dell'ordine hanno respinto gli assalti No Tav al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte. Gli antagonisti appartenenti al cosiddetto blocco nero si sono ritirati tra i boschi da dove erano arrivati attraverso i sentieri per attaccare il cantiere.
BOTTIGLIE INCENDIARIE
- Durante gli assalti, a quanto si apprende, sono state utilizzate numerose bottiglie incendiarie, come non accadeva da tempo, oltre a pietre, bombe carta, e razzi sparati con mortai artigianali. Sempre a quanto si apprende, mentre gli antagonisti si ritiravano si sono liberati degli abiti scuri.
OMBRELLI ANTI DRONI
- Durante gli assalti, alcuni antagonisti hanno anche aperto degli ombrelli nel tentativo di non farsi individuare dai droni usati dalle forze dell'ordine per filmare quanto stava accadendo.
SEQUESTRI E DASPO URBANI
- Prima della manifestazione erano stati sequestrati dalle forze dell'ordine alla stazione di Bardonecchia fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d'artificio. Alla vigilia del corteo il prefetto di Torino, Donato Cafagna, ha imposto limitazioni e divieti per ragioni di sicurezza e ordine pubblico, mentre il questore Massimo Gambino ha emesso quattrodici provvedimenti tra daspo urbani e fogli di via da Venaus.
Un momento degli scontri al cantiere di Chiomonte.
Un momento degli scontri al cantiere di Chiomonte.
Un momento degli scontri al cantiere di Chiomonte.
Un container del cantiere della Torino-Lione a Chiomonte dato alle fiamme durante l'assalto degli antagonisti.
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