Tornano i No Tav, guerriglia a Chiomonte. Meloni: "Non ci piegheremo"

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"Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato", ha scritto la premier sui social. Tajani: "Guerriglia inaccettabile, sinistra connivente da Bologna ai no Tav". Renzi: "Sono dei criminali che devono pagare". Calenda: "Assistiamo ad un'escalation quotidiana di violenza da parte dell'estrema sinistra antagonista"

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"Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato": con queste parole la premier Giorgia Meloni è intervenuta via social sulle violenze a Chiomonte, dove è stato assaltato il cantiere della Tav e due camionette dei carabinieri sono state date alle fiamme. Circa cinquanta agenti sarebbero rimasti feriti. "Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo", ha continuato la presidente del Consiglio.

Tajani: "Guerriglia inaccettabile, sinistra connivente"

Duro anche l’intervento del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: "È vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell'ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini, ma anche la crescita del Paese attraverso la realizzazione di infrastrutture necessarie all'economia e ai territori. Massima solidarietà a carabinieri, poliziotti, guardia di finanza, polizia locale e a tutti i servitori dello Stato che in queste ore sono tornati a essere bersaglio. E tutto nell'assordante silenzio di una sinistrasempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa". "MANO PESANTE CON QUESTI CRIMINALI!”, è invece il commento stringato, e tutto in maiuscolo, dell’altro vicepremier Matteo Salvini sul suo account X.

Renzi: "Sono criminali che devono pagare"

Anche l’ex premier e leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha scritto sui social: "I No Tav che hanno assalito i cantieri e bruciato due camionette dei carabinieri sono dei criminali che devono pagare. Solidarietà alle forze dell'ordine, ai viaggiatori costretti a disagi vergognosi e ai cittadini della Val di Susa". Mentre per Carlo Calenda, leader di Azione, "assistiamo ad un'escalation quotidiana di violenza da parte dell'estrema sinistra antagonista. La nostra solidarietà va alle forze dell'ordine. Gli autori di questi attacchi vanno identificati e puniti con la massima severità. Nessuna contiguità di amministratori e parlamentari con questi delinquenti che agiscono a viso coperto può essere tollerata, a Bologna come in Val di Susa".

M5s. “Vicini ad agenti feriti”

"Esprimiamo vicinanza agli agenti feriti e condanniamo ogni atto di violenza contro le Forze dell'ordine avvenuto oggi in Val di Susa. Chi compie violenze non manifesta: delinque e fa un favore a chi la Torino-Lione vuole difenderla, perché si sposta l'attenzione dall'inutilità di un'opera dai costi fuori controllo e dallo spreco di denaro pubblico che ne deriva. Un giorno di scontri serve a non parlare dei 14,7 miliardi di euro di costo, dell'aumento del 127% rispetto alle stime iniziali secondo la Corte dei conti europea, del fatto che sul versante italiano non è ancora stato scavato un metro di tunnel di base con la fresa”, hanno detto in una nota congiunta i parlamentari del M5S Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro: "Oggi siamodavanti a un passaggio storico: per la prima volta fermare quest'opera è davvero possibile. E il primo passo concreto è la tratta Avigliana-Orbassano, i cui cantieri l'Europa chiede di avviare entro l'anno ma che resta coperta solo in parte e ancora in valutazione di impatto ambientale: lì si può dire basta e dirottare quelle risorse sul trasporto pubblico che la valle aspetta da anni".

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