Dopo l'archiviazione definitiva dell'inchiesta sulla morte della 36enne, deceduta in Baviera nel 2020 dopo essere caduta da una finestra della casa del fidanzato, la madre Maria Xenia Sonato ha deciso di pubblicare l'immagine del corpo senza vita della donna. "La foto di Lucia parla chiaro per chi sa guardare. La posizione di Lucia sul marciapiede smentisce categoricamente la dinamica della caduta descritta dell'indagato", ha scritto la donna parlando della versione del compagno della figlia
Una fotografia scattata subito dopo la morte di Lucia Raso, 36enne veronese di deceduta nel 2020 dopo essere precipitata da una finestra al primo piano dell'abitazione del compagno a Landshut, in Baviera, è stata resa pubblica dalla madre, Maria Xenia Sonato, dopo l'archiviazione definitiva dell'inchiesta sulla vicenda. Nell'immagine si vede la 36enne senza vita sul marciapiede. Sonato ha spiegata di aver deciso di diffondere quello scatto tragico non per suscitare clamore, ma per riportare l'attenzione su un caso che, ha sottolineato in un'intervista al Corriere della Sera, presenta ancora interrogativi irrisolti, ha spiegato: "Non ho più nulla da perdere. Quella foto è un grido per chiedere giustizia", ha affermato.
L'inchiesta sulla morte di Lucia Raso
Secondo la madre di Lucia Raso, l'immagine che ha diffuso potrebbe offrire una diversa interpretazione di quanto accaduto nella notte del 24 novembre 2020. Quando Lucia Raso è precipitata, nell'appartamento oltre al fidanzato, finito sotto indagine, erano presenti anche altre due persone amiche del compagno. Dalle indagini è emerso che nel corso della serata era stato consumato molto alcol e che tra i due fidanzati ci sarebbe stata una lite riconducibile a motivi di gelosia. La procura di Verona, competente sul fascicolo, ha sostenuto la tesi del findanzato, ossia che si sia trattato di una caduta accidentale. Gli inquirenti hanno presentato per tre volte la richiesta di archiviazione. In due occasioni il giudice per le indagini preliminari aveva disposto ulteriori approfondimenti investigativi. Nei giorni scorsi, però, è arrivato il via libera definitivo all'archiviazione, con la conseguente chiusura del procedimento.
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I dubbi della madre e le consulenze della famiglia
Sonato ha sempre contestato la ricostruzione dei fatti resa dal fidanzato della figlia agli inquirenti. Dopo aver pubblicato la fotografia sul gruppo social "Verità per Lucia Raso", ha però precisato di non voler puntare il dito contro nessuno, ma di chiedere soltanto che venga chiarito cosa sia realmente accaduto in quella casa, quella notte. Per approfondire gli aspetti tecnici della vicenda, la famiglia Raso si è affidata ai consulenti forensi Giuseppe Monfreda e Giuseppe Scarselli, incaricati dalla difesa. Secondo la madre della vittima, la posizione in cui il corpo di Lucia Raso è stato ritrovato non sarebbe compatibile con la versione fornita dal compagno agli investigatori, secondo cui Lucia si trovava sul davanzale quando sarebbe caduta in maniera accidentale o si sarebbe lanciata.
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"Lucia fu spinta"
"Questa posizione del corpo racconta un'altra verità, smentisce la versione dell'indagato: una prova che solo un processo poteva valutare, non un'archiviazione", si legge nel post che accompagna la foto del cadavere della 36enne. "Dopo quasi 6 anni di prove portate, è inaccettabile che si sia fatto passare tutto questo tempo. Arrivando ad interrogare i testimoni dopo 5 anni invece di fare luce subito su quella casa (hanno aspettato che la abbattessero) e sui ragazzi presenti. Perché così tanto ritardo?", continua il messaggio. Al Corriere, la donna ha specificato: "Lucia fu spinta. Tra l’altro aveva tre lesioni non compatibili con la caduta, lividi su avambraccio e zigomo sinistri e una frattura a un incisivo". Poi ha aggiunto: "Con il mio legale, produrremo nuovi elementi. Alcune intercettazioni non le abbiamo mai lette. Credo siano importanti. Le chiederemo".