Furto Fentanyl a Roma, possibile non ci siano immagini video. Sospetti su complice interno

Cronaca
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Si continua a indagare sulla sparizione dall’ospedale Israelitico di 80 fiale del potente farmaco antidolorifico che è anche una delle droghe sintetiche più diffuse e pericolose al mondo. Tanti i punti oscuri: dal rischio di registri non aggiornati alla denuncia tardiva, dalle chiavi incustodite alla possibilità che i video delle telecamere interne non siano più disponibili. Non si esclude un aiuto da parte di qualcuno “interno” alla struttura

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Continuano le indagini sul furto di fentanyl all’’ospedale Israelitico di Roma. Una delle speranze degli investigatori è quella di trovare tracce dei responsabili nelle immagini delle telecamere interne. Con il passare dei giorni però cresce il rischio che i video vengano sovra-scritte, cancellando quindi la possibilità di trovare qualche indizio. L’ultimo controllo delle fiale prima della scoperta (avvenuta tra il 22 e il 24 giugno) risaliva all’11 giugno, quindi è in quelle due settimane che è avvenuto il furto. Si tratta di un lasso di tempo molto lontano nel tempo, per cui cala drasticamente l’eventualità che le immagini video non siano state cancellate nel mentre, scrive Il Messaggero. I filmati sono stati acquisiti dai carabinieri e si attende l’esito delle analisi.

Il possibile complice interno

Un punto cruciale dell’indagine riguarda la chiave che apre sia la porta blindata del deposito sia quella della cassaforte, custodita in portineria, cioè alla portata di chiunque. Non si esclude quindi che chi ha compiuto il colpo possa aver avuto un aiuto da una persona “interna” alla struttura. Inoltre si dovrà chiarire se il furto riguardi solo questo farmaco oppure se in passato ci siano stati altri ammanchi di minore entità, passati sotto traccia.

Cosa è successo

Lo scorso 3 luglio è emerso che all'ospedale Israelitico di Roma si è verificato un maxi-furto di fentanyl: sparite 80 fiale del potente farmaco antidolorifico che è anche una delle droghe sintetiche più diffuse e pericolose. La Procura di Roma ha avviato un'indagine per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, affidata ai carabinieri del Nas. Anche il ministero della Salute ha attivato i suoi ispettori (che saranno mercoledì nella struttura) e ha potenziato ulteriormente i controlli. Si è stimato che questa quantità di fentanyl è “idonea a confezionare fino a circa 20.000 dosi destinate al consumo illecito".

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Le indagini

A lanciare l'allarme per il furto sono stati i dipendenti dell'ospedale. Le fiale del farmaco erano custodite nella cassaforte nella quale non sono stati rilevati segni di scasso, custodita in un locale dove non c'erano le videocamere previste per legge, e la cui chiave viene utilizzata da più dipendenti. Tra le ipotesi, quella di un furto su commissione al fine di rivendere le fiale sul mercato nero. L'ospedale ha assicurato di considerarsi "parte lesa nella vicenda e conferma la propria piena disponibilità a fornire ogni elemento utile affinché vengano individuati i responsabili" precisando che "non appena accertata l'assenza del materiale farmaceutico, ha provveduto a presentare denuncia querela contro ignoti alle competenti autorità, avviando contestualmente gli accertamenti interni".    

Le ispezioni e il rischio dei registri non aggiornati

Dai primi sviluppi è trapelata l’ipotesi di registri non aggiornati, la denuncia arrivata due giorni dopo il primo furto e una serie di persone, oltre una ventina, che potenzialmente avrebbero avuto la disponibilità della chiave per aprire l'armadietto blindato con lo stupefacente. Gli investigatori hanno condotto un'ispezione nella struttura effettuando verifiche sui registri dell'acquisizione di medicinale e sulla gestione della chiave dell'armadietto degli stupefacenti che conteneva le fiale. Il sospetto è che i documenti non siano aggiornati: un dato che, se confermato, profilerebbe una irregolarità nell'attuazione del programma di sorveglianza e falle sulla corretta detenzione e gestione dei farmaci stupefacenti. Non essendoci telecamere nell'area della cassaforte, i carabinieri si concentrano sulle immagini delle altre telecamere.

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I due episodi separati    

Resta poi un altro elemento ancora poco chiaro. Il maxifurto è avvenuto in due diversi episodi, il primo lo scorso 22 giugno con un certo numero di fiale già sottratte. Ma la denuncia è stata fatta solo il 24, due giorni dopo, quando ci si sarebbe accorti del secondo ammanco. Tra infermieri e medici, sono poco oltre una decina quelli transitati in due giorni all'interno della farmacia dove si trova l'armadio blindato degli stupefacenti. Oltre a loro c'è un addetto alla guardiania notturna, che custodisce la chiave negli orari di chiusura. Si tratta di persone che in qualche modo avrebbero avuto la possibilità di aprire il frigorifero blindato e che sono state già ascoltate dai carabinieri del nucleo operativo di Roma Eur. Tecnicamente nessuno di loro è indagato, ma serviranno ulteriori approfondimenti per escludere qualsiasi profilo di colpevolezza mentre toccherà fare luce su eventuali talpe o persone che possono aver avuto accesso all'interno della farmacia per effettuare pulizie o altri lavori: qualcuno che potrebbe aver fatto un calco o una copia della chiave. Secondo fonti investigative, è molto possibile che si tratti di persone che sapevano dove mettere le mani e hanno dimestichezza con i farmaci.

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