Maldive, chiesa gremita per i funerali di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia

Cronaca
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La chiesa di San Francesco a Pegli è colma per le esequie di madre e figlia morte durante un'immersione in una grotta alle Maldive. Il vescovo Marco Tasca e il parroco don Pierino Cattaneo guidano una comunità profondamente colpita, mentre familiari, amici, studenti, colleghi e rappresentanti dell'Università di Genova si stringono attorno alla famiglia

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Tantissimi fiori, lo stendardo dell'Università di Genova, gli studenti della professoressa Monica Montefalcone, gli amici di sua figlia Giorgia Sommacal, i professori, Giorgio Bavestrello e Stefano Vanin del Distav-UniGe. Tra i presenti anche Carlo Nike Bianchi, docente di Monica e punto di riferimento scientifico della professoressa. La chiesa di San Francesco di Genova Pegli è gremita per i funerali della professoressa morta assieme a sua figlia e ad altri sub durante un'immersione nelle grotte subacquee delle Maldive. I due feretri, in legno chiaro riposano uno accanto all'altro, separati da una fotografia che ritrae madre e figlia insieme davanti a un mare color zaffiro. Le esequie, presiedute dal vescovo di Genova mons. Marco Tasca, sono iniziate alle 11 di questa mattina.

Le parole del parroco e il dolore della comunità

"Confesso la mia inadeguatezza davanti al mistero della morte". Con queste parole ha esordito il parroco di San Francesco di Pegli, don Pierino Cattaneo, durante le esequie di Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal, alla presenza di Carlo Sommacal e del figlio Matteo, delle autorità civili, di studenti e colleghi. "Su questa triste tragedia si è subito accesa una grande commozione - ha detto il prete - e immediata è stata la mobilitazione di cuori stretti attorno al marito Carlo, al figlio Matteo, ai genitori di Monica Dino e Rita. È un dolore che non può essere detto perché le parole non sono in grado di contenerlo ed esprimerlo".

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Il ricordo di Monica

Don Piero ha ricordato il tatuaggio che Monica portava sul braccio, tratto dal Salmo: "Se dovessi camminare in valle oscura non temerei alcun male perché tu sei con me". "In questa frase c'è fede incondizionata. Quel signore in cui credeva e si fidava è venuto a prenderla in quel mare in cui lei lo cercava e insieme a Giorgia le ha prese per mano e portate lassù. Nell'anima di tutti ha fatto irruzione una lancinante domanda: perché? perché Dio che è amore ha permesso questo e non lo ha impedito? Anche io alla notizia ho chiesto al Signore, da uomo, ma perché? Non ho alcuna risposta se non la Parola: chi crede in me anche se muore non morirà in eterno. Ma quanta fede ci vuole... Oggi Monica e Giorgia appartengono all'amore di Dio perché - ha concluso - chi crede in me anche se muore vivrà".

Le parole del vescovo Tasca 

"La morte non ha l'ultima parola. Pensate al sorriso di Monica e Giorgia la morte non toglie quel sorriso. Il signore è vicino a noi, aumenta la nostra fede e il nostro coraggio di credere che la morte non ha l'ultima parola". Lo ha detto il vescovo di Genova mons. Tasca durante l'omelia al funerale. 

Funerali di Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, morte durante una immersione subacquea in grotta alle Maldive lo scorso 14 maggio. Chiesa di san Francesco di Pegli, 29 maggio 2026. ANSA/Laura Nicastro

Le amiche di Giorgia: "Resti un esempio"

Due amiche di Giorgia Sommacal hanno voluta ricordarla dall'altare, davanti alla chiesa gremita. "Seduta su uno scoglio davanti al mare ti vengo a trovare tutti i giorni - ha detto commossa una delle ragazze -. Ho sempre amato il mare e ti somiglia tanto è bello e luminoso ma sa essere anche forte e testardo e tu sei proprio così. Il mare continuerà a ricordarmi per sempre di te. Grazie Giò, perché mi hai insegnato a fare sempre ciò che si ama e condividerlo con chi si vuole bene. Insieme alla tua mamma dai forza a tuo papà e guida Matteo e proteggi i tuoi amati nonni e sorreggi Federico. Grazie per essere entrata nella mia vita". "Te ne sei andata troppo presto con tante cose da realizzare - ha detto una seconda ragazza -. Tu eri speciale. Ci siamo conosciute per caso sui campi di calcio. Non dimenticherò mai i momenti passati con te. Di calcio ne capivi. Ricordo l'entusiasmo ogni volta che stavi con Federico. Ricordo come fosse ieri la nostra ultima uscita: parlavi con orgoglio del lavoro di tua mamma. Ti guardavo con ammirazione. Proteggi tutti, il tuo ricordo rimarrà impresso in chi ti ha conosciuto. Ti guarderò per sempre come un esempio".

I funerali di Federico Gualtieri, uno dei cinque sub italiani morti alle Maldive, a Omegna (Verbania), 28 maggio 2026.  ANSA/MARCO GRITTI

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Il fidanzato di Giorgia: "Non dovevamo salutarci così"

"Chi lo avrebbe mai detto. Eccomi qui davanti a te trovando forza di salutarti senza averne la forza". Lo ha detto Federico Colombo, fidanzato di Giorgia Sommacal, dal pulpito della chiesa. "Non dovevamo salutarci così - ha detto Federico con la voce spezzata -. Ricordo l'ultima volta che ci siamo salutati. Una frase semplice, che la trasforma in ultimo saluto. E io sono qui ancora ad aspettarti. Ti sento nelle piccole cose che nessuno nota. Tu eri casa, una sensazione rara. Non avevo più paura del futuro con te. Ti vedevo arrivare con vestito bianco bellissima ti vedevo sorridere davanti a Dio. Ti vedevo camminare scalza a casa. Ti vedevo cercare la mia mano senza dire nulla. Per me, noi ci capivamo anche nel silenzio". Fedrico ha ricordato "le giornate organizzate in base alle partite dell'Inter perché era l'unica cosa che poteva batterti. Ti prometto che la prossima volta che ci vedremo cambierò squadra per stare di più insieme". "Sono accanto a Matteo... quanto darei per sentire la tua voce che lo rimproverava - ha detto -. Monica mi hai accolto sopportato e amato sempre. Mi chiedeva se avevo mangiato, un' attenzione semplice che va dritta al cuore. Papà Carlo - si è rivolto così a Carlo Sommacal -, mi hai guardato e detto di prendermi cura di Giorgia e spero di averlo fatto in modo da renderti orgoglioso. Mi porterò dentro l'amore immenso che hai provato per Giorgia. Ti prometto che ci saro sempre perché da oggi la tua famiglia sarà la mia. Giorgia amava la vita e le persone e sono sicuro che vi guarderà da lassù con quel sorriso che ci accoglieva tutti - ha concluso -. Sono rimasto dentro quel momento senza uscita. Ti dirò arrivederci e penserò che sei partita per quella lunga vacanza con la mamma. Per sempre ti amo piccola". 

L'uscita dei feretri e il saluto della comunità

Al termine del funerale, i due feretri - coperti da fiori bianchi - hanno lasciato la chiesa tra la commozione dei presenti. "È davvero bello vedere come anche gli amici stanno supportando questa famiglia, questo frangente così difficile della vita, di cui, come diceva anche all'inizio Don Pietro, è difficile trovare una motivazione - ha detto mons. Tasca -. Ho visto come gli amici di Matteo gli stavano vicini, è una cosa bellissima. Come davvero si sentivano uno con lui, è davvero una cosa bella questo sentire le persone che ti vogliono bene e che ti stanno vicini". Parlando poi di Monica Montefalcone come scienziata, Tasca ha sottolineato che "certamente è un'esperienza che viene meno. E come tutte le esperienze di ricerca e di studio, è importante riconoscere tutto il bene che ha fatto, tutte le ricerche, tutto quello che ha dato anche alla scienza - ha concluso -. Quindi è importante riconoscere questo e davvero spronare anche per chi altri prendano un po' in mano il testimone e lo portino avanti".

Funerali di Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, morte durante una immersione subacquea in grotta alle Maldive lo scorso 14 maggio. Chiesa di san Francesco di Pegli, 30 maggio 2026. ANSA/Laura Nicastro

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