Scatta l'obbligo di dichiarazione per chi arrivi "direttamente o indirettamente" dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda o che "sia stato nelle medesime aree fino a 21 giorni prima dell'ingresso in territorio nazionale": lo prevede l'ordinanza pubblicata nella Gazzetta Ufficiale firmata dal ministro della Salute
Contro la nuova variante del virus Ebola, in Italia scatta l'obbligo di dichiarazione e comunicazione per chi arrivi "direttamente o indirettamente" dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda o che "sia stato nelle medesime aree fino a 21 giorni prima dell'ingresso in territorio nazionale": è quanto prevede l'ordinanza pubblicata nella Gazzetta Ufficiale firmata dal ministro della Salute, Orazio Schillaci. Il ministero ha intanto pubblicato la circolare applicativa delle norme contenute nell'ordinanza. In Italia, tuttavia, precisa il ministero nella circolare che accompagna l'ordinanza, il rischio di infezione provocata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola è "basso" e l'ordinanza sulle misure per chi arriva nel nostro Paese da Repubblica Democratica del Congo e Uganda è stata emanata sulla base del "principio di massima precauzione".
L'ordinanza
Le persone in arrivo in Italia "con qualunque mezzo di trasporto" dai due Paesi, nei quali sono attivi focolai causati dal ceppo Bundibugyo (Bvd del virus Ebola) sono tenute a fare "un'apposita dichiarazione firmata" non oltre 24 ore dall'ingresso, utilizzando il modulo allegato all'ordinanza, da trasmettere per e-mail o da consegnare direttamente al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria locale di residenza o domicilio. Entro 24 ore Regioni e Province autonome provvederanno a inviare le dichiarazioni via e-mail alla direzione per la Prevenzione del ministero della Salute, "dandone altresì massima diffusione pubblica sui rispettivi canali e mezzi di comunicazione istituzionale". L'ordinanza stabilisce inoltre che aerei e navi in arrivo in Italia dai due Paesi, sia direttamente che da scali intermedi, dovranno avvisare i passeggeri dell'obbligo di comunicazione e invitarli a compilare e firmare il modulo. I moduli dovranno poi essere consegnati al personale dell'aereo o della nave, che li trasmetterà ai gestori dell'aeroporto e alle autorità portuali, che a loro volta gli invieranno alle autorità sanitarie competenti, ossia Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) del Ministero della salute e Aziende sanitarie locali.