Introduzione
Firenze è la provincia italiana dove i bambini vivono meglio. Bolzano conquista invece il primato nella qualità della vita dei giovani, mentre Trieste guida la classifica dedicata agli anziani. Sono questi i dati che emergono dalla nuova edizione della "Qualità della vita per fasce d'età" del quotidiano Sole 24 Ore, presentata domenica 24 maggio al Festival dell'Economia di Trento.
Quello che devi sapere
L'indagine e gli indicatori base
L'indagine, giunta alla sesta edizione, rappresenta una delle tappe di avvicinamento alla storica classifica della "Qualità della vita delle province italiane", che Il Sole 24 Ore pubblicherà a fine anno. La nuova edizione amplia il numero degli indicatori territoriali, che passano da 15 a 20 per ciascuna fascia generazionale, per un totale di 60 statistiche provinciali certificate. Tra le principali novità entrano i servizi di prossimità raggiungibili a piedi in 15 minuti - farmacie, negozi, servizi ricreativi e assistenziali - e la presenza di reti familiari o sociali su cui poter contare nei momenti di bisogno.
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La graduatoria dedicata ai bambini
Dai dati emergono forti differenze territoriali e nuovi segnali sociali. Per quanto riguarda la graduatoria dedicata ai bambini, Bolzano guida il Paese per fecondità con 1,55 figli per donna, mentre Cagliari conquista il primato per presenza di pediatri ma registra contemporaneamente uno dei dati più critici sulla natalità, con appena 0,75 figli per donna. Milano si distingue per servizi di prossimità, scuole con palestra e infermieri pediatrici, ma scivola nelle ultime posizioni per spazio abitativo medio disponibile alle famiglie (56,6 metri quadrati).
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La qualità della vita dei bambini
Osservando invece la classifica delle città per qualità della vita dei bambini (di età compresa tra 0 e 14 anni), Firenze come detto è in testa. Milano e Aosta completanto il podio, rispettivamente in seconda e terza posizione. La maglia nera spetta invece a Trapani, con Catania e Crotone rispettivamente in penultima e terzultima posizione.
La graduatoria per giovani e anziani
Tra i giovani pesa soprattutto il divario occupazionale: a Taranto la disoccupazione under 35 raggiunge il 44%, oltre dieci punti sopra Agrigento, mentre Bologna si conferma capitale universitaria con un giovane su due laureato. Sul fronte degli anziani, Trento primeggia nell'assistenza domiciliare e nella partecipazione civile, mentre Milano registra gli assegni pensionistici medi più elevati d'Italia, pari a 26.300 euro annui. Bari, Napoli e Palermo si distinguono invece per la presenza di servizi di prossimità dedicati agli over 65.
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La qualità della vita dei giovani
La classifica sulla qualità della vita dei giovani, di età compresa tra 14 e 35 anni, mostra invece Bolzano in testa. A seguire si trova in seconda posizione Trento, mentre Gorizia occupa il gradino più basso del podio. Taranto è invece ultima, con Sud Sardegna e Barletta Andria Trani rispettiavamente in penultima e terzultima posizione.
Calano matrimoni e fecondità
L'indagine fotografa inoltre un Paese attraversato da profondi cambiamenti demografici e culturali: la fecondità nazionale scende a 1,14 figli per donna, l'età media delle neo-madri sale a 32,7 anni e i matrimoni calano a 2,8 ogni mille abitanti. Crescono anche le persone che vivono sole (+7,9%) e aumenta il consumo di antidepressivi (+3,3%), mentre peggiorano le competenze scolastiche rilevate dai test Invalsi: risultano inadeguate per il 44% degli studenti quelle numeriche e per il 39,9% quelle alfabetiche, ancora sotto i livelli pre-pandemia.
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La qualità della vita degli anziani
E ancora, è presente la graduatoria della qualità della vita degli anziani. Qui è Trieste a primeggiare, seguita sul podio da Trento e Milano. Invece la maglia nera è per Vibo Valentia, preceduta da Frosinone e Cosenza in penultima e terzultima posizione.
I giovani e il sondaggio Eumetra
Accanto alle classifiche territoriali, Il Sole 24 Ore ha presentato anche un sondaggio qualitativo realizzato da Eumetra, in collaborazione con la Fondazione Fair, su mille giovani tra 18 e 35 anni. L'indagine restituisce il ritratto di una generazione meno focalizzata esclusivamente sul lavoro e più attenta all’equilibrio personale: salute mentale, relazioni affettive e tempo libero vengono oggi considerati prioritari più dell’occupazione e del reddito.
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La qualità della vita
Quattro giovani su cinque si dichiarano soddisfatti della propria qualità della vita, ma emerge un forte divario tra ciò che viene ritenuto importante e il livello di soddisfazione reale, soprattutto sul fronte economico, lavorativo e della salute mentale. Il rapporto con l'intelligenza artificiale appare ambivalente: prevale la percezione dei benefici in termini di produttività e risparmio di tempo, ma restano forti i timori legati alla dipendenza tecnologica e alla perdita di posti di lavoro.
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Vita lunga (e di qualità)
"Oggi vogliamo vivere a lungo, ma con qualità della vita. Dobbiamo quindi ragionare meglio su come formiamo i giovani, su come utilizziamo le nuove tecnologie, su come valorizziamo salari adeguati, ma anche su tutto ciò che permette alle persone di sentirsi al proprio posto", ha spiegato il prof. Alessandro Rosina, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
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Il fenomeno del "degiovanimento"
Rosina ha inoltre evidenziato un fenomeno emergente: "Sappiamo anche che i giovani diminuiscono e parleremo infatti del cosiddetto 'degiovanimento' demografico del Paese, cioè della progressiva scomparsa dei giovani. Però questo calo non è uniforme: ci sono territori che riescono ad attrarre giovani e altri che invece li perdono. Al contrario, gli anziani aumentano, in un Paese in cui cresce l’età media e l’invecchiamento della popolazione è sempre più evidente. Ed è un tema che richiede interventi urgenti, proprio per evitare squilibri demografici sempre più marcati".
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Indicatori selezionati e certificati
La classifica si basa su "indicatori sempre selezionati da fonti certificate", ha spiegato Michela Finizio, giornalista del Sole 24 Ore che ha presentato la classifica a Trento. "Prima di tutto Istat, ma collaborano con noi anche altre realtà, come Infocamere, oltre a soggetti scientifici e istituzionali che ci forniscono pacchetti di indicatori di dati ormai molto consolidati. Parliamo, ad esempio, di indicatori legati ai farmaci, ai servizi, alle condizioni sociali ed economiche".
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