Lo speciale di Sky TG24 sul delitto di Garlasco
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Delitto di Garlasco, legale: "Famiglia Poggi pronta a restituire il risarcimento"

Cronaca
©Ansa

Una decina di righe scritte a penna di un autore sconosciuto sono state ritrovate all'interno di un fascicolo legato alle indagini del 2016, finite con l'archiviazione per Sempio. Intanto procedono le nuove indagini a suo carico. Dalle bugie sulle tre telefonate a casa Poggi, fino al Dna, sono molti gli elementi che, per i pm di Pavia, questa volta proverebbero che sia proprio Sempio il responsabile dell'omicidio di Chiara Poggi

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Con 21 "elementi", elencati uno ad uno, dalle bugie sulle tre telefonate a casa Poggi fino al Dna, la Procura di Pavia vuole dimostrare a processo la colpevolezza di Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi. Allo stesso tempo, però, dagli atti si evince che prima di tutto la riapertura dell'inchiesta sul delitto di Garlasco è scaturita dalla necessità di "tutelare" Alberto Stasi, per i pm "innocente", e di sollecitare poi, come è stato fatto, un'istanza di revisione per cancellare la sua condanna. L'esito della nuova inchiesta, infatti, scrivono l'aggiunto Stefano Civardi e le pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, con "l'emersione della responsabilità" di Sempio, "si intreccia indissolubilmente con lo sgretolamento della responsabilità" del contabile ex bocconiano e assume una "capacità demolitoria dei fondamenti del giudicato di condanna" per l'ex fidanzato della vittima che sta finendo di scontare 16 anni di carcere. Intanto, sono emersi appunti ignoti nella richiesta di archiviazione per Sempio delle indagini a suo carico del 2016-2017.

Sempio e il bigliettino sulla ex fidanzata

Intanto, emergono nuovi particolari. Il Corriere della Sera scrive che una ragazza, di una decina di anni più giovane di Sempio, ha avuto con lui una storia di tre anni. Sarebbe stata lei stessa a raccontarlo ai carabinieri di Milano quando, lo scorso luglio, è stata sentita a "sommarie informazioni". Dice di averlo conosciuto nel "2014 o 2015". L’ultima volta che si sono visti, racconta, è stato nel 2022. Gli inquirenti si concentrano su uno strano appunto trovato a casa del 38enne, datato 27 novembre 2022: "Andato a trovare la Mao (soprannome con cui si chiamavano da fidanzati, ndr). Non fu bellissimo. Si capiva che aveva paura le facessi qualcosa". Lei però spiega che probabilmente è legato al fatto che durante quell’incontro era fidanzata con un nuovo ragazzo e quindi "ero preoccupata perché non volevo che ci vedessero in giro". 

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Gli elementi a carico di Sempio

Tornando al fronte dell’indagine su Sempio, per i pm, in prima battuta, il ragazzo "ha mentito" quando ha detto di aver telefonato a casa Poggi il 7 e l'8 agosto 2007 perché non sapeva che l'amico Marco fosse partito per la vacanza, quando in realtà tentò un approccio con Chiara. Quando il 4 ottobre 2008, poi, venne ascoltato si era sentito "male". E ancora 12 anni fa, nel corso dell'appello bis a Stasi, con le sue ricerche ha dimostrato "particolare interesse e preoccupazione per la questione" del dna sulle unghie. Due anni dopo, quando è finito indagato nell'inchiesta poi archiviata, "si è attivato immediatamente", con il padre, per "reperire soldi per pagare gli investigatori". Altro dato, per i pm, è il fatto che il 26 febbraio 2025, all'inizio della nuova indagine, avrebbe gettato nella spazzatura appunti che "si ricollegano all'omicidio". Su questo, però, il giornalista Gianluigi Nuzzi ha confermato la versione dell'indagato: si trattava di una "scaletta" per uno spettacolo. Poi, quel dna "compatibile" con Sempio e "incompatibile" con Stasi e il fatto che Chiara durante la "crudele" aggressione si sia "difesa": da qui il profilo genetico sulle unghie. In più, la traccia palmare 33 sulla parete e la compatibilità, date le "misure antropometriche", con "l'impronta di scarpa insanguinata" sul "gradino zero". Quell'impronta del palmo della mano destra, poi, fu "impressa da una mano bagnata" e non "semplicemente di acqua", data la reazione alla "ninidrina", ed era "visibile prima che il Ris spruzzasse" la sostanza. Non era una traccia solo "sudata, in quanto il sudore non lascia nel tempo impronte visibili". Nelle chiamata alla 26enne, Sempio avrebbe anche menzionato "il video intimo nella sua disponibilità". E aveva un "movente" - il "rifiuto" di lei - dopo aver visto quei filmati che custodiva "dentro la penna". Sempre per i pm, l'alibi dello scontrino non regge. Nel pomeriggio il giovane tornà anche "sulla scena del crimine per ben due volte". Ultimo elemento, a detta dei pm, il suo profilo di uomo "ossessionato dal sesso violento". 

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"Appunti ignoti nella richiesta di archiviazione su Sempio"

Inoltre, sono emerse anche una decina di righe scritte a penna in un foglio: è l'appunto trovato a ottobre, nelle indagini della Procura di Pavia, all'interno di un fascicolo del Nucleo informativo dei carabinieri di Pavia, che non aveva la delega per le prime indagini del 2016-2017 a carico del commesso. Appunti con correzioni a una bozza, anch'essa trovata là, della richiesta di archiviazione per il 38enne, poi "recepiti" nell'istanza definitiva degli allora pm. Per rintracciare l'autore delle annotazioni gli inquirenti hanno trasmesso gli atti alla Procura di Brescia che indaga nel filone sulla corruzione.

Cosa si legge negli appunti

Nell'appunto si legge che "il presente procedimento", ossia quello di dieci anni fa, "trae origine da un esposto a firma" della madre di Stasi, arrivato il 20 dicembre 2016 "alla Procura generale presso la Corte d'Appello di Milano e da questa trasmesso per competenza territoriale a questa Procura", ossia Pavia. "In tale esposto, alla luce di talune investigazioni difensive affidate ad una società privata, venivano segnalati indizi di colpevolezza per l'omicidio di Chiara Poggi a carico di soggetto diverso" da Stasi "nella specie in Andrea Sempio". Da ciò che si capisce da alcuni atti depositati con la chiusura indagini, i pm pavesi a ottobre hanno dato delega ai carabinieri di cercare negli uffici del Nucleo informativo pavese se ci fossero documenti su Sempio, dopo aver scoperto che il 24 dicembre 2016, quando la prima inchiesta sull'amico del fratello di Chiara era stata aperta da un giorno, Maurizio Pappalardo, all'epoca comandante del Nucleo e di recente condannato per corruzione e stalking nel caso "Clean 2", avrebbe fotografato alcuni atti col telefono "dalla scrivania dell'allora procuratore aggiunto" Mario Venditti. E lo avrebbe fatto "dopo aver ricevuto insistenti messaggi che lo richiedevano in Procura da parte di Antonio Scoppetta", maresciallo dei carabinieri a Pavia. Quelle foto, però, non sono state trovate al Nucleo informativo, dove invece gli investigatori hanno scoperto l'esistenza di "un fascicolo P (permanente)" su Sempio, aperto il 25 marzo 2017, qualche giorno dopo che l'inchiesta era già stata archiviata dal gip.    

Il fascicolo su Sempio

Dentro quel fascicolo hanno trovato, oltre al decreto di archiviazione del gip, una richiesta di archiviazione in bozza, con appunti manoscritti, alcuni riportati nel testo, oltre a quel foglio "spillato" che precedeva la prima pagina. Nel foglio c'è un errore perché Stasi viene chiamato Andrea e non Alberto, ma le "correzioni" annotate, prive "di data e firma", sarebbero poi state recepite nell'istanza definitiva dei pm. Il Nucleo informativo, si legge, non aveva "titolo per disporre del provvedimento in bozza". La Procura ora segnala che "sull'autore della scritta a mano" sono in corso accertamenti a Brescia, nel filone Garlasco sulla corruzione in atti giudiziari, dopo la trasmissione delle carte su questo 'giallo degli appunti' il 22 ottobre scorso. 

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Legale: "Famiglia Poggi pronta a restituire il risarcimento"

"È svilente, immaginare che" l'aspetto economico legato al risarcimento "costituisca anche solo un remoto pensiero per la famiglia Poggi. Per loro era prioritario l'accertamento della verità, oggi qualcuno la vuole mettere in discussione e nelle sedi opportune, quindi in aula, affronteremo questo tema", ha detto il legale dei genitori di Chiara Poggi, Gianluigi Tizzoni, secondo cui sono disposti "a restituire la somma" ricevuta come ristoro per la perdita della loro figlia, qualora intervenga una sentenza che possa cambiare il quadro e le responsabilità. 

Legale Poggi: "Crea sconcerto un condannato e un indagato alternativo per stesso caso"

"Si tratta di una novità assoluta e che crea giustamente sconcerto" tra i cittadini quella in cui "c'è un condannato in carcere e un indagato per gli stessi fatti a piede libero per una ricostruzione alternativa", ha affermato l'avvocato Tizzoni. "A mio avviso sarebbe stato più cautelare per tutti procedere prima all'analisi della revisione del condannato - ha aggiunto l'avvocato -. Una volta ottenuta, la procura avrebbe potuto e dovuto procedere con le nuove indagini. O viceversa quando c'è un delitto commesso da un'unica persona che è stato accertato ed è stato ulteriormente confermato anche con il rigetto di due istanze di revisione, con il procedimento alla Cedu vuol dire che quello è il colpevole". 

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