Delitto di Garlasco, i pm di Pavia: “Da Sempio cieco e furioso annientamento di Chiara”

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Secondo gli inquirenti, dopo il rifiuto della ragazza dell'approccio sessuale da parte dell’indagato, ci fu da parte dell'uomo "un'aggressione che diventa cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e la testa, come se l'intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta”

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Emergono nuovi dettagli sulle accuse che la procura di Pavia muove ad Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto del 2007: secondo gli inquirenti di Pavia, dopo il rifiuto di Chiara dell'approccio sessuale da parte di Sempio, ci fu da parte dell'uomo "un'aggressione che diventa cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e la testa, come se l'intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta". I pm di Pavia l'hanno contestato all'indagato per l'omicidio a Garlasco nell'interrogatorio del 6 maggio nel quale Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Le accuse contro Sempio

I pm hanno anche spiegato a Sempio che i "nuovi elementi emersi" "destituiscono di qualsiasi fondamento il 'movente pornografico' in capo a Stasi" e, per contro, "forniscono solidi elementi sul tentativo dell'approccio sessuale di Sempio", perché l'indagine ha fatto venire alla luce circostanze ed elementi fattuali del tutto nuovi rispetto alle indagini dell'epoca e rispetto ai procedimenti successivi, finiti in archivio. In sostanza, Sempio è accusato di aver detto menzogne per 20 anni. Avrebbe mentito sullo scontrino di un parcheggio che gli assicurava l'alibi (per l'accusa gliel'avrebbe dato la madre, ndr), sulle telefonate notturne a casa Poggi e anche su quelle fatte al fratello della vittima, Marco, il giorno del delitto mentre era in vacanza in Trentino.

Il video intimo di Chiara e Alberto

Poi c'è il tema di quel video intimo tra Chiara e il fidanzato Alberto, la miccia secondo l'accusa che scatenò l'esplosione di Sempio. Era custodito in una pen drive in casa Poggi in una cartella criptata a cui Sempio avrebbe avuto accesso o con la presenza di Marco o rubato:  "Non mi so dare una spiegazione. Se la devo dare, l'unica plausibile, seppure assurda, visto che nell'intercettazione si parla di una chiavetta con video intimi, è che Sempio ha preso una penna usb che c'era in camera di Chiara e se l'è portata a casa", ha detto Marco Poggi nel suo ultimo interrogatorio. Del video era a conoscenza anche una delle cugine di Chiara, Stefania Cappa. C'è anche la vicenda di un foglietto che Sempio, pedinato dai carabinieri di Milano incaricati delle indagini, butta in un bidone di un'isola ecologica il 26 febbraio di un anno fa, giorno in cui era chiamato in caserma per una notifica. Appunti, secondo i pm, relativi alle modalità di approccio da utilizzare con le donne su un lato del foglio, mentre sull'altro poi parole all'apparenza incomprensibili  "da cucina a sala", "cane"; "colpi da..."; "campanello", "finestra da fuori" e infine: "Assassino".

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Il duro ritratto tracciato dai pm

"Era la scaletta per un breve contenuto audio per lo spettacolo teatrale che gli era stato chiesto e l'ha buttato vicino a dove lavorava”, ha detto uno dei suoi legali, Liborio Cataliotti: "Ho letto l'ennesimo travisamento dei fatti e ogni singola prova merita di essere vagliata razionalmente e prima sottoposta al vaglio delle controdeduzioni del difensore", ha aggiunto. Sarà un tribunale a decidere qual è la giusta chiave di lettura. In ogni caso nelle carte i pm fanno un ritratto di Sempio molto duro partendo dall'analisi del materiale sequestrato. I file trovati nei suoi dispositivi, scrivono, "dimostrano come l'indagato non abbia alcuna remora alla possibilità di 'prendere una donna con la forza perché la desidera', considerando la morte della vittima semplicemente come un eventuale effetto collaterale". I pm concludono che “è ovvio che tali elementi non sono prova in sé dell'agito omicidiario ma possono corroborare e rafforzare la lettura complessiva del fatto storico, già delineato sulla base di elementi oggettivi e indipendenti".

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