Delitto di Garlasco, chi è il procuratore di Pavia Fabio Napoleone

Cronaca
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Barese di nascita ma abruzzese di origine, il procuratore dietro la riapertura del caso dell’omicidio di Chiara Poggi è entrato in magistratura nel 1981, a soli 24 anni, e ha mosso i primi passi come giudice al tribunale di Milano, dove si è occupato principalmente di traffico di droga e frodi fiscali. Chi lo conosce lo descrive come un professionista rigoroso, di grande esperienza, e profondamente riservato

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Origini abruzzesi ma barese di nascita, Fabio Napoleone è il procuratore dietro la riapertura del caso Garlasco. Dopo quasi due decenni e una sentenza definitiva che ha visto il fidanzato di Chiara Poggi, Alberto Stasi, condannato a 16 anni, Napoleone ha disposto l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Classe 1957, è entrato in magistratura nel 1981, a soli 24 anni, e ha mosso i primi passi come giudice al tribunale di Milano dove si è occupato principalmente di traffico di droga e frodi fiscali fino al 1987. Chi lo conosce lo descrive come un professionista rigoroso, di grande esperienza, e profondamente riservato.

Alla procura di Milano: da 'Duomo Connection' a 'Mani pulite'

Nel 1988 approda nella procura del capoluogo lombardo, dove fino al 2008 si occupa di indagini storiche. Tra le tante, come ricorda il Corriere della Sera, quella, che ha svolto assieme alla collega Ilda Boccassini, “sulla Duomo Connection, la più importante sulla mafia al Nord con diramazioni criminali all’interno delle amministrazioni di enti pubblici”. Inoltre, sottolinea Il Giornale, partecipò anche a Mani Pulite, operando all'interno del Dipartimento incaricato di occuparsi dei reati contro la pubblica amministrazione. Altre indagini degne di nota sono state quelle condotte a seguito dello scandalo Telecom-Sismi, scoppiato nel settembre 2006, in cui – scrive Open -  “fu uno dei pubblici ministeri titolari dell’inchiesta che portò alla luce una vasta rete di intercettazioni e dossieraggi illegali condotti da apparati privati e deviati dei servizi segreti”. Sempre a Milano, durante l’epoca di Mani Pulite, ha condotto numerose inchieste sulla corruzione nella pubblica amministrazione, scoprendo gravi irregolarità in settori strategici come urbanistica, appalti pubblici e gestione del demanio.

Da Sondrio a Pavia

Capo procuratore a Sondrio (“Un’esperienza che mi ha fatto capire l’importanza delle realtà piccole”) dal 2008 al 2014, è stato poi eletto consigliere togato al Consiglio superiore della magistratura (in rappresentanza della corrente progressista “Area”) dove ha avuto un ruolo attivo nelle commissioni per le nomine e la disciplina dei magistrati. Un incarico che mantiene fino al 2019 quando ritorna a Milano come sostituto procuratore generale alla Corte d’appello. Dal 2021 il togato guida la procura di Pavia, la stessa che ha riacceso i riflettori sul delitto di Garlasco.

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