Ebola, sospetto caso a Cagliari. Paziente ricoverato in ospedale

Cronaca
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La persona è rientrata dal Congo e accusava sintomi riconducibili al virus. Prelavata da medici e infermieri dotati di tute asettiche e maschere, è stata trasportata all'ospedale Santissima Trinità. Il test è stato spedito allo Spallanzani

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Un sospetto caso di ebola tiene in apprensione Cagliari, dove sono scattati i protocolli per prelevare una persona da un'abitazione e trasportarla in ospedale. Da quanto si apprende la persona rientrata dal Congo accusava sintomi riconducibili al virus. È scattato il protocollo e sul posto a supporto del 118 sono arrivati polizia, vigili del fuoco e polizia locale. Medici e infermieri dotati di tute asettiche e maschere sono entrate nell'abitazione e hanno prelevato il paziente che è stato trasportato all'ospedale Santissima Trinità nel centro infettivi. 

Paziente in isolamento e test inviato alla Spallanzani

Il Ministero della Salute ha confermato la notizia. Cagliari. Il test sarà analizzato dallo Spallanzani di Roma in serata. Il paziente si trova al momento in isolamento presso una struttura ospedaliera. Il ministero della Salute, si legge in una nota, è in contatto con le autorità sanitarie locali della Sardegna e con lo Spallanzani per seguire l'evoluzione del quadro. Si ricorda che il rischio resta molto basso in

Italia.

Via Manno chiusa per qualche ora

L'allarme è scattato attorno alle 14 in via Manno, una strada pedonale del centro per lo shopping e passaggio quotidiano quasi obbligato per turisti e crocieristi. La strada è stata momentaneamente transennata e chiusa al traffico pedonale. Chiuse anche le attività aperte a quell'ora e solo dopo qualche ora c'è stata la riapertura e il via vai di gente è ripreso. Via Manno collega via Garibaldi, l'altra importante arteria di negozi e locali, con Largo Carlo Felice e a piazza Yenne, l'area più frequentata della città.

Oltre 40 morti e più di 250 casi accertati in Congo e Uganda

In Congo e Uganda la malattia ha già fatto 43 morti su 263 casi confermati. In Italia è scattato l'obbligo di dichiarazione e comunicazione per chi arriva "direttamente o indirettamente" dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda o che "sia stato nelle medesime aree fino a 21 giorni prima dell'ingresso in territorio nazionale", come previsto dall'ordinanza pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e firmata dal ministro della Salute, Orazio Schillaci. Tuttavia, precisa il ministero nella circolare che accompagna l'ordinanza, il rischio di infezione provocata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola è "basso" e l'ordinanza sulle misure per chi arriva nel nostro Paese da Repubblica Democratica del Congo e Uganda è stata emanata sulla base del "principio di massima precauzione".

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