Ebola, 43 morti e 263 casi confermati in Congo e Uganda

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Lo ha confermato il direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie dell'Africa (Cdc), Jean Kaseya. Nell'area sono attualmente più di 1.100 casi sospetti e lo stesso Kaseya ha sottolineato che la crisi è diventata motivo di attenzione massima per i Paesi colpiti, per l'agenzia che dirige e per l'Unione Africana, perché "il rischio di propagazione regionale è già una realtà"

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Il direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie dell'Africa (Cdc) Jean Kaseya ha confermato che il focolaio di Ebola che sta mettendo in crisi il nord della Repubblica Democratica del Congo e che si è anche propagato all'Uganda ha provocato, fino alle scorse ore, 43 morti e 263 casi confermati.

I casi sospetti e cosa succede in Congo e Uganda

In un editoriale pubblicato dal "Financial Times", Kaseya ha pure segnalato che ci sono attualmente più di 1.100 casi sospetti e che la crisi è diventata motivo di attenzione massima per i Paesi colpiti, per l'agenzia che dirige e per l'Unione Africana, perché "il rischio di propagazione regionale è già una realtà". Kaseya non ha specificato la distribuzione dei contagiati, ma la maggioranza di questi è stata identificata nella Repubblica Democratica del Congo. Tra l'altro, proprio nell'ultimo bilancio, le Nazioni Unite hanno stimato che la provincia congolese di Ituri, epicentro della malattia, concentri circa l'88% dei casi confermati. In Uganda sono stati segnalati un totale di nove casi confermati, incluso un decesso.

La propagazione della malattia

Kaseya ha poi ribadito come il contesto stia rappresentando un fattore piuttosto critico nella propagazione dell'ebola. E che i combattimenti tra l'esercito e le milizie nel nord e nord-est dell'area hanno causato un "movimento costante della popolazione attraverso i confini permeabili" tra Rdc e la vicina Uganda. "I sistemi sanitari sono saturi e, per questo ceppo del virus, attualmente non esiste alcuna vaccinazione autorizzata né trattamento specifico", ha fatto sapere l'esperto.

Il numero uno dell'Oms a Bunia

Intanto il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, si è recato a Bunia, capitale della provincia di Ituri, per valutare la situazione di persona e incontrare le autorità sanitarie del Paese, fra le quali il ministro della Salute locale, Roger Kamba. Nella sua prima conferenza stampa di ieri, Kamba si è dato un periodo "tra quattro e sei mesi" per "sconfiggere o contenere il focolaio". Il capo dell'Oms, dal suo punto di vista, ha ricordato la risposta di Kinshasa nei focolai passati e ha sostenuto che, nonostante non esista un vaccino conosciuto per il ceppo del focolaio attuale, l'esperienza del Paese è al momento la migliore arma. "Sappiamo che si tratta di una crisi piuttosto complessa, ma la RDC vanta già un'ampia esperienza nella lotta contro il virus. Confidiamo di poter contenere questa epidemia ancora una volta", ha commentato Tedros.

 

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La situazione in Italia

Intanto, contro la nuova variante del virus Ebola, in Italia è scattato l'obbligo di dichiarazione e comunicazione per chi arriva "direttamente o indirettamente" dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda o che "sia stato nelle medesime aree fino a 21 giorni prima dell'ingresso in territorio nazionale". Questo quanto previsto dall'ordinanza pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e firmata dal ministro della Salute, Orazio Schillaci. Il ministero ha poi pubblicato la circolare applicativa delle norme contenute nell'ordinanza. Anche se un caso sospetto ha fatto scattare i protocolli sanitari a Cagliari, in Italia, precisa il ministero nella circolare che accompagna l'ordinanza, il rischio di infezione provocata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola è "basso" e l'ordinanza sulle misure per chi arriva nel nostro Paese da Repubblica Democratica del Congo e Uganda è stata emanata sulla base del "principio di massima precauzione".

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Un possibile caso in Sardegna

Proprio in queste ore, tra l'altro, è stato segnalato un sospetto caso di Ebola in un paziente sintomatico ricoverato in Sardegna. Lo sottolinea il ministero della Salute in una nota spiegando che il paziente era rientrato dal Congo e sarà sottoposto ai test per il virus. Gli accertamenti saranno svolti dallo Spallanzani di Roma. Il paziente, riferisce ancora il ministero, "si trova al momento in isolamento presso una struttura ospedaliera". concludendo che per il nostro Paese il rischio "resta molto basso". 

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