Trapani, tenta di accoltellare prof a scuola: forse sfida social. Valditara: più controlli

Cronaca

È stato sentito per ore dalla Procura per i minori di Palermo il dodicenne che ha tentato di accoltellare il suo professore durante una lezione nella scuola media di San Vito Lo Capo, riprendendo la scena. Il ministro dell'Istruzione: "La scuola può chiedere al prefetto che vi siano controlli con metal detector mobili all'ingresso". La Procura per i minori di Palermo ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, per accertare se qualcuno abbia istigato il ragazzino 

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È stato sentito per ore dalla Procura per i minori di Palermo il ragazzino dodicenne (e non di 11 anni come si era appreso nelle prime fasi) che ha tentato di accoltellare il suo professore durante una lezione nella scuola media di San Vito Lo Capo (Trapani), riprendendo la scena. Tra le piste seguite quella di una possibile sfida social con al centro contenuti violenti condivisi attraverso le piattaforme Telegram e Tik Tok. I carabinieri, coordinati dalla procura per i minorenni, insieme a un team di psicologi, stanno cercando di capire le motivazioni del gesto e cosa vi sia dietro. Non sembrerebbe che il ragazzino abbia compreso la gravità dei fatti che sarebbero stati pianificati e vagamente annunciati con post sul suo profilo social. Le indagini proseguono, con il supporto degli psicologi. 

Aperto fascicolo per istigazione

La Procura per i minori di Palermo ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, per accertare se qualcuno abbia istigato il ragazzino trapanese di 12 anni che venerdì a scuola ha tentato di accoltellare l'insegnate di Tecnologia. Al vaglio degli inquirenti il profilo tik tok dello studente che, nei giorni prima dell'aggressione aveva fatto intendere la volontà di compiere un gesto clamoroso. Dalla lettura di alcuni commenti emerge che diversi suoi follower sapevano cosa avesse in mente. Alcuni, poi, gli chiedono come avrebbe realizzato il video dell''impresa' e il ragazzino descrive esattamente quanto accaduto e cioè che avrebbe usato il cellulare attaccato a un caschetto. Il filmato sarebbe stato trasmesso in una diretta Telegram. 

Verifiche sulle chat del 13enne di Bergamo

I carabinieri stanno anche verificando "possibili convergenze" fra il dodicenne di San Vito Lo Capo e il tredicenne che lo scorso 25 marzo a Trescore Boario, in provincia di Bergamo, ha accoltellato la professoressa di francese Chiara Mocchi, prima dell'inizio della scuola. In particolare per confermare se frequentavano le stesse chat telegram private. Il tredicenne bergamasco aveva compiuto l'aggressione facendo una diretta telegram e aveva postato una delirante spiegazione delle sue ragioni canali, che poi sono stati chiusi.

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"In pochi mesi sono stati già sequestrati centinaia di coltelli e persino machete. Il coltello purtroppo è diventato una moda, si porta e si esibisce per sentirsi più forti". Lo ha affermato, in un'intervista a Il Messaggero, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. "Bisogna stroncare questa tendenza - aggiunge - per questo abbiamo varato il decreto sicurezza, che il Parlamento ha convertito in legge. Abbiamo vietato e sanzionato la vendita di coltelli ai minori così come il porto di armi improprie. Su queste misure dovremmo essere tutti d'accordo. La scuola, se ravvisa che vi siano situazioni di pericolo al suo interno per la circolazione di armi improprie, può chiedere al prefetto che vi siano controlli con metal detector mobili all'ingresso". "Laddove c'è bullismo - prosegue Valditara -, violenza e prepotenza non bisogna in giustificare. Basta con il giustificazionismo e con il 'perdonismo'. Bisogna educare e sanzionare per riaffermare il concetto di responsabilità. Deve passare il messaggio che è pericoloso regalare uno smartphone a un bambino. A 6 anni, ma anche a 11, non è ancora maturo per essere lasciato da solo nel mondo virtuale. Non possiamo permetterci che quanto si impara a scuola si disimpari a casa".

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