Il direttore della Protezione Civile dell'Abruzzo Maurizio Scelli ha definito la situazione "molto difficile, ma sotto controllo". Nelle ultime ore il fronte franoso in contrada Santa Lucia ha causato il crollo di una abitazione, evacuata poco prima del drammatico evento
LA SITUAZIONE A SILVI
- A Silvi alta, in provincia di Teramo, il movimento del fronte franoso, già da tempo sotto costante osservazione, ha subito nelle prime ore del 28 marzo una significativa accelerazione, causando il crollo di alcune abitazioni e di diversi alberi e rendendo necessario l’immediato intervento della Protezione Civile.
GLI INTERVENTI
- Sul posto è intervenuto sin dalle prime ore della mattina il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile Maurizio Scelli che ha diretto le operazioni di evacuazione di un’abitazione risultata pericolante. Il rapido e coordinato intervento delle squadre operative ha consentito di mettere in sicurezza tutte le persone coinvolte, evitando conseguenze ancora più gravi.
IL MONITORAGGIO
- Il fronte franoso è al centro di un'attività di approfondimento affidata a un pool di tecnici specializzati, con il coinvolgimento anche dell'Università, incaricati di svolgere indagini geologiche e idrogeologiche utili a definire con precisione il quadro evolutivo del fenomeno e a individuare gli interventi più adeguati da attuare.
L'IMPEGNO DELLA REGIONE
- "La Regione Abruzzo è in prima linea per gestire al meglio la situazione e garantire la sicurezza dei cittadini", ha dichiarato in una nota il presidente della Regione Marco Marsilio. "In una fase così delicata è fondamentale mettere in campo tutta l'esperienza e la capacità operativa della nostra Protezione Civile, che ancora una volta ha dimostrato efficienza, prontezza e grande professionalità".
LA QUESTIONE DEI FONDI
- Il presidente Marsilio ha assicurato il massimo impegno della Regione per reperire, anche d'intesa con il Governo, tutti i fondi e i contributi regionali e nazionali necessari ad affrontare l'emergenza e ad avviare nel più breve tempo possibile gli interventi di messa in sicurezza e di ripristino delle aree colpite, non appena i tecnici forniranno un quadro chiaro del fenomeno franoso e della sua esatta perimetrazione.
LE ABITAZIONI COINVOLTE
- Il cedimento più grave si è verificato quando una delle abitazioni già evacuate è collassata. Il dissesto coinvolge contrada Santa Lucia lungo la strada provinciale 29/b e riguarda un fronte franoso di circa 80 metri. Il movimento del terreno, caratterizzato da una forte componente argillosa e da una storica fragilità idrogeologica, ha provocato profonde fratture sull’asse viario e il cedimento delle fondamenta di diversi edifici. Attualmente risultano coinvolte quattro palazzine e circa cinque nuclei familiari.
LE PAROLE DEL SINDACO
- "Questi luoghi sono stati delimitati come "zona rossa" per il rischio di ulteriori crolli. Pensiamo che a seguire collasseranno altri stabili. Sono in corso rilievi approfonditi anche con l’ausilio di droni per valutare l’evoluzione del fenomeno", ha dichiarato il sindaco di Silvi Andrea Scordella. In Prefettura a Teramo si è svolto un vertice operativo per coordinare gli interventi e pianificare le azioni di messa in sicurezza.
SCUOLE CHIUSE
- Tra le misure messe in campo dal sindaco c'è anche quella della chiusura delle scuole per tre giorni.
DISSESTO IDROGEOLOGICO STORICO
- "L’area era già sotto stretto monitoraggio e le evacuazioni preventive hanno evitato conseguenze per le persone. Si tratta di una zona con dissesto idrogeologico storico. Il sistema di controllo ha funzionato e i proprietari erano stati mandati via in anticipo", ha spiegato il sindaco di Silvi Andrea Scordella.
SITUAZIONE DIFFICILE, MA SOTTO CONTROLLO
- "Una situazione molto difficile, ma sotto controllo". Con queste parole Maurizio Scelli, direttore della Protezione Civile dell'Abruzzo, fotografa la situazione. Per le famiglie che hanno visto la propria casa sbriciolarsi o che sono state evacuate preventivamente, l'assistenza è scattata nell'immediato attraverso il Comune e il ricorso a strutture abitative alternative. Tuttavia, la strategia della Regione guarda già al lungo periodo.