Caso Sangiuliano, Boccia rinviata a giudizio per stalking e lesioni: processo a ottobre

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Udienza preliminare davanti al gup di Roma, che ha disposto il rinvio a giudizio per l’imprenditrice, accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata ai danni dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Il processo è stato fissato al prossimo 6 ottobre. Boccia: “Sono sconcertata ma dimostrerò la mia innocenza”. Legali Sangiuliano: “Decisione gup riabilita l'ex ministro”

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Oggi si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gup di Roma, che ha disposto il rinvio a giudizio per l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata ai danni dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Contestati anche i reati di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum in relazione all'organizzazione di alcuni eventi. Il processo è stato fissato al prossimo 6 ottobre. Nel procedimento sono parti civili Sangiuliano, la moglie e l'ex capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli. 

Boccia: “Sono sconcertata ma dimostrerò la mia innocenza”

"Certamente la decisione non soddisfa, sia in considerazione di quanto prodotto in udienza che per la celerità in cui il Giudice ha manifestato la propria decisione. Nel corso della discussione si sono sviscerati i punti nevralgici contenuti in un fascicolo di circa diecimila pagine e si auspicava in una più attenta analisi". Lo ha dichiarato l'imprenditrice Maria Rosaria Boccia dopo la decisione del gup di Roma. "I caratteri essenziali della condotta persecutoria nulla hanno a che fare con quanto documentalmente emerso non solo in udienza ma nell'intera fase di indagine. Stesso discorso per le lesioni, non sono state prese in considerazione le incongruenze emerse con i medici che hanno visitato Sangiuliano il 17 luglio ma pare sia stato considerato un certificato prodotto dopo due mesi dall'evento in netta contrapposizione a dati fattuali. Lo sconcerto è tanto, ma anche la consapevolezza di dimostrare tutto ció in sede dibattimentale", ha aggiunto. 

 

Sangiuliano: “Un anno di sofferenza, ho subito una violenza inaudita”

"Per me è stato un anno di profonda sofferenza, ho subito un'onda di violenza inaudita". Così l'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha commentato la decisione del Gup. “Ho sempre avuto la massima fiducia nell'azione della magistratura e sono sicuro che la verità trionferà. Si sta capendo chi era la vittima e chi il carnefice. Chi ha onestà intellettuale rifletta sulle cose dette”, ha concluso. 

Legali Sangiuliano: “Decisione gup riabilita l'ex ministro”

Soddisfatti i legali di parte civile di Gennaro Sangiuliano e della moglie, gli avvocati Silverio Sica e Giuseppe Pepe, dopo la decisione del gup di Roma. "Ringraziamo la procura perché si tratta di un'imputazione fortemente innovativa e vede già nella relazione sentimentale l'attività di stalking. Sotto questo profilo è un capo di imputazione che riconosce la sottomissione nell'ambito della relazione, e ovviamente il giudice ha disposto il rinvio a giudizio. Un processo che riabilita a nostro giudizio il dottor Sangiuliano”, hanno riferito. Nel procedimento è parte civile è anche l'ex capo di gabinetto del dicastero Francesco Gilioli, rappresentato dall'avvocato Renato Archidiacono. "Gilioli si è costituito parte civile perché giustamente - ha affermato - si è sentito diffamato dalle informazioni propalate da Boccia in ordine alla sottoscrizione di un contratto che non è mai stato sottoscritto e alla sparizione del contratto stesso. Vediamo lesa la sua immagine di alto funzionario dello Stato". "Questa è una prima verità giudiziaria, netta e chiara”, hanno sottolineato i legali dell'ex ministro. "La decisione del Gup non è una sentenza ma ci arriveremo con il processo, perché i fatti nella loro nuda oggettività sono incontrovertibili. La procura - affermano gli avvocati - ha lavorato con professionalità e puntualità mettendo in fila i comportamenti che hanno sostanziato uno stalking di violenza inaudita, un vero e proprio incubo subito da Gennaro Sangiuliano e sua moglie Federica Corsini. Negli atti ci sono le prove inequivocabili di quanto è avvenuto". Gli argomenti della difesa di Boccia, hanno concluso Sica e Pepe, "sono stati assolutamente inconsistenti e peraltro in molte chat risulta che la stessa Boccia ammette i suoi comportamenti. Il rammarico è per quanto subito dai nostri assistiti con ferite che resteranno per sempre".

 

Difesa Boccia: “Incomprensibile l'accusa di stalking”

 

È “incomprensibile”, secondo la difesa di Maria Rosaria Boccia, l’accusa di stalking contestata all’imprenditrice."Abbiamo rappresentato una serie di episodi che ci lasciano sconcertati seppur convinti dell'esito di quella che sarà la fase dibattimentale perché da giuristi non comprendiamo come sia possibile la configurazione dello stalking con la potestà che aveva Sangiuliano di interrompere quando voleva questo rapporto”, hanno riferito i difensori di Maria Rosaria Boccia, gli avvocati Francesco Di Deco e Saverio Sapia. “Anche sul discorso delle lesioni ci sono incongruenze tra i medici che lo hanno visitato quel giorno e basare un rinvio a giudizio su un certificato depositato due mesi dopo”, hanno aggiunto. 

L’udienza di oggi

Il procedimento ha preso il via dopo l’esposto presentato dall’ex ministro. Lo scorso luglio c’è stata la chiusura dell'indagine e i pm di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, hanno poi formalizzato per Boccia la richiesta di rinvio a giudizio. L’esposto era arrivato poche settimane dopo il caso esploso per la mancata nomina dell'imprenditrice campana a consigliera del Mic. Un terremoto costato la poltrona di ministro a Sangiuliano, dopo le accuse di peculato e rivelazione del segreto d'ufficio (poi archiviate). Nel procedimento risultano parti offese Sangiuliano, la moglie Federica Corsini e l'ex capo di gabinetto del dicastero Francesco Gilioli. Nei confronti di Boccia l'impianto accusatorio è pesante: gli inquirenti le contestano anche il reato di stalking ai danni del giornalista. Nei capi di imputazioni anche le accuse di lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione. Un’altra contestazione riguarda le false dichiarazioni presenti nel curriculum che Boccia aveva redatto per l'organizzazione di alcuni eventi. 

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Le accuse

I pm, nel capo d'imputazione relativo allo stalking, hanno scritto che Boccia "con condotte reiterate ossessive e di penetrante controllo della vita privata, professionale e istituzionale rivolte verso Sangiuliano... cagionava nello stesso un perdurante e grave stato di ansia e paura che si estrinsecava in un forte stress, un notevole dimagrimento, pensieri suicidi, modo tale da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita, compromettendone la figura pubblica, inducendolo a rassegnare le dimissioni dalla carica istituzionale". Boccia, si legge nell'atto di chiusura delle indagini, "chiedeva dapprima velatamente e poi in modo sempre più esplicito di lavorare insieme con nomina fiduciaria del ministro, al fine di giustificare la presenza quotidiana presso gli Uffici ministeriali, contestualmente ponendo in essere azioni volte a screditare i suoi collaboratori più vicini, con progressivo isolamento, ed avanzando continue richieste di essere portata a conoscenza dei colloqui istituzionali o con il proprio staff". Secondo i pm, l'imprenditrice "effettuava plurime pressanti richieste di consegnarle il telefono cellulare, utilizzato dal Sangiuliano anche per i contatti istituzionali, per ispezionarlo, anche pretendendo la consegna di password o comunque lo sblocco delle applicazioni e "imponeva all'allora ministro di non portare la fede nuziale e, infine, sottraendola". Infine, il reato di lesioni aggravate è legato a quanto avvenuto a Sanremo la notte tra il 16 e il 17 luglio quando Boccia, secondo la denuncia, avrebbe colpito Sangiuliano ferendolo alla testa. Una ferita poi immortalata dallo stesso ex ministro in una foto. 

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Boccia rischia un altro processo

Nei giorni scorsi, intanto, è emerso che Maria Rosaria Boccia rischia un altro processo. L’imprenditrice, infatti, è indagata dalla Procura di Roma con il giornalista Carlo Tarallo per diffusione o rivelazione di informazioni relative alla vita privata dell'ex ministro della Cultura e della moglie: la Procura ha chiuso le indagini e contesta a entrambi di avere reso noti frammenti di una conversazione nella quale l'ex ministro, ora capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale della Campania, confessava di avere una relazione con l'imprenditrice di Pompei. Una interlocuzione che Boccia, sostengono gli inquirenti, avrebbe avuto minacciando di rivelare la loro presunta relazione sui siti web d'informazione e social. La vicenda è esplosa verso la fine dell'estate 2024, il 26 agosto. L'atto che è stato notificato, e che precede la richiesta di rinvio a giudizio, dà ora la possibilità all'imprenditrice e al giornalista di presentare documentazione, memorie e anche di rilasciare dichiarazioni al sostituto procuratore di Roma Barbara Trotta, titolare del procedimento. "Quello che posso ribadire con certezza è la mia estraneità a ogni condotta contraria alla legge, che ritengo verrà assolutamente confermata nelle opportune sedi giudiziarie, auspicando un'archiviazione”, ha detto Boccia.

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