Caso Sangiuliano, oggi udienza preliminare per Maria Rosaria Boccia: stalking tra accuse
CronacaUdienza preliminare davanti al gup di Roma. Il procedimento ha preso il via dopo l’esposto presentato dal giornalista e vede l'imprenditrice campana accusata di stalking, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione ai danni dell'ex ministro della Cultura. Risultano parti offese Gennaro Sangiuliano, la moglie Federica Corsini e l'ex capo di gabinetto del dicastero Francesco Gilioli
Oggi, lunedì 9 febbraio, davanti al gup di Roma si tiene l'udienza preliminare del procedimento che vede l'imprenditrice Maria Rosaria Boccia accusata di stalking, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione ai danni dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Un capitolo riguarda anche le false dichiarazioni nel curriculum che Boccia aveva redatto per l'organizzazione di alcuni eventi.
L’udienza di oggi
Il procedimento ha preso il via dopo l’esposto presentato dall’ex ministro. Lo scorso luglio c’è stata la chiusura dell'indagine e i pm di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, hanno poi formalizzato per Boccia la richiesta di rinvio a giudizio. L’esposto era arrivato poche settimane dopo il caso esploso per la mancata nomina dell'imprenditrice campana a consigliera del Mic. Un terremoto costato la poltrona di ministro a Sangiuliano, dopo le accuse di peculato e rivelazione del segreto d'ufficio (poi archiviate). Nel procedimento risultano parti offese Sangiuliano, la moglie Federica Corsini e l'ex capo di gabinetto del dicastero Francesco Gilioli. Nei confronti di Boccia l'impianto accusatorio è pesante: gli inquirenti le contestano anche il reato di stalking ai danni del giornalista. Nei capi di imputazioni anche le accuse di lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione. Un’altra contestazione riguarda le false dichiarazioni presenti nel curriculum che Boccia aveva redatto per l'organizzazione di alcuni eventi.
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Le accuse
I pm, nel capo d'imputazione relativo allo stalking, hanno scritto che Boccia "con condotte reiterate ossessive e di penetrante controllo della vita privata, professionale e istituzionale rivolte verso Sangiuliano... cagionava nello stesso un perdurante e grave stato di ansia e paura che si estrinsecava in un forte stress, un notevole dimagrimento, pensieri suicidi, modo tale da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita, compromettendone la figura pubblica, inducendolo a rassegnare le dimissioni dalla carica istituzionale". Boccia, si legge nell'atto di chiusura delle indagini, "chiedeva dapprima velatamente e poi in modo sempre più esplicito di lavorare insieme con nomina fiduciaria del ministro, al fine di giustificare la presenza quotidiana presso gli Uffici ministeriali, contestualmente ponendo in essere azioni volte a screditare i suoi collaboratori più vicini, con progressivo isolamento, ed avanzando continue richieste di essere portata a conoscenza dei colloqui istituzionali o con il proprio staff". Secondo i pm, l'imprenditrice "effettuava plurime pressanti richieste di consegnarle il telefono cellulare, utilizzato dal Sangiuliano anche per i contatti istituzionali, per ispezionarlo, anche pretendendo la consegna di password o comunque lo sblocco delle applicazioni e "imponeva all'allora ministro di non portare la fede nuziale e, infine, sottraendola". Infine, il reato di lesioni aggravate è legato a quanto avvenuto a Sanremo la notte tra il 16 e il 17 luglio quando Boccia, secondo la denuncia, avrebbe colpito Sangiuliano ferendolo alla testa. Una ferita poi immortalata dallo stesso ex ministro in una foto.
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Boccia rischia un altro processo
Nei giorni scorsi, intanto, è emerso che Maria Rosaria Boccia rischia un altro processo. L’imprenditrice, infatti, è indagata dalla Procura di Roma con il giornalista Carlo Tarallo per diffusione o rivelazione di informazioni relative alla vita privata dell'ex ministro della Cultura e della moglie: la Procura ha chiuso le indagini e contesta a entrambi di avere reso noti frammenti di una conversazione nella quale l'ex ministro, ora capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale della Campania, confessava di avere una relazione con l'imprenditrice di Pompei. Una interlocuzione che Boccia, sostengono gli inquirenti, avrebbe avuto minacciando di rivelare la loro presunta relazione sui siti web d'informazione e social. La vicenda è esplosa verso la fine dell'estate 2024, il 26 agosto. L'atto che è stato notificato, e che precede la richiesta di rinvio a giudizio, dà ora la possibilità all'imprenditrice e al giornalista di presentare documentazione, memorie e anche di rilasciare dichiarazioni al sostituto procuratore di Roma Barbara Trotta, titolare del procedimento. "Quello che posso ribadire con certezza è la mia estraneità a ogni condotta contraria alla legge, che ritengo verrà assolutamente confermata nelle opportune sedi giudiziarie, auspicando un'archiviazione”, ha detto Boccia.