La Procura di Roma ha concluso una serie di indagini e contesta anche al giornalista Carlo Tarallo di avere reso noti dei frammenti di una conversazione nella quale l'ex ministro confessava di avere una relazione con la stessa imprenditrice. "Quello che posso ribadire con certezza è la mia estraneità ad ogni condotta contraria alla legge che ritengo verrà assolutamente confermata nelle opportune sedi giudiziarie, auspicando un'archiviazione", ha commentato Boccia
L'imprenditrice Maria Rosaria Boccia ed il giornalista Carlo Tarallo rischiano di andare a processo in quanto indagati dalla Procura di Roma per diffusione o rivelazione di informazioni relative alla vita privata dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e di sua moglie. La Procura, infatti, ha concluso una serie di indagini e contesta sia a Boccia sia a Tarallo di avere reso noti dei frammenti di una conversazione nella quale l'ex ministro confessava di avere una relazione con la stessa imprenditrice. Interlocuzione che la stessa Boccia, dicono gli inquirenti, avrebbe ottenuto minacciando di rivelare la loro presunta relazione sui siti web d'informazione e sui social.
I fatti contestati
In particolare i fatti contestati risalgono allo scorso 26 agosto. La notifica, che precede la richiesta di rinvio a giudizio, consente adesso a Boccia, difesa dall'avvocato Francesco Di Deco, e al giornalista, difeso dall'avvocato Maurizio Capozzo, di produrre una documentazione, ma anche memorie o di rilasciare dichiarazioni al sostituto procuratore di Roma, Barbara Trotta, titolare del procedimento. Con l'inizio della prossima settimana, tra l'altro, in procura a Roma è in programma l'udienza preliminare del procedimento che vede l'imprenditrice di Pompei accusata di stalking, lesioni e diffamazione ai danni dell'ex ministro.
Boccia: "Sono estranea ad ogni condotta contraria alla legge"
"Non avendo ancora visionato gli atti di indagine, ogni commento nel merito sarebbe superfluo e fuori luogo. Quello che posso ribadire con certezza è la mia estraneità ad ogni condotta contraria alla legge che ritengo verrà assolutamente confermata nelle opportune sedi giudiziarie, auspicando un'archiviazione". Queste le parole di Maria Rosaria Boccia dopo la chiusura delle indagini da parte della Procura di Roma sulla diffusione di frammenti di una conversazione con l'ex ministro Sangiuliano. "In merito alla notifica della chiusura delle indagini per 'diffusione di informazioni relative alla vita privata', la stessa è intervenuta ieri sera presso il mio difensore di fiducia, l'avvocato Di Deco", ha spiegato ancora Boccia.
Il legale del giornalista: "Riportati stralci di audio già diffusi"
"Continuo a trovare sconcertante questa vicenda. Fin dal primo momento era stato chiarito in maniera inequivocabile che il giornalista non aveva alcuna responsabilità sul confezionamento del servizio all'interno del quale era stato diffuso il file audio, essendosi occupato esclusivamente dell'intervista alla Boccia". Questo, invece, il commento dell' avvocato Maurizio Capozzo, legale di Tarallo. "Tra l'altro - ha segnalato ancora Capozzo - questa vicenda è già stata esaminata in tutti i suoi aspetti e si è chiarito che lo stesso sito per il quale lavora il mio rappresentato non aveva fatto altro che riportare stralci di questo file audio che erano stati già da altri diffusi e per il quali l'indagine sin é chiusa con una archiviazione".