Milano, sparatoria a Rogoredo: 4 poliziotti indagati ma con “uso legittimo delle armi”
CronacaÈ successo l'1 febbraio pomeriggio, in zona Rogoredo, dove un trentenne originario della Cina ha rubato una pistola a una guardia giurata e poi ha sparato contro la Polizia che ha risposto al fuoco colpendolo alla testa e a un braccio: è in gravi condizioni. La famiglia dell'uomo: "Ha problemi psicologici". Agenti indagati (come atto dovuto) per lesioni colpose
Ha rubato la pistola a una guardia giurata e poi ha sparato contro la Polizia che ha risposto al fuoco colpendolo alla testa e a un braccio. È quanto accaduto a un 30enne di origine asiatica - che ora è in gravissime condizioni - a Milano, domenica 1 febbraio, nella zona di Rogoredo. Si tratta del secondo episodio del genere nell'area, dopo che lunedì scorso un ragazzo era stato ucciso dalla Polizia contro cui aveva puntato un'arma risultata poi essere a salve. Intanto emerge che verrà aperto dalla Procura di Milano un fascicolo sul nuovo caso: l'agente, che ha sparato e colpito il 30enne, dovrà essere iscritto a garanzia come atto dovuto per gli accertamenti. Un'iscrizione tecnica, dunque, per tutte le analisi. La Procura indaga non solo il poliziotto che ha sparato ma anche - sempre "a garanzia" - gli altri tre colleghi dell'Uopi, le unità operative esperte in conflitti a fuoco. I quattro sono stati iscritti dal procuratore capo Marcello Viola per lesioni colpose con la scriminante dell'uso legittimo delle armi che interviene quando chi spara "vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o comunque di impedire la consumazione dei delitti come l'omicidio volontario". Un elemento che al termine dell'indagine potrebbe portare all'archiviazione nei loro confronti. Il giovane cinese, senza regolare permesso di soggiorno in Italia e ricoverato in gravissime condizioni al Niguarda, invece, deve rispondere del tentato omicidio dei quattro poliziotti, ma anche della rapina e delle lesioni aggravate nei confronti della guardia giurata a cui (armato di una mazza di ferro) è riuscito a sottrarre la Walther P99. Il trentenne deve rispondere, inoltre, di minacce aggravate nei confronti di due arabi a cui ha puntato contro l'arma, e di minacce anche contro il poliziotto di un commissariato che ha seguito il giovane fino all'arrivo dei colleghi dell'Uopi.
Il furto, la sparatoria e il ricovero
Ieri, 1 febbraio, attorno alle 14.30, un vigilante di circa 50 anni stava andando al lavoro a piedi quando in via Caviglia, zona Sud della città non lontano da Piazzale Corvetto, è stato aggredito dal 30enne che lo ha colpito con un bastone per poi rubargli la pistola che aveva in dotazione. Il vigilante ha subito chiamato il 112, spiegando che "un uomo con gli occhi a mandorla" lo aveva derubato. Sono quindi arrivate numerose volanti in zona. La ricerca ha avuto successo attorno alle 15.15, quando il ladro ha incrociato il Land Cruiser blindato dell'Uopi, le unità specializzate di primo intervento della Polizia di Stato, in via Cassinis, poco prima di piazza Mistral, non lontano dalla stazione di Rogoredo. Alla vista delle forze dell'ordine il 30enne ha sparato. Gli agenti hanno risposto al fuoco. Ferito alla testa e a un braccio, l’uomo è stato trasportato in condizioni gravissime all'ospedale Niguarda, dove è ricoverato in prognosi riservata.
Famiglia aggressore: "Ha problemi psicologici"
Intanto emerge che la famiglia dell'uomo aveva lanciato dalla Cina un appello sui social per la sua scomparsa, per chiedere aiuto a chi poteva dare qualche informazione per ritrovarlo. "È salito su un taxi nella zona di Via Donatello martedì scorso. Non aveva cellulare né contanti e da allora non abbiamo sue notizie. Attualmente soffre di gravi problemi psicologici - avverte la famiglia nel post sui social che risale a prima dell'accaduto - . È il pilastro della nostra famiglia e ora è disperso. Siamo a casa, in preda all'ansia. Senza di lui, non abbiamo più mezzi di sostentamento", ha scritto la moglie. E ancora, la donna racconta: "Mio marito lavorava a Milano, quando alla fine gli sono stati rubati sia i soldi che il telefono. L'enorme paura, il senso di impotenza e la disperazione di essere solo e senza aiuto in un Paese straniero hanno fatto crollare del tutto la sua salute mentale, già provata da un'enorme pressione, portandolo a una grave depressione".
Lo scontro a fuoco precedente
Solo lunedì scorso c'era stato un altro scontro a fuoco sempre nel problematico quartiere della periferia Sud di Milano, dove ha peraltro sede l'Arena Santa Giulia che ospiterà il torneo di hockey su ghiaccio delle Olimpiadi di Milano Cortina. In quello che resta di quello che è soprannominato il “boschetto della droga”, Abhderraim Mansouri, 28enne di nazionalità marocchina, è stato ucciso da un agente di Polizia in borghese nel corso di un controllo, dopo che aveva estratto una Beretta 92 che è poi risultata essere a salve.