Irregolare in Italia e con un lungo elenco di controlli di polizia e di deferimenti in procura, il 31enne di origine cinese era noto alle forze dell'ordine che, prima della sparatoria avvenuta nel pomeriggio di ieri a Milano, lo avevano già fermato tre volte in quattro giorni. L'appello della moglie dalla Cina: "Soffre di gravi problemi psicologici. È il pilastro della nostra famiglia"
È in condizioni gravissime il 30enne di nazionalità cinese che ieri a Milano ha rubato una pistola a un vigilante e poi l'ha usata contro la Polizia che ha risposto al fuoco. Colpito alla testa e a un braccio dagli agenti, l’uomo è ricoverato in rianimazione all'ospedale Niguarda.
Fermato tre volte in 4 giorni
Irregolare in Italia e con un lungo elenco di controlli di polizia e di deferimenti in procura, l'uomo era noto alle forze dell'ordine che, prima della sparatoria avvenuta nel pomeriggio di ieri a Milano, lo avevano già fermato tre volte in quattro giorni. Il sabato precedente agli spari di Rogoredo aveva aggredito un’altra guardia giurata in zona stazione Centrale, colpendola alla testa con un bastone. Successivamente aveva rubato due cacciaviti ed era stato notato mentre brandiva manici di scopa in strada.
L'appello della moglie dalla Cina
Qualche giorno fa la famiglia aveva lanciato un appello social dalla Cina per la sua scomparsa. La moglie aveva scritto: "È salito su un taxi nella zona di Via Donatello martedì scorso. Non aveva cellulare né contanti e da allora non abbiamo sue notizie. Attualmente soffre di gravi problemi psicologici. È il pilastro della nostra famiglia e ora è disperso. Siamo a casa, in preda all'ansia. Senza di lui, non abbiamo più mezzi di sostentamento. Io resto a casa a occuparmi dei nostri due figli, uno di 4 anni e l'altro di 2. I bambini stringono ogni giorno la foto del papà, dicendo che gli manca, e io mi sento impotente. Mio marito lavorava a Milano, quando alla fine gli sono stati rubati sia i soldi che il telefono. L'enorme paura, il senso di impotenza e la disperazione di essere solo e senza aiuto in un paese straniero hanno fatto crollare del tutto la sua salute mentale, già provata da un'enorme pressione, portandolo a una grave depressione".