Delitto Garlasco, consulenti nominati da difesa Sempio: su impronta 33 sudore, non sangue

Cronaca
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Luciano Garofano e Luigi Bisogno, i due consulenti nominati dalla difesa di Andrea Sempio, hanno depositato un'integrazione della consulenza con cui hanno già contestato le conclusioni dei consulenti dei pm, che hanno attribuito la 33 proprio a Sempio, nuovo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto nel 2007. Secondo loro, la macchia è una manifestazione fisiologica di contatto per accumulo di sudore, non una traccia di sangue

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Prosegue la nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, la 26enne di Garlasco uccisa il 13 agosto 2007 e per la cui morte è stato condannato in via definitiva l’allora fidanzato Alberto Stasi. L’unico indagato nelle nuove indagini è Andrea Sempio, amico del fratello minore della vittima. Secondo i due consulenti nominati dalla difesa di Sempio, sull'ormai nota impronta 33 ci sarebbe sudore e non sangue.

L’impronta 33

Luciano Garofano e Luigi Bisogno, i due consulenti nominati dalla difesa di Andrea Sempio, rappresentato dai legali Massimo Lovati e Angela Taccia, hanno depositato un'integrazione della consulenza con cui hanno già contestato le conclusioni dei consulenti dei pm, che hanno attribuito la 33 a Sempio, nuovo indagato per l'omicidio di Garlasco. I due consulenti si sono soffermati sulla macchia, cosiddetta ipotenare, presente sull'impronta 33: si tratta di quella ormai nota repertata sul muro delle scale verso la cantina dove fu trovato il corpo di Chiara Poggi. Per Garofano e Bisogno, la macchia è una manifestazione fisiologica di contatto per accumulo di sudore, non una traccia di sangue.

Incidente probatorio per l omicidio di Garlasco presso la Questura di via Fatebenefratelli, Milano 4 Luglio 2025
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Cosa dicono i consulenti della difesa

Già nella consulenza i due esperti della difesa hanno sostenuto che i consulenti della Procura di Pavia, quando hanno attribuito l'impronta del palmo di una mano a Sempio, sono caduti in un "pregiudizio interpretativo", operando "in totale disaccordo alle procedure accreditate presso la Comunità scientifica". E, secondo loro, hanno confuso per "minuzie", trovandone a loro dire 15 corrispondenti con l'impronta dell'amico del fratello di Chiara Poggi, anche quelle che erano solo "interferenze murarie", ossia segni del muro, e non "strutture papillari reali".    Nell'integrazione, i consulenti della difesa prendono in considerazione anche il fatto che già il Ris all'epoca aveva escluso che l'impronta fosse insanguinata. Cosa che gli inquirenti hanno tentato di verificare provando ad andare, senza esito, a recuperare l'intonaco da cui la traccia era stata grattata via per le analisi nel 2007. La conclusione, secondo Garofano e Bisogno, è che si tratta di sudore e non di traccia ematica.

I dubbi sulla 33

I consulenti, poi, sono tornati a sostenere che la 33 non si sovrapporrebbe in modo corretto, e nemmeno con una tolleranza accettabile, a quella di Sempio. Hanno anche spiegato che quell'impronta è stata lasciata in tre fasi distinte, secondo una dinamica definita involontaria e composita. I consulenti, poi, contestano il fatto che gli esperti dei pm potrebbero aver usato un software, anche se non risulta dalla loro relazione, con un'identificazione automatica dei 15 punti per attribuirla a Sempio. Un'individuazione automatica delle minuzie, insomma, non idonea a trattare questo tipo di impronte, perché genererebbe sovrapposizioni e minuzie non fondate morfologicamente. Per la difesa Sempio non c'è alcuna certezza nemmeno dell'appartenenza a lui di cinque minuzie che erano già state identificate. Le altre, invece, sono solo "interferenze" del muro. Anche una consulenza dei legali della famiglia Poggi, sempre depositata nei giorni scorsi, aveva smontato tecnicamente l'attribuibilità della 33 a Sempio. La difesa del condannato Alberto Stasi, ora in semilibertà, sta invece lavorando per depositare "osservazioni tecniche" per chiedere ai pm ulteriori accertamenti perché quella impronta - dicono - appare "densa e carica di materiale biologico": sangue probabilmente, per la difesa Stasi.

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