Inchiesta ultrà: sentito Zanetti e convocato Fedez per un interrogatorio poi annullato
CronacaIl rapper è stato coinvolto nell’inchiesta della Dda che ha permesso di azzerare i vertici delle curve di Inter e Milan e che include presunti legami delle due tifoserie con la ‘ndrangheta. Il suo interrogatorio, però, è stato annullato dopo l’intervento del suo legale, e non si sa se verrà riprogrammato. Nel frattempo, ha rilasciato la sua testimonianza come persona informata sui fatti Javier Zanetti. "Il capo ultrà mi accennò la questione biglietti. Ne parlai con base dirigenza. Non parlai di controlli polizia"
Il capo ultrà Marco Ferdico "mi accennò la questione" biglietti per la finale di Champions del 2023 e "io ne parlai con la base della dirigenza", non con Marotta. Lo ha spiegato Javier Zanetti, vicepresidente dell'Inter, sentito come teste oggi nell'inchiesta milanese sulle curve. L'ex capitano interista ha detto di non aver subito mai pressioni, minacce, intimidazioni e che parlava con i capi della curva, ma sempre in un clima "tranquillo". E questi non "facevano mai nulla di male" nei confronti del club. Ha negato di aver avvisato Ferdico di un monitoraggio della polizia sulla curva. "Non è vero", ha detto. La testimonianza è durata oltre un'ora.
Perché i pm antimafia vogliono sentire Fedez
Anche Federico Lucia, in arte Fedez, è apparso tra le persone da interrogare nell’ambito dell’inchiesta milanese sulle curve di San Siro: sabato scorso era stato convocato dalla Procura di Milano, ma l’interrogatorio non si è mai tenuto e non si sa se verrà mai fatto. Il dietrofront è arrivato dopo un’interlocuzione tra gli inquirenti e i legali del rapper milanese. Fedez è indagato in un procedimento connesso per il pestaggio del personal trainer dei vip Cristiano Iovino avvenuto lo scorso aprile. È coinvolto in un caso di rissa, lesioni e percosse avvenuto nella discoteca milanese “The Club”, in cui sarebbero coinvolti anche tifosi rossoneri. La curva sud del Milan, però, ha dichiarato di non avere "alcun tipo di legame con Fedez" anzi con il "signor Federico Lucia". Lo hanno scritto i tifosi rossoneri sui social, dopo le notizie dell'aggressione avvenuta tra il 21 e il 22 aprile scorso. I pm antimafia che coordinano l’inchiesta sulle curve di Milan e Inter, però, non sono dello stesso avviso. La Procura voleva sentirlo perché compare più volte nell’indagine della polizia e della guardia di Finanza per i suoi rapporti con i capi ultrà del club milanese.
Gli sviluppi dell’inchiesta sulle curve di San Siro
Il pestaggio di Iovino è uno degli atti inclusi nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha portato ad azzerare i vertici delle curve di Milan e Inter. La vasta operazione coordinata dai pm Storari e Ombra (entrambi sotto scorta per la delicatezza dell’indagine e per il presunto coinvolgimento della ‘ndrangheta e di altre organizzazioni criminali) ha portato all’arresto di 18 ultras, alla perquisizione della casa del rapper Emis Killa, con conseguente sequestro di 40mila euro in contanti, armi da taglio e uno storditore elettrico, e alla disposizione di 24 Daspo dai 3 ai 10 anni. L’indagine va dai casi di bagarinaggio sui biglietti fino alle estorsioni su parcheggi e il catering a San Siro, oltre a numerosi casi di violenza e a un patto tra le due curve in nome dei business illegali.