Covid, le notizie. Studio: più rischi per donne che contraggono virus in gravidanza

Le donne incinte che sono state infettate dal virus  affrontano un rischio 7 volte maggiore di morire e un rischio significativamente più elevato di essere ricoverate in un'unità di terapia intensiva o di soffrire di polmonite. E' quanto è emerso da una ricerca pubblicata su BMJ Global Health e condotta dalla George Washington University, negli Stati Uniti

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Le donne in gravidanza che sono state infettate dal virus che causa il Covid-19 affrontano un rischio 7 volte maggiore di morire e un rischio significativamente più elevato di essere ricoverate in un'unità di terapia intensiva o di soffrire di polmonite. E' quanto è emerso da una ricerca pubblicata su BMJ Global Health e condotta dalla George Washington University, negli Stati Uniti. Lo studio ha suggerito anche che il Covid-19 durante la gravidanza aumenta il rischio che il bambino debba essere ricoverato in terapia intensiva.
In Italia in decisa diminuzione i nuovi casi con una riduzione del 38,2% secondo i dati della Fondazione Gimbe, nel monitoraggio relativo alla settimana che va dal 6 al 12 gennaio. Giù anche il dato sui morti, che scendono del 25,7%. In Cina preoccupa la decisione di togliere ogni restrizione al movimento dei cittadini in occasione del Chūnjié, il  capodanno cinese, anche per il rischio collasso dei trasporti interni.

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- di Redazione Sky TG24

Questo liveblog finisce qui. Per tutti gli aggiornamenti segui il nuovo live di mercoledì 18 gennaio

- di Redazione Sky TG24

Covid-19, nel mondo 27 milioni di persone con danni a olfatto e gusto: ecco chi rischia

A dirlo è una ricerca coordinata dalla National University of Singapore: una parte di queste persone potrebbe non recuperare a pieno i due sensi. A correre i pericoli maggiori sarebbero le donne, chi ha avuto sintomi severi e chi soffre abitualmente di congestione nasale. LA RICERCA

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Long Covid, studio rivela che tra i sintomi ci sono anche perdita di capelli e calo libido

Un nuovo studio coordinato dall'Università di Birmingham e pubblicato su Nature Medicine ha indicato 62 sintomi associati a Covid-19 fino a 12 settimane dall'infezione. Tra quelli più frequenti ci sono anosmia (perdita dell'olfatto), mancanza di respiro, dolore toracico e febbre. Ma anche amnesia, aprassia, incontinenza intestinale, disfunzione erettile, allucinazioni, gonfiore degli arti. Individuati anche gruppi demografici e stili di vita che espongono le persone a maggior rischio di sviluppare long Covid. LA RICERCA


 

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Covid, la pandemia è partita da Wuhan: “Primo contagio a fine 2019”. Lo studio di Science

Secondo un team di ricercatori internazionali non ci sarebbero dubbi sull’origine cinese del virus. Sotto la lente di ingrandimento lo Huanan Seafood Wholesale Market dove ”anche a novembre 2019 si vendevano animali vivi sia per la loro carne che per la loro pelliccia, come i cani procione”. LA RICERCA

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Covid, effetti anche sulla pelle: macchie, dermatiti ed eruzioni cutanee

Anche un forte prurito può essere la manifestazione del contagio da coronavirus: dermatiti, eczemi e rash cutanei sono sintomi dell’infezione per un quarto dei contagiati, in particolare le donne, e possono manifestarsi anche dopo la guarigione: cosa fare per gestirli al meglio. LO STUDIO

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Dal Covid al vaiolo delle scimmie al virus di Marburg: le malattie monitorate dall’Oms

Epatiti, colera, ebola: sono diversi i virus che l’Organizzazione mondiale della Sanità monitora costantemente, a causa della loro portata aggressiva nei confronti dell’uomo. Ecco gli ultimi casi registrati dalle autorità sanitarie internazionali. LO STUDIO


 

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Covid, presto un nuovo vaccino a Dna plasmidico contro tutte le varianti

I ricercatori della Facoltà di Medicina di San Diego, in California, stanno lavorando a un prodotto in grado di bloccare il virus e tutte le sue possibili variazioni. “Quanto presente adesso sul mercato fa poco per bloccare la trasmissione, con le nostre ricerche invece possiamo ottenere una risposta anticorpale più specifica”, spiegano. COSA SAPPIAMO


 

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Covid, rischio diabete e malattie cardiovascolari dopo l'infezione

Emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista 'Plos Medicine', condotto dagli scienziati del King's College di Londra. I rischi sono più elevati specialmente nei tre mesi post infezione da coronavirus. LA RICERCA

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Schillaci: "Secondo booster per 5,7 mln, contrastare disinformazione su vaccini"

Sono 5,7 milioni gli italiani che, a ieri, hanno fatto il secondo booster, "il 30,17% della popolazione potenzialmente oggetto". Lo ha affermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nella replica in Commissione Sanità e Lavoro, ribadendo il suo "impegno a favorire un'attività di informazione e comunicazione che metta al centro le esigenze dei cittadini in riferimento alle sfide future del Ssn e contrastare la disinformazione, con una maggiore collaborazione con le professioni sanitarie, le società scientifiche, le associazioni di pazienti e il volontariato, le Regioni e province autonome e gli enti Ssn". "La vaccinazione, la sua valenza come strumento di prevenzione e il senso di responsabilità degli italiani dimostrato in occasione della massiccia adesione alla campagna vaccinale anti Covid-19 - sottolinea Schillaci - hanno permesso di tornare a vivere senza le limitazioni del passato. Tuttavia - avverte - non bisogna abbassare la guardia, soprattutto per proteggere la salute delle persone fragili e degli anziani.
 
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Ciccozzi: "Dati non mentono, siamo ai titoli di coda"

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana che va dal 6 al 12 gennaio, evidenzia un calo di tutti i dati Covid: -38% contagi e -25,7% morti in 7 giorni. "I dati scientifici non mentono mai, siamo ai titoli di coda del virus e alla sua endemizzazione". Lo evidenzia all'Adnkronos Salute Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, commentando il report Gimbe. 
"Abituiamoci a vedere piccole ondate con pochi casi, ma non stagionalità. Se rimane la 'Omicron family' - sottolinea - dovremo occuparci di altro perché la situazione è sotto controllo, ma è comunque importante sempre monitorare con il sequenziamento random".
 
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Minelli: "Strada ancora lunga per vaccino spray efficace"

"Si guarda con grande attenzione ai vaccini intranasali Covid-19 che dovrebbero essere in grado di generare risposte anticorpali bloccanti il virus, proprio in quei distretti corporei che quest’ultimo utilizza per entrare nell’organismo umano, senza generare significative risposte sistemiche. Il condizionale, tuttavia, s’impone nel momento in cui non univoche sembrano essere le risultanze delle valutazioni preliminari al momento disponibili, dalle quali non si evincono elementi di certezza relativi alla reale induzione, da parte dei vaccini topici, di un’immunità realmente sterilizzante capace di coinvolgere, oltre agli anticorpi IgA presenti nelle mucose respiratorie, anche i linfociti T di memoria residenti nei tessuti e capaci di conferire protezione valida su una malattia che, pur partendo dall’albero respiratorio, abbiamo conosciuto e temiamo come patologia sistemica". Lo spiega all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata, facendo il punto sui vaccini anti-Covid spray. 
"L’esperienza di questi anni cancella ogni dubbio, ammesso che in campo scientifico ve ne fossero mai stati, sul fatto che i vaccini rappresentino uno degli strumenti di prevenzione più efficaci attualmente disponibili, giustamente considerati tra le maggiori conquiste in tema di salute pubblica - ricorda l'immunologo - Le ragioni che ne giustificano e autorizzano la somministrazione sono certamente di carattere epidemiologico, connesse alla necessità di neutralizzare la diffusione delle Vpd (vaccine preventable diseases), ma sono anche evidentemente correlate alle loro indispensabili caratteristiche di immunogenicità, efficacia e sicurezza, preliminarmente accertate dagli enti regolatori che ne approveranno la diffusione, e poi confermate dai dati di farmacovigilanza raccolti dopo la loro somministrazione".
"A tali caratteristiche ne va aggiunta un’altra che fa riferimento alla cosiddetta reattogenicità, che è la potenzialità di un vaccino, verosimilmente legata a substrati genetici individuali, di generare reazioni indesiderate. E oggi ampie e robuste evidenze scientifiche ci informano che, oltre al sesso, all’etnia, all’età, al peso e all’eventuale concomitanza di patologie, anche la via di somministrazione è un fattore in grado di intervenire sulle dinamiche di risposta ai vaccini da parte del sistema immunitarie. Ma la strada è ancora lunga", conclude Minelli. 
- di Redazione Sky TG24

Cavaleri: "Anche con vaccini spray serviranno richiami continui"

Una barriera già alle porte di ingresso del virus Sars-CoV-2, naso e bocca, quindi più in grado di evitare il contagio. E' la promessa dei vaccini spray anti-Covid, o meglio mucosali, da somministrare appunto per via orale o intranasale. "L'aspettativa è che possano essere più efficaci nel prevenire anche l'infezione e la trasmissione del virus. Anche se quello che purtroppo dobbiamo accettare è che anche questi vaccini potrebbero aver bisogno di richiami continui". A suggerirlo è Marco Cavaleri, responsabile della strategia per le minacce sanitarie e i vaccini dell'Agenzia europea del farmaco Ema, che - interpellato dall'Adnkronos Salute - spiega qual è oggi lo stato dell'arte di questi prodotti scudo e chiarisce che "anche l'immunità mucosale, per quel che sappiamo, non viene mantenuta a lungo termine con i virus respiratori".
Al di là della necessità di richiami, però, ribadisce l'esperto, "indubbiamente il vaccino mucosale potrebbe essere un'alternativa o qualcosa che può aiutare a raggiungere un livello di protezione dall'infezione e dalla trasmissione" di Covid, "che purtroppo i vaccini attuali non riescono a raggiungere. Sebbene, va precisato, non è che siano completamente inefficaci da questo punto di vista. Semplicemente non sono molto efficaci", conclude Cavaleri.
- di Redazione Sky TG24

Remuzzi: "Presto vaccini spray, schermeranno da nuove varianti"

"Presto potremmo avere vaccini" anti-Covid "che schermano le nuove varianti e speriamo mantengano la loro efficacia per un periodo più lungo". Attualmente "stiamo lavorando perché i prossimi vaccini siano capaci di conferire un'immunizzazione a livello delle mucose e probabilmente si somministreranno come spray nasale". A spiegarlo è il direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, Giuseppe Remuzzi, in un'intervista su 'Libero'. 
"I virus come Sars-CoV-2, virus respiratorio sinciziale e raffreddore comune - sottolinea - si replicano soprattutto nella mucosa nasale. Vuol dire che non arrivano a stimolare il sistema immune in modo così importante come i virus che si replicano dappertutto, morbillo e rosolia per esempio. Ecco perché l'immunità acquisita contro Sars-CoV-2 svanisce dopo un certo periodo". Per quanto riguarda invece i timori per le nuove varianti in circolazione, in particolare Kraken, sembra che quest'ultimo non sia letale "più delle 'sorelle' Omicron - evidenzia Remuzzi - Nell'area di New York e nel Nord degli Stati Uniti, dove ormai Kraken arriva a una diffusione dell'80%, i ricoveri in ospedale non sono aumentati rispetto agli Stati dove non arriva al 20%. Però questa variante è capace di sfuggire agli anticorpi e ha una straordinaria affinità con il recettore, la proteina che rappresenta la porta di ingresso del virus nelle cellule". Per fortuna, precisa l'esperto, "anche con questa variante terza e quarta dose proteggono gli ultrasessantenni e i fragili dalla malattia grave".  I sintomi dell'infezione sono i soliti: "Mal di gola, naso che cola, stanchezza, tosse secca e, non sempre, febbre. Di solito non si perdono olfatto e gusto", rimarca Remuzzi. E in ogni caso, puntualizza, "al momento in Italia non c'è un allarme Kraken visto che il 90% dei nostri positivi sono infettati da Omicron 5. Ma una diffusione così importante negli Usa fa pensare che lo stesso potrebbe succedere da noi". Dunque il consiglio "agli ultrasessantenni è di fare la quarta dose, agli ultraottantenni e a chi è fragile di fare la quinta". 
- di Redazione Sky TG24

Farmaci, Schillaci: "Comunicazione allarmistica su carenza sta spingendo a fare scorte"

Sul tema della carenza dei farmaci "bisogna anche constatare che la comunicazione allarmistica di questi giorni sta generando quella che tecnicamente si chiama 'carenza di rimbalzo': l'accaparramento del farmaco da parte dei pazienti, preoccupati di avere a disposizione una scorta di un prodotto che sembrerebbe 'a rischio', rafforza il picco di domanda, e crea ulteriori tensioni nell'approvvigionamento". A segnalare il fenomeno è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci, in Commissione Affari sociali della Camera. "L'11 gennaio scorso - ha ricordato - ho convocato un tavolo di lavoro permanente sull'approvvigionamento dei farmaci per definire la reale entità del fenomeno" carenze "e indicare proposte risolutive". Tavolo allargato anche "ai Nas e ai medici di medicina generale". Quello che emerge è che, ha fatto notare il ministro, "una sovrapposizione di fenomeni di natura diversa (aumenti di costi legati alla situazione internazionale, picco di domanda per i farmaci 'stagionali', polarizzazione su poche molecole delle scelte terapeutiche proposte dai prescrittori per le malattie di stagione, coda delle difficoltà produttive legate alla pandemia da Covid) sta creando tensione nell'approvvigionamento di alcuni medicinali specifici, fondamentalmente antiinfiammatori, antinfluenzali e antibiotici". 
- di Redazione Sky TG24

Venerdì nuova riunione Ue su contagi Cina e mondo

Nuova riunione venerdì 20 gennaio sul Covid del meccanismo di risposta politica integrata alle crisi (Ipcr), l'organismo politico in seno al Consiglio dell'Ue al quale partecipano i rappresentanti degli Stati membri. L'Ipcr era stato convocato già nei primi giorni dell'anno per coordinare le risposte degli Stati membri alla riapertura in Cina e all'impennata di contagi del virus nel Paese. La nuova riunione avrà in agenda, secondo quanto si apprende da fonti europee, l'aggiornamento sulla situazione epidemiologica in Cina e a livello internazionale, nonché sulle misure concordate lo scorso 4 gennaio e loro attuazione. Il 13 gennaio il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha dato un aggiornamento  sul Covid, soprattutto rispetto alla possibilità che la variante di Omicron XBB.1.5, 'Kraken' diventi dominante nell'arco di uno o due mesi, parlando di una "moderata probabilità", escludendo però segnali su una gravità diversa di Kraken rispetto agli altri sottolignaggi.
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Schillaci: "Necessari chiarimenti su gestione, ma decide Parlamento"

"Sulla gestione sanitaria della pandemia, pur concordando sulla necessità di chiarirne i punti meno chiari, la deliberazione dell’istituzione di eventuali commissioni è di competenza parlamentare. E so che ci sono già iniziative in tal senso". Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nella replica in Commissione Affari sociali della Camera.
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Covid, oggi nel Lazio 1.235 casi e 7 decessi

Oggi nel Lazio, su 2.424 tamponi molecolari e 10.834 tamponi antigenici per un totale di 13.258 tamponi, si registrano 1.235 nuovi casi positivi (+614); sono 7 i decessi (+1), 638 i ricoverati (-11), 28 le terapie intensive (-1) e +1.343 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 9,3%. I casi a Roma città sono a quota 667. E' quanto si legge nel bollettino quotidiano Covid della Regione. Nel dettaglio i numeri delle ultime 24 ore. Asl Roma 1: sono 215 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl Roma 2: sono 258 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl Roma 3: sono 194 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 4: sono 28 i nuovi casi e 1 decesso; Asl Roma 5: sono 74 i nuovi casi e 4 i decessi; Asl Roma 6: sono 114 i nuovi casi e 1 decesso. Nelle province si registrano 352 nuovi casi. Asl di Frosinone: sono 122 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl di Latina: sono 157 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl di Rieti: sono 25 i nuovi casi e 0 i decessi; Asl di Viterbo: sono 48 i nuovi casi e 0 i decessi.
 
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Covid, in Calabria 469 nuovi contagi, +2 terapie intensive, -6 ricoveri e 2 morti

Secondo i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aa.Ss.Pp. della Regione Calabria, sono 469 i nuovi contagi registrati (su 3.916 tamponi effettuati), +592 guariti e 2 morti (per un totale di 3.268 decessi). Il bollettino, inoltre, registra -125 attualmente positivi, -6 ricoveri (per un totale di 163) e, infine, +2 terapie intensive (per un totale di 7). 
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Schillaci: "Tornati a vivere grazie a adesione a vaccini"

Riguardo alla vaccinazione sappiamo che la sua valenza come strumento di prevenzione e il senso di responsabilità degli italiani dimostrato in occasione della
massiccia adesione alla campagna vaccinale anti Covid-19 hanno permesso di tornare a vivere senza le limitazioni del passato". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in audizione in Commissione Affari Sociali della Camera. "Tuttavia - ha aggiunto - non bisogna abbassare la guardia, soprattutto per proteggere la salute delle persone fragili e degli anziani. Per questi motivi, il Ministero della salute ha lanciato la campagna "Proteggiamoci, anche per i momenti più belli - Vacciniamoci contro il COVID-19 e l'influenza stagionale",
proprio per invitare a mantenere un comportamento responsabile nei confronti del Covid-19 e dell'influenza stagionale, promuovendo la vaccinazione, strumento di primaria importanza per proteggere se stessi e gli altri. La campagna - ha
ricordato il ministro - è stata rivolta alla molteplicità dei soggetti che, per diverse condizioni, sono i destinatari dell'offerta vaccinale contro l'influenza stagionale e contro il Covid-19, principalmente le persone fragili e gli anziani. La campagna ha previsto uno spot televisivo della durata di 30" e uno spot radiofonico della durata di 30", diffusi sulle reti televisive e radiofoniche nazionali del servizio pubblico (RAI)
negli spazi riservati alle pubbliche amministrazioni mediante la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento informazione e editoria, nonché la diffusione dello spot televisivo sulle principali emittenti televisive private commerciali nazionali (Canale 5 e Rete4) e sugli account social del Ministero della salute. Sono inoltre in programma campagne rivolte alla prevenzione primaria e secondaria, soprattutto
sull'adesione agli screening oncologici e sull'importanza dei controlli periodici per recuperare quel che la pandemia ha tolto". 
 
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