Capobianchi a Sky TG24: “Il vaccino è l’arma più potente che abbiamo, non rinunciamoci”

Cronaca

A un anno dal V-Day, il giorno della somministrazione dei primi vaccini anti-Covid, l’ex direttrice dello Spallanzani di Roma ricorda le emozioni provate: “Fu un giorno importante nella lotta al Covid”. Dalla quarta dose alla quarantena per vaccinati, dalla varianti a Novavax: ecco gli argomenti toccati nel corso della puntata di e-Venti

È passato un anno dal V-Day, il giorno dei primi vaccini anti-Covid somministrati il 27 dicembre 2020. Tra le prime persone a ricevere il vaccino c’era Maria Rosaria Capobianchi, l’ex direttrice del laboratorio di virologia dell'Istituto di malattie infettive Spallanzani, nota per aver isolato per prima nel 2020 il Sars-CoV-2: “Quel giorno è stato un giorno speciale, uno spartiacque importante nella lotta al Covid. Ero contenta e orgogliosa di far parte dei primi ad essere vaccinati”, ha detto Capobianchi ospite a e-Venti su Sky TG24. “Oggi come quel giorno ho ricevuto molta attenzione mediatica: non me lo aspettavo, ma il vaccino e il progresso che ha segnato nella lotta al Covid meritavano questa attenzione”, ha dichiarato la professoressa (GUARDA L'INTERVISTA INTEGRALE A CAPOBIANCHI)

“Il V-Day: ricordi e tanta emozione”

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“L’aneddoto che ho raccontato tante volte è che non mi è suonata la sveglia”, racconta Capobianchi ricordando il giorno di un anno fa (VIDEO) con tanta emozione. “Era previsto anche un rimpiazzo per me ma io non volevo essere rimpiazzata, volevo essere sul fronte a combattere il virus in prima linea. Quindi mi sono catapultata allo Spallanzani e la cosa buffa è che avevo una divisa molto grande per la mia statura, con una serie di risvolti”, dice ridendo la biologa. Parlando degli effetti avversi del vaccino, ricorda: “La prima dose non ho avuto niente, è stata lieve. Ho avuto un po’ di dolore al braccio con la seconda dose, sintomo che si è intensificato con la terza”, ha dichiarato Capobianchi. “Sono stata tra le prime anche a ricevere la terza inoculazione, il 13 ottobre”.

“Quarta dose? Dipende dalle evidenze”

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Capobianchi ha parlato anche della possibilità di una quarta dose di vaccino. “Il dato scientificamente inequivocabile non c’è, non sappiamo quanto durerà la protezione data dalla terza dose”, ha detto. “Non ci aspettavamo che la protezione della seconda dose decadesse così presto. È l’evidenza che ci indicherà come comportarci: alcuni Paesi stanno valutando e altri come Israele stanno già provvedendo”, ha dichiarato. “Quello che sappiamo è che il booster dato dalla terza dose è molto efficace nel proteggere dalla forma grave”.

"Trovare compromesso tra regole giuste ed efficaci”

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La discussione tra politici ed esperti per accorciare la quarantena ruota intorno alla necessità di non bloccare il Paese. Attualmente l’isolamento richiesto per i vaccinati è di sette giorni, mentre per i non vaccinati è di dieci: “Condivido la preoccupazione per i vaccinati ove c’è un virus che circola, se si mantengono misure molto severe di quarantena e isolamento si finisce di essere in lockdown”, spiega Capobianchi. “In altri Paesi, come la Germania, sono state adottate misure differenziate sulla base della vaccinazione: non è fuori dalla logica e sarà un problema dei nostri politici trovare il giusto compromesso tra una differenziazione giusta ma efficace”.

“La fantasia del virus è tanta: non possiamo prevedere le varianti”

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“Non è detto che le varianti dopo Omicron siano più lievi nei sintomi”, ha spiegato Capobianchi, riferendosi al fatto che il virus si “depotenzi” per circolare con più facilità. “La fantasia del virus è tanta e non possiamo prevederla: il virus muta in modo casuale, non perché ‘deve’ fare qualcosa. La sua contagiosità è completamente separata dalla virulenza, cioè dalla capacità di dare malattia grave. Non sono interconnesse e quindi non possiamo prevedere cosa succederà con le prossime varianti”, ha detto la professoressa. “Non siamo in grado di capire se il virus si stia adattando, è una cosa che speriamo dato che nelle precedenti pandemie, nel lungo periodo, si sono presentati di solito virus meno cattivi e con meno capacità di uccidere l’ospite. Ma mi sembra presto per pensare che il virus si stia già adattando alla specie umana, il salto risale a soli due anni”, ha detto la biologa.

“Un messaggio ai no vax: il vaccino è l’arma più potente”

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Nell’anniversario del V-Day, Capobianchi rivolge un pensiero a chi non si è ancora vaccinato: “Io spero che l’uso di Novavax, il nuovo vaccino approvato, sia in grado di rimuovere le ultime remore di chi non si è ancora vaccinato”, ha detto. “Bisogna avere fiducia nella scienza perché è in continua evoluzione: quello che abbiamo visto in questo anno è stata un’evoluzione veloce e spettacolare. L’arma più potente a nostra disposizione è il vaccino e non possiamo rinunciarci”, ha concluso.

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