Assalto Cgil durante corteo no green pass: 12 arresti. Landini: “Non ci fanno paura”

Cronaca
Ansa/Twitter Cgil

Il segretario all'assemblea del sindacato: "Ferita democratica, diritti violentati". Ieri un gruppo di manifestanti, guidato da esponenti di Forza Nuova, si è staccato del corteo non autorizzato e ha fatto irruzione nell'edificio di Corso Italia. Solidarietà da più parti. Tra gli arrestati Fiore, Castellino, una 39enne promotrice della manifestazione e un ex Nar. Per il 16 manifestazione delle tre Confederazioni sindacali. Fiano (Pd): "Mozione urgente alla Camera per chiedere scioglimento di Forza Nuova”

"Quella di ieri è una ferita democratica, un atto di offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza, un atto che ha violentato il mondo del lavoro e i suoi diritti". Queste le parole di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, in apertura dell'assemblea generale del sindacato. La Cgil, il giorno dopo l’assalto alla sede di Roma a margine di una manifestazione contro il green pass, ha deciso di rispondere a neofascisti e no-vax con l'apertura di tutte le sedi e un presidio davanti alla Cgil nazionale. Inoltre, Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato una manifestazione il 16 ottobre nella Capitale. Intanto, fonti di polizia hanno fatto sapere che nella notte sono state arrestate 12 persone coinvolte negli scontri a Roma: fra loro anche Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente leader nazionale e leader romano di Forza Nuova. Da più parti è stato chiesto lo scioglimento di Fn. Per le proteste a Milano una persona è stata arrestata e 57 denunciate.

Gli arrestati

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La Questura di Roma fa sapere che tra le 12 persone arrestate, oltre ai leader di Forza Nuova Giuliano Castellino e Roberto Fiore, ci sono anche la promotrice della manifestazione, P.T, 39 anni, Luigi Aronica, 65 anni, ex appartenente ai Nuclei armati rivoluzionari, e Biagio Passaro leader del movimento IoApro. I reati ipotizzati al momento sono, tra gli altri, quelli di danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. La posizione di queste persone è al vaglio della procura di Roma. Sei persone sono state arrestate in flagranza, altre sei, fra i quali gli appartenenti a Forza Nuova, nella notte con arresto differito.

38 agenti feriti, 600 manifestanti identificati

Sono 38 gli appartenenti alle forze dell'ordine rimasti feriti negli scontri di ieri a Roma. Tra questi un dirigente della questura che ha riportato la frattura di una costola e un operatore della polizia scientifica a cui è stato fratturato uno zigomo. Lo rende noto la Questura. Durante i servizi preventivi alla manifestazione sono stati intercettati e identificati 600 manifestanti provenienti da Reggio Emilia, Padova, Mantova, Brescia, Verona, Torino, Milano, Bergamo, Pesaro Ancona, Firenze, Trieste, Bolzano, Modena, Treviso, Rovereto e Arezzo. Controllati 56 minivan e 5 pullman e numerose moto.

Landini: “Non ci fanno paura”

"Deve essere chiaro che se qualcuno ha pensato di intimidirci, di metterci paura, di farci stare zitti, deve sapere che la Cgil e il movimento dei lavoratori sono quelli che hanno sconfitto il fascismo in questo Paese e riconquistato la democrazia. Non ci intimidiscono, non ci fanno paura", ha detto Landini nel suo discorso. Quello di ieri - ha aggiunto - è stato un "disegno preordinato e coordinato. È stata un'azione squadrista e fascista, non ci sono altre definizioni, la scelta di colpire la Cgil e il mondo del lavoro è un atto inaccettabile. Tutte quelle formazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte e questo è il momento di dirlo con chiarezza". 

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Ieri sera, dopo l'assalto, la Cgil aveva annunciato su Twitter: "Noi ai fascisti rispondiamo così: tutte le nostre sedi saranno aperte e davanti alla Cgil nazionale si terrà un presidio democratico". Poi era arrivata anche la nota dei segretari generali delle tre Confederazioni sindacali, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pier Paolo Bombardieri: “Cgil, Cisl e Uil organizzeranno sabato 16 ottobre a Roma una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia. L'assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil è un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia. Chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere sciogliendole per legge".

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L’assalto alla Cgil è avvenuto ieri, sabato 9 ottobre. La sede del più antico sindacato del Paese è stata presa di mira da un gruppo di manifestanti che si è staccato del corteo non autorizzato contro il green pass e ha puntato diretto verso l'edificio di Corso Italia, guidato dal leader di Forza Nuova Fiore e da Castellino. I manifestanti, usando i bastoni delle bandiere, si sono assembrati davanti all'ingresso a vetri e sono riusciti a sfondare le porte della sede e ad entrare, facendo anche dei danni all'interno. Il sindacato, secondo i no pass, è colpevole di non difendere i lavoratori che saranno obbligati dal 15 ottobre a presentare il green pass in tutti i posti di lavoro pubblici o privati.

Le reazioni. Fiano: "Mozione per chiedere scioglimento Forza Nuova"

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Alla Cgil è arrivata la solidarietà di tutta la politica. A Landini hanno telefonano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Mario Draghi. Solidarietà e condanna della violenza accomunano tutti i commenti della politica, dai ministri ai leader di partito. Enrico Letta ha chiesto di sciogliere Forza Nuova, che avrebbe guidato le violenze. Il deputato del Pd Emanuele Fiano ha aggiunto che domani sarà presentata "una mozione urgente alla Camera per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova e degli altri movimenti dichiaratamente fascisti". Una richiesta "che a questo punto mi pare trovi elementi di fondamento significativo", ha commentato il ministro del Lavoro Andrea Orlando. "Il governo deve intervenire prontamente per sciogliere qualsiasi associazione o partito che persegua, predichi e attui la violenza e il fascismo, come fa Forza nuova", ha detto anche il presidente della commissione Giustizia della Camera Mario Perantoni, deputato M5S. D'accordo il leader del Movimento Giuseppe Conte: "Non possiamo accettare che nel nostro Paese ci siano aggressioni di questo tipo quindi su Forza Nuova è una valutazione che affidiamo alla magistratura ma anche io ritengo che ci siano le condizioni per lo scioglimento". “È sicuramente violenza e squadrismo, poi la matrice non la conosco. Sarà fascista, non sarà fascista non è questo il punto. Il punto è che è violenza, è squadrismo e questa roba va combattuta sempre", ha detto la leader di Fdi Giorgia Meloni. Il leader leghista Matteo Salvini ha parlato di criminali isolati.

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