Funivia Stresa, 3 fermi nella notte. Pm: Manomissione freno per evitare disservizi

Cronaca
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La Procura di Verbania procede per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni gravissime. Fermati Luigi Nerini, proprietario della Ferrovie del Mottarone, un ingegnere, il direttore e il capo operativo del servizio. Iniziato il risveglio di Eitan, il bimbo di 5 anni unico sopravvissuto. Modificata tappa col Mottarone al Giro d'Italia

Primi fermi nella notte nell'inchiesta aperta dalla Procura di Verbania per accertare le cause dell’incidente della funivia Stresa-Mottarone in cui domenica hanno perso la vita 14 persone (GLI AGGIORNAMENTI). Tra di loro figura anche Luigi Nerini, proprietario della Ferrovie del Mottarone. Arrivato nella tarda serata di ieri è stato ascoltato ascoltato tutta la notte alla caserma dei carabinieri insieme ad un ingegnere, il direttore del servizio e il capo operativo del servizio. Le accuse nei loro confronti sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro e lesioni gravissime.

Pm: "Gesto consapevole"

Hanno commesso "un gesto materialmente consapevole". Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, al termine degli interrogatori, spiegando che sulla cabina precipitata è stata messa la 'forchetta', ovvero il dispositivo che consente di disattivare il freno, e non e' stata rimossa (FOTO - LE VITTIME - I PRECEDENTI)

Il "forchettone"

Avanza infatti l'ipotesi - secondo quanto scrive il Corriere della Sera - che "almeno un freno della cabina sarebbe stato disattivato". A supporto della tesi, il quotidiano ha intervistato un ingegnere specializzato in impianti a fune e ha pubblicato un'immagine in cui si vedrebbe "inserita" una "taffa in metallo di colore rosso, che gli addetti chiamano in gergo forchettone". Si tratta, spiega la testata, di "un elemento che tiene sempre aperte le ganasce del freno, impedendone l'attivazione in caso di necessità". Intanto, è iniziato il processo di risveglio del bambino ricoverato sotto sedazione a Torino, unico sopravvissuto alla tragedia (LE REAZIONI POLITICHE - COME FUNZIONA LA FUNIVIA).

Il pm: "Accertamenti sulla 'forchetta'"

"L'ipotesi della 'forchetta' fa parte degli accertamenti da fare. Dal video non si vede" ha spiegato il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, che con il pm Laura Carrera indaga sull'incidente. "La 'forchetta' - ha aggiunto - è un meccanismo che fa parte del sistema di blocco e sblocco della cabina e se sia stato inserito o meno dovrà essere accertato".

Il pm: "Si vede la cabina che sussulta e torna indietro"

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Al Mottarone la funivia è sotto sequestro e la zona è transennata. La cabina precipitata, attualmente coperta da un telo, dovrà essere rimossa. Il relitto, con i cavi e il materiale recuperato, saranno oggetto delle perizie. Ci vorrà invece qualche giorno per vedere e analizzare i video delle telecamere di sorveglianza, che riprendono l'arrivo delle cabine. I filmati a ciclo continuo, 24 ore su 24, vanno a ritroso per sette giorni e sono più di due. "Per visionarli - spiega all'Ansa il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Alberto Cicognani - ci vorrà il tempo necessario. Stiamo facendo tutto con scrupolo". "Si vede la cabina che sussulta e torna indietro", ha anticipato il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi. Non si è ancora appurato, invece, se esista o meno una scatola nera.

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La prognosi del bambino resta riservata e per ora non viene sciolta: è stabile e ha passato una notte tranquilla. Per questo, spiega il direttore generale della Città della Salute Giovanni La Valle, "l'equipe del dottor Ivani ha iniziato l'iter per il risveglio che consiste nel ridurre i dosaggi dei farmaci che lo stanno tenendo in coma farmacologico. Nelle prossime ci sarà una riduzione sempre più graduale". La risonanza di lunedì pomeriggio non ha evidenziato danni neurologici a livello celebrale né del tronco encefalico. Il bambino nell’incidente ha perso il papà Amit Biran, 30 anni, studente di medicina che lavorava per la sicurezza della comunità ebraica di Milano, la mamma Tal Peleg, 27 anni e il fratellino Tom di due. Insieme a loro sono morti anche i bisnonni del bambino, Barbara Cohen Konisky e Itshak Cohen, nonni di Tal, arrivati in Italia da Israele per trascorrere una breve vacanza.

Pm: "Nel video la cabina sussulta e torna indietro"

"La cabina era sostanzialmente arrivata al punto di sbarco, si vede che sussulta e torna indietro", ha spiegato il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, che ha visionato una piccola parte dei video delle telecamere di sorveglianza della funivia del Mottarone. "La visuale - ha precisato - è però limitata alla zona dell'arrivo". "L'ipotesi della 'forchetta' fa parte degli accertamenti da fare. Dal video non si vede - ha aggiunto il pm - La 'forchetta' è un meccanismo che fa parte del sistema di blocco e sblocco della cabina e se sia stato inserito o meno dovrà essere accertato". Riguardo al blocco di circa mezz'ora del giorno prima della funivia "non sappiamo dire se questo sia collegato all'evento". Al momento, ha ribadito il magistrat, il cavo spezzato, non si sa per ora "a che lunghezza", si trova a terra "a monte del pilone", assieme al sistema di frenata di sicurezza. Riguardo alle attese iscrizioni nel registro degli indagati, il procuratore, rispondendo ai giornalisti che hanno chiesto se aveva già ipotizzato quante fossero all'incirca, ha risposto: "È inopportuno fare i numeri. Dipenderà dal risultato delle acquisizioni documentali" che verranno fatte nei prossimi giorni, quando "spero di avere un quadro più chiaro".

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"Ci sono due sistemi frenanti che devono agire se purtroppo capita una cosa di questo genere - ha spiegato l'assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Marco Gabusi - Se il sistema frenante non si aziona la cabina torna indietro, si calcola lo abbia fatto a oltre cento chilometri orari. In corrispondenza del pilone non dovrebbe esserci stato nessun urto, ma la pendenza che cambia a quella velocità ha fatto da trampolino e la cabina è saltata per aria a centro chilometri orari, facendo un volo di 54 metri, e poi è ancora rotolata per qualche decina di metri". "Il cavo che si è spezzato era stato revisionato poche settimane prima e non aveva dato segnali di pericolo - ha aggiunto Gabusi - qualcuno ipotizza che nella nottata prima della tragedia i fulmini possano aver lesionato in modo non visibile all'occhio umano questi cavi. Ma il grosso problema riguarda i freni. È purtroppo possibile che il cavo si rompa, non è possibile che il doppio sistema frenante non si azioni".

Regione: "L'impianto è di proprietà del Comune"

Un altro tema è quello sull'attuale proprietario della funivia. "Era della Regione Piemonte - ha precisato il magistrato Bossi - e ora dovrebbe essere il Comune di Stresa, ma non si sa se è avvenuto il passaggio di proprietà". Passaggio che, ha assicurato in serata il sindaco del comune Marcella Severino, non "è ancora completato, per cui la proprietà è ancora regionale". Ma la Regione Piemonte chiarisce che la proprietà dell'impianto del Mottarone è del Comune di Stresa dal 1997 anche se "la trascrizione non è potuta avvenire perché il Comune non ha prodotto gli atti più volte richiesti". Ad affermarlo in Consiglio regionale è stato l'assessore al Patrimonio, Andrea Tronzano, il quale ha poi precisato all'Ansa: "Noi siamo ancora nella fase di lutto, stiamo ancora pregando per la vita di Eitan, ma i titoli di oggi ci sollecitano a informare il Consiglio prima di tutti: il tema che è emerso in questi giorni merita una risposta". "In data 21 marzo 1997 - ha detto Tronzano in Aula - con la legge regionale 15, la Regione ha trasferito al Comune di Stresa la proprietà degli impianti e delle attrezzature. Gli interventi di revisione generale degli impianti sono stati condotti a far data dal 2014 vedendo il Comune di Stresa quale amministrazione concedente, con la facoltà di stabilire criteri e durata della concessione, che tramite Scr (la società di Committenza regionale, ndr) ha appaltato i lavori di revisione e di gestione dell'impianto stabilendo dopo una prima gara andata deserta, una durata della concessione pari a 28 anni e una compartecipazione con fondi comunali pari a 1 milione 860 mila euro. La trascrizione dell'attribuzione della proprietà non è potuta avvenire perché il Comune, sollecitato ancora a marzo, non ha prodotto gli atti più volte richiesti".

L’indagine e i soggetti coinvolti

I punti cardine dell’indagine della Procura per omicidio colposo plurimo, disastro colposo con messa in pericolo della sicurezza dei trasporti e lesioni gravissime sono un cavo tranciato e il mancato funzionamento del sistema frenante di sicurezza. Nelle prossime ore, non appena il quadro delle società e degli enti coinvolti nella gestione e manutenzione dell'impianto sarà preciso, si procederà alle iscrizioni nel registro degli indagati. Un atto dovuto come primo passo di una inchiesta tecnica, necessario per poi procedere con una consulenza che avverrà con la forma dell'accertamento irripetibile. L'incarico verrà affidato "a esperti in trasporti a fune, ingegneri altamente specializzati - spiega il procuratore Bossi - del Politecnico di Torino". Accertamento a cui anche gli esperti nominati dagli indagati potranno partecipare. Al momento gli inquirenti e i carabinieri stanno ricostruendo società, competenze e ruoli: ci sono Ferrovie del Mottarone srl per la gestione, la Leitner di Vipiteno per la manutenzione, una società di Gallarate incaricata della revisione annuale con tanto di legali rappresentanti e i responsabili della sicurezza.

Al vaglio documenti e telecamere di videosorveglianza

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"Sarà un’indagine tecnica e documentale e non sarà lampo - ha detto Bossi - preferiamo muoverci con cautela". L'ultima revisione dei cavi è del novembre 2020 e il 3 maggio scorso, come ha affermato in una nota la Leitner, sono stati effettuati "manutenzione e controllo delle centraline idrauliche di frenatura dei veicoli". Non sarà dunque facile capire perché la fune d'acciaio trainante si è spezzata e il freno a ganasce non si è attivato. Per questo verranno esaminati i documenti sequestrati presso la società Ferrovie Mottarone, compresi i report relativi alla revisione, che per legge vanno trasmessi a un ufficio periferico del ministero dei Trasporti e delle infrastrutture. Verranno inoltre analizzati i filmanti delle telecamere di sorveglianza, sequestrate anch'esse con l'intero impianto, che riprendono arrivo e partenza della teleferica. Non solo quelli della giornata di domenica, ma anche quelli precedenti, per capire se emergano eventuali anomalie.

Papa Francesco: "Grande dolore, vite tragicamente spezzate"

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Oggi anche il Papa esprime "grande dolore" per il "drammatico incidente" della funivia Stresa-Mottarone ed esprime ai familiari delle vittime "vicinanza e sentito cordoglio". "Pensando con commozione a tante vite tragicamente spezzate mentre erano immerse nella meraviglia del creato, assicura la preghiera per quanti sono scomparsi, per chi li piange e per il piccolo Eitan, la cui delicata vicenda segue con trepidazione", scrive il Pontefice  in un telegramma al vescovo di Novara. Il Papa "partecipa in modo particolare all'afflizione della comunità locale e della diocesi di Novara, e si stringe all'amato popolo italiano, sgomento per la grave tragedia".

Cirio: "Una tragedia immane"

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"È un momento triste per la nostra Regione, domenica era il giorno della ripartenza, l'occasione per riassaporare il primo scampolo di vita normale. Il destino lo ha fatto coincidere con una tragedia immane", ha detto il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, in Consiglio regionale, che ha osservato un minuto di silenzio per le vittime del Mottarone. "In attesa che si chiarisca la verità, che dovrà essere chiarita con tutti i mezzi - ha aggiunto - apprezziamo che la Procura abbia subito aperto una inchiesta e che il ministro dei Trasporti abbia istituito una commissione di indagine: la verità dovrà emergere".

Modificata la tappa col Mottarone al Giro d'Italia 

"La direzione del 104/o Giro d'Italia di ciclismo - a seguito dei tragici eventi di domenica scorsa, che hanno coinvolto la funivia del Mottarone - e di concerto con
il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, la Regione Piemonte e le altre istituzioni interessate, ha deciso di modificare il percorso della 19/a tappa della corsa rosa, in programma venerdì". Lo apprende l'Ansa. "Il nuovo percorso sarà di 166 km e la partenza verrà data da Abbiategrasso alle 12,35. L'arrivo è previsto sempre tra le 17 e le 17,30".

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