Congo, autopsia: Attanasio e Iacovacci morti in scontro a fuoco, non in un’esecuzione

Cronaca
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L'esame, che si è svolto a Roma, ha stabilito che i colpi che hanno causato la morte dell'ambasciatore e del carabiniere sono in totale quattro. Secondo l’esito della Tac, i proiettili hanno trapassato i corpi da sinistra a destra. Sul corpo del carabiniere trovato un proiettile di Kalashnikov

Non è stata un’esecuzione, ma la morte dell'ambasciatore Luca Attanasio (CHI ERA) e del carabiniere Vittorio Iacovacci (CHI ERA), in Congo, è arrivata nel corso di un tentativo di sequestro terminato tragicamente con un conflitto a fuoco. Il dato emerge dai primi risultati dell'autopsia disposta dalla Procura di Roma e svolta oggi presso il Policlinico Gemelli. I colpi che hanno causato la morte dei due italiani sono in totale quattro. I due sono stati raggiunti da due colpi ciascuno. Secondo l’esito della Tac, i proiettili hanno trapassato i corpi da sinistra a destra.

Su carabiniere trovato proiettile di un Kalashnikov

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Sempre in base a quanto emerge dall'autopsia, l'ambasciatore Attanasio è stato raggiunto da colpi all'addome. Non sono stati individuati residui metallici. Il carabiniere Vittorio Iacovacci è stato invece colpito nella zona del fianco e, poi, alla base del collo, dove è stato individuato un proiettile di un AK47, un Kalashnikov. Il corpo del carabiniere presenta anche multifratture all'avambraccio sinistro. Questo fa ipotizzare che il proiettile che si è fermato nel collo abbia colpito prima l'arto fratturato. La Procura ha disposto esami balistici.

Il rientro delle salme e l'autopsia

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Le salme dei due italiani erano arrivate nel nostro Paese alle 23.20 di martedì 23 febbraio, con un volo atterrato a Ciampino e decollato da Goma, capitale del Congo. Ad attenderli il premier Draghi, con il ministro degli Esteri Di Maio e quello della Difesa Guerini e un gruppo di rappresentanti del governo. Le autopsie al Policlinico Gemelli sono state effettuate dopo che la Farnesina ha chiesto e ottenuto di svolgere in Italia l'esame autoptico dei corpi. La Procura di Roma ha aperto un'indagine per chiarire l’accaduto, mentre il ministero degli Esteri ha chiesto un report dettagliato al World Food Programme (Wfp) e l’inizio di un’inchiesta ONU.

Obbligo per i diplomatici di segnalare spostamenti in Congo

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Intanto, proprio in seguito all'uccisione dell'ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, "tutti i diplomatici presenti sul territorio nazionale" congolese "sono obbligati a segnalare al governo qualsiasi spostamento all'interno del Paese". Lo annuncia un comunicato della presidenza della Rdc annunciando una decisione presa in una riunione tenuta ieri sotto la guida del capo di Stato Felix Tshisekedi. Oltre che "informare assolutamente il ministero degli Affari esteri" prima di ogni trasferta, i diplomatici dovranno anche "segnalarsi" alle autorità locali al loro arrivo, ha precisato la ministra degli Esteri. 

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